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Lamezia Terme – Amministrazione comunale, associazioni, comitati e sindaci provenienti da tutto il comprensorio hanno riunito oggi le forze a sostegno della sanità locale. L’accorpamento del Mater Domini e del Pugliese-Ciaccio sotto un unico HUB denominato “Dulbecco” e l’ultimo preoccupato intervento delle unioni sindacali in merito alla nuova riorganizzazione delle strutture sanitarie calabresi, pesano come un macigno sul futuro del nosocomio lametino. Netta la posizione del sindaco Mascaro in merito, che ha voluto sgombrare il campo dalle critiche mosse in questi giorni sulla decisione di convocare un ennesimo consiglio comunale riguardante la sanità. Una nuova seduta ad hoc che il sindaco Mascaro ha definito tempisticamente necessaria soprattutto alla luce delle discussioni in atto sulla modifica del decreto 9 per la riorganizzazione del sistema sanitario. Dura poi la sua posizione in merito all’assenza in aula del commissario ad acta Massimo Scura. “Critico l’assenza di colui che dovrebbe essere presente in ogni luogo dove si parla di sanità – ha asserito il sindaco – colui che non presentandosi oggi ha umiliato Lamezia Terme. Scura ha affermato che gli ospedali non sono dei sindaci – ha poi ricordato Mascaro – ma dimentica che il sindaco rappresenta il territorio e gli ospedali fanno parte di esso”.

Nessun punto d’incontro raggiunto dunque sinora con il commissario Scura e il ridimensionamento di gran parte dei reparti che fanno capo al presidio ospedaliero lametino, sono sicuramente una penalizzazione che la città si vede costretta a  pagare per la sua vicinanza a Catanzaro. Maggioranza e opposizione hanno così presentato di comune accordo in aula, dopo una serie di riunioni della commissione sanità presieduta dal consigliere Di Spena, un documento unitario. “Solo una porta aperta” - l’ha definito il sindaco Mascaro, per costruire un percorso unico e un tavolo di lavoro che coinvolga il ministro Lorenzin, il commissario Scura e il governatore della regione Calabria anche lui oggi assente in aula. L’idea scaturita dal consiglio comunale e portata avanti dal sindaco Mascaro, resta quindi quella di distribuire in maniera equa e paritarie le eccellenze tra Lamezia, Catanzaro e Germaneto. “Se il nostro presidio ospedaliero resta “spoke” ha poi concluso il Primo cittadino – privo di alcune strutture di eccellenza, immaginando un mega Hub a Catanzaro – ho la sensazione che qui la sanità possa definitivamente morire”.

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Il documento unitario sulla sanità

“Anziché mantenere tre emodinamiche a Catanzaro, una di queste potrebbe essere portata a Lamezia – è specificato nel documento unico sulla sanità proposto – o si potrebbe istituire un polo infettivologico o qualsiasi altra branca specialistica. E ancora “ridar vita ai reparto chiusi e riaprire quelli previsti, mantenendo e potenziando l’esistente. Eliminare i tempi lunghi d’attesa per esami clinici e investire sulla medicina del territorio, con rinnovati percorsi, nuove tecnologie e maggiore assistenza domiciliare. “L’impegno è che questo documento attraverso il sindaco e il consiglio comunale – concludono – sia portato all’attenzione del ministro Lorenzin e del presidente della regione Calabria Mario Oliverio, in modo tale che le proposte dell’assise non rimangano “lettera morta” o “passerella” come avvenuto in passato”.

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Dottoressa Amalia Bruni, “In più di 30 anni nessuna progettazione seria sulla sanità”

Ampio spazio dato poi, in seduta aperta, ad associazioni e comitati locali. La rappresentante del Tribunale dei diritti del malato, Concetta Perri, ha chiesto che vengano riconosciuti a Lamezia i diritti che le spettano dopo anni in cui sono state denunciate le espoliazioni della sanità locale. Un appello rivolto soprattutto alle forze politiche che “hanno perseguito negli anni con opere accentratrici e non solo sulla sanità”.

Il referente del comitato “Salviamo la sanità lametina”, Nicolino Panedigrano, ha illustrato una battaglia difficile da combattere, soprattutto alla luce dell’accorpamento che si andrà a sintetizzare nel nuovo Hub “Dulbecco”. “Come Comitato abbiamo deciso di presentare denuncia contro l’operato del commissario Scura alla Procura e alla Corte dei Conti, che estendiamo anche a tutto il consiglio comunale” ha aggiunto Panedigrano. A spostare il tiro su una questione molto più ampia, invece, la dottoressa Amalia Bruni, direttore del centro regionale di Neurogenetica e da novembre 2015 anche membro del consiglio superiore di sanità. “In più di 30 anni la sanità non è mai stata progettata in maniera seria – ha puntualizzato mostrando delle slides in sala - ci sono stati sperperi frequentemente illeciti e stiamo costruendo un concetto erroneo di sanità, riducendolo al solo aspetto dell’ospedale, quando invece sarebbe più corretto parlare in primis di “salute”, che inglobi il territorio, la collettività, i fattori ambientali, culturali e socio-economici”. Non sono mancati poi i vari interventi di alcuni sindaci dell’hinterland. A difesa di una sanità che coinvolga tutto il comprensorio, il primo cittadino di San Pietro a Maida Putame, il capogruppo di maggioranza di Soveria Mannelli, Chiodo, e il sindaco di Conflenti, Paola.

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Direttore Asp Perri: “Verso un’idea unitaria di sanità”

Dello stesso pensiero della neurologa Amalia Bruni, anche il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri, che ripercorrendo quanto sinora portato avanti sul territorio, ha ribadito la necessità di estendere il concetto di sanità oltre le strutture ospedaliere. “La debolezza è che non c’è stata sinora un’idea unitaria sulla sanità lametina – ha tenuto a precisare – ci è stato chiesto di curare i cittadini spendendo meno soldi possibile, con blocco del turn over, riduzione posti letto, riduzione spesa farmaceutica e anche uno stop alle spese di investimento in conto capitale. Vogliamo che questa azienda recuperi la sua anima e vogliamo creare un rapporto di fiducia con i cittadini”. Perri ha fatto poi riferimento ai 70 milioni di euro destinati all’Asp di Catanzaro ma non resi disponibili e puntualizzato di non aver chiuso definitivamente nessun reparto, segnalando però la grave carenza di personale. “Lamezia non potrà mai essere un presidio ospedaliero di base – ha infine voluto concludere a scanso di equivoci – è, secondo normativa, un presidio ospedaliero di 1° livello”.

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Onorevole Galati: “Ministro Lorenzin sblocchi i 70 milioni per la sanità lametina”

A sottolineare l’importanza giocata nel settore dalle forze politiche, l’onorevole Pino Galati, l’unico deputato del territorio ad essere presente oggi in aula. “La politica deve riprendere il suo ruolo – ha affermato – e diviene necessario chiedere un incontro con il ministro Lorenzin per lo sblocco dei 70 milioni di euro che il Ministero ha accantonato”.

Alessandra Renda

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