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Lamezia Terme - Il destino di molti nelle mani di pochi: è questo il rischio fondamentale che ci si propone di scongiurare con  il no al referendum sulla Legge Renzi-Boschi, secondo la scelta promossa dal comitato locale creato appositamente con lo scopo di informare i cittadini mantenendo vigile l’opinione pubblica sul tema delicato delle riforme costituzionali. Ne hanno discusso a Palazzo Baccari i suoi primi esponenti: Costantino Fittante del Centro Riforme Democrazia e Diritti, Rosa Tavella di Rifondazione Comunista, Giuseppe Gigliotti di Italia Nostra, Francesco Carnevale di Sel. Fittante, nel suo intervento iniziale,  sottolinea soprattutto la necessità di un intervento serio di sensibilizzazione di fronte ad un tema della massima importanza politica. “Quello già richiesto da 128 deputati di vari schieramenti è infatti un referendum costituzionale, ovvero incentrato sulla legittimità di modifiche apportate direttamente alla carta costituzionale, non dal Parlamento ma direttamente dal Governo”- ribadisce più volte, concentrandosi sull’incostituzionalità di questa stessa modalità.

Il rimaneggiamento, che interesserebbe in particolare la composizione e le funzioni del Senato riducendo la rappresentatività, andrà dunque ai voti, nonostante la posizione rigida assunta dal Premier : “Il Presidente del Consiglio – aggiunge Fittante riferendosi ad alcune recenti dichiarazioni – vorrebbe ridurre il referendum ad un plebiscito popolare sulla sua persona : con me o contro di me.” Quest’atteggiamento  non farebbe ché rimarcare il carattere accentratore  delle riforme proposte, che secondo la Tavella “ ci avviano verso una stagione ademocratica in cui la cerchia di chi decide si fa sempre più stretta, secondo un’idea ben diversa dal concetto di una democrazia larga e partecipata.” 

Gigliotti parla espressamente di “un’oligarchia che vede non più diritti ma mance, concessioni, regalie, come per una serie di atti di magnanimità.” Carnevale invece, si appella allo strumento referendario come “espressione massima del diritto dei cittadini a cambiare le sorti del proprio paese.” E secondo quanto riportato da Fittante nel 2016 questo strumento dovrebbe essere usato più volte: rispetto alla questione delle trivellazioni in mare per ricerche petrolifere, ad alcuni aspetti della Legge sulla Buona Scuola, e anche rispetto al job act e all’Italicum. Tutti sono concordi nell’affermare che il principio rispetto al quale ci si dovrebbe regolare è uno solo : evitare azioni tese alla verticalizzazione del potere e al suo concentrarsi nelle mani di pochi, salvaguardare i diritti.

Giulia De Sensi

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