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Lamezia Terme - E’ stato organizzato dal Comitato Salviamo la Sanità del Lametino e dal Tribunale dei Diritti del Malato l’incontro di presentazione della raccolta firme che dovrebbe impedire a Scura di firmare l’ennesimo decreto a detrimento del Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, la goccia che farà traboccare il vaso già colmo delle misure poste in essere dopo il commissariamento.  

Nell’ottica della mobilitazione delle forze politiche, primo firmatario della raccolta è il sindaco Mascaro, che ha espresso la massima disponibilità a lottare, in perfetto accordo con il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. “L’unica via d’uscita per fare in modo che l’ospedale non muoia – ha dichiarato il Sindaco – è inserirlo in un Hub unico, nell’ottica di un’area centrale della Calabria, con un’equa distribuzione delle eccellenze sul territorio.” L’Hub “tricefalo”, voluto anche da Abramo, dovrebbe essere costituito dal Pugliese-Ciaccio, dal Policlinico Universitario e dal Giovanni Paolo II, che altrimenti, rimanendo Spok, non potrebbe coesistere con un Hub a così breve distanza. L’unico a non essere d’accordo con il progetto sarebbe appunto Scura che, secondo le parole di Mascaro, “dovrebbe riflettere prima di firmare decreti o prendere iniziative che sarebbero delinquenziali per questo territorio”. Altro problema, sottolineato da Barbanti, è stato l’assenza all’incontro di molte autorità del mondo istituzionale.   

“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”- ha dichiarato l’onorevole, ringraziando quanti hanno deciso invece di partecipare. Fra i presenti, insieme ai rappresentanti del Comitato Panedigrano, Lentidoro e Viola, il presidente del Consiglio Comunale De Sarro, i consiglieri De Biase e Chirumbolo, l’ingegnere Grandinetti, il senatore Petronio. Dagli organizzatori è stato lanciato l’appello ai cittadini perché partecipino numerosi alla raccolta firme, ultimo baluardo della collettività per impedire danni ulteriori al territorio ed essere finalmente e necessariamente ascoltati . Il comitato si dichiara inoltre aperto alle proposte che coinvolgeranno il futuro del presidio, rimanendo nell’ottica delle eccellenze da distribuire, non per campanilismo ma per offrire un servizio valido ai cittadini.

Giulia De Sensi

 

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