Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota di “Rigenerazione democratica” in merito al piano strutturale comunale. “Sulle osservazioni prodotte da Regione e Provincia in merito al PSC - affermano in merito - adottato dal Consiglio Comunale, alquanto singolari ci appaiono le dichiarazioni rilasciate dall’assessore Scavelli. Riteniamo pertanto doveroso fare alcune precisazioni. E’ innanzitutto bene chiarire che il PSC di Lamezia così come elaborato dall’ingegnere Crocioni svuota di significato la nuova gestione del governo del territorio, rimettendo le scelte, che spettano ope legis al Consiglio Comunale, ai privati cittadini interessati, oltre ad evidenziare ampie contraddizioni con i principi informatori della legge urbanistica regionale e le sue linee guida. Le osservazioni prodotte da Regione e Provincia, in assoluta contraddizione con i principi ispiratori del Qtrp e con il principio “consumo di suolo zero”, sono state chiaramente concordate con l’attuale amministrazione, e mirano a riportare il Piano Strutturale Comunale, adottato dal Consiglio Comunale precedente, alla proposta della giunta Speranza o per meglio intenderci al preliminare di Crocioni".
"Ebbene, la strumentalità dell’assessore Scavelli, nel sostenere la rivisitazione del Piano adottato dal Consiglio Comunale, che fino a prova contraria è l’organo preposto per legge alla programmazione delle scelte territoriali, sta tutta nel fatto che il precedente Consiglio Comunale si è mosso in due direzioni precise: a) ha rimesso in discussione il metodo di elaborazione adottato e le manifestazione di interesse dei singoli privati che sono state prese a base della costruzione del Piano stesso; b) si è adoperato per ricondurre il Piano di Crocioni nell’alveo del principio cardine del Qtrp (consumo zero di suolo) modificando in modo sostanziale l’enorme ambito dell’area urbanizzabile introdotta da Crocioni pur prevedendo per esempio la necessaria conurbazione tra Nicastro e Sambiase.
In altri termini oltre al consumo di suolo che produce il Piano Crocioni, i cittadini ignari si trovano a dover sopportare il consumo di altro denaro pubblico finalizzato esclusivamente all’urgenza di soddisfare la prestazione del prof. Crocioni, che coniuga nella peggiore delle forme le cosiddette “manifestazione di interesse”, che ricadono guarda caso tutte nelle aree non urbanizzate, con la necessità della città di migliorare i servizi collettivi esistenti e di introdurre buone pratiche di rigenerazione urbana e di sostenibilità, cose del tutto impossibili secondo il Piano Crocioni che in sostanza prevede un’enorme area urbanizzabile oltre alla possibilità di consumare comunque il suolo delle aree ancora disponibili e meno utilizzate già ricomprese nelle zone “B”,”C”, “D” e “F” del vigente Piano regolatore generale.
Infine appare comunque molto strano - continuano poi - che il professor Crocioni dopo le più volte minacciate dimissioni abbia deciso di prestare la propria opera professionale all’amministrazione Mascaro che aveva in programma di modificare il Psc ereditato dall’ex sindaco Speranza. In verità il Sindaco Mascaro, contraddicendosi macroscopicamente con il suo stesso programma di governo, ha intrapreso, invece che azioni di recupero/rigenerazione del territorio, l’attività di “recupero” del Psc così come proposto al Consiglio Comunale dal precedente Sindaco Speranza e comunque, certamente non è questa la sede - concludono - per approfondire le ragioni, apparentemente inspiegabili, di questa contraddizione tecnica e politica”.
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