
Lamezia Terme - Il Consiglio comunale di Lamezia ha approvato, dopo una lunghissima seduta di oltre dieci ore, la proposta di deliberazione della Giunta relativa al varo del Piano strutturale comunale (che dovrà avere ancora il lasciapassare della Provincia e della Regione e poi ritornare in Aula). Nello specifico, la massima Assemblea cittadina ha detto sì alle controdeduzioni e alle osservazioni già passate al vaglio della Commissione urbanistica. Presenti all'inizio 23 consiglieri. Il punto è passato con 14 favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti.
Il dibattito
Dopo il deposito dei verbali delle due sedute consiliari precedenti, il presidente del Consiglio comunale, Giancarlo Nicotera ha dato la parola al progettista Giovanni Crocioni, collegato in videoconferenza. "Trovo una certa emozione a parlare a distanza - ha detto Crocioni - saluto il sindaco Paolo Mascaro, il presidente Nicotera e l'assessore Stella, un tecnico molto preparto, nonché il responsabile unico del procedimento, Ruberto, il presidente della Commissione Costantino e tutti i consiglieri". Crocioni ha definito il Psc "un Piano di qualità che tutela l'ambiente, il litorale, i boschi fluviali, i centri storici. E ancora, è finalizzato all’adeguamento della rete dei servizi, delle scuole, dei parcheggi, dei servizi sanitari innovativi. Portiamo la città ad un livello adeguato al ruolo che le compete con il riordino del territorio e delle periferie". Un Psc ormai "che ci porta vicinissimo all'approvazione definitiva".

Quindi, la parola al presidente della Commissione urbanistica, Ernesto Costantino che messo in risalto il lavoro fatto in dieci mesi all'interno della Commissione. Il Psc è stato illustrato dall'assessore all'Urbanistica, Francesco Stella. "Un momento importante per la città - ha esordito - ringrazio Antonio Ruberto, Gianfranco Molinaro e il presidente Costantino. Il lavoro di 47 sedute della commissione è stato lungo e proficuo, che ha approfondito ogni questione per capire l'impatto che questo Piano ha sul nostro territorio. Il Psc è stato discusso in questo luogo all'interno della sala consiliare e non in altri luoghi. Alla luce del giorno". A voler mandare un "messaggio" sulla correttezza e la trasparenza delle discussioni affrontate con tutti i consiglieri della Commissione. "Una bella pagina di politica - ha sottolineato altresì Stella - e senza interessi di parte". Sull'aspetto tecnico Stella, attraverso slide, ha illustrato nello specifico il Piano. "Il primo documento preliminare è stato approvato nel 2010. Poi nel 2015 la delibera di adozione". Quindi, "dopo la seduta di oggi, il Piano andrà alla Provincia e alla Regione e poi tornerà in questa Aula per l'approvazione definitiva. Questo Piano - ha precisato - differisce da quello adotato nel 2015 poiché questo è stato adeguato al Qtrp, Quadro territoriale regionale paesaggistico della Regione Calabria del 2016". Un Psc dunque adeguato alle disposizioni in tema di precauzioni antisismiche e altre linee guida, sopraggiunte nel corso degli ultimi anni. Aggiornato "anche ai rilievi fatti dopo il 2015 della Provincia e dalla Regione". Sui contenuti, Stella ha affermato che il Psc, ha il compito di "individuare nel territorio comunale le zone urbanizzate e urbanizzabili, agricole e definire lo sviluppo del territorio. È uno strumento di tutela". Il Piano indica "le zone a rischio alluvioni, le aree inedificabili quelle a rischio frane, quelle di erosione costiera, le aree soggette a tutela ambientale. E poi protegge il nostro territorio dal rischio alluvioni, il rispetto dei corsi d'acqua". Il Piano evidenzia "i vincoli e tutela il territorio".

Per i centri storici "questo Piano è un Piano particolareggiato di recupero e riconosce anche Sant'Eufemia, Sant'Eufemia Vetere e San Pietro Lametino come centri storici, stabilendo cosa si può fare". Il Piano definisce "le zone urbanizzate le zone agricole, costruisce in quest'ultima zona colui che ne ha titolo, esempio un imprenditore agricolo". Il Psc individua altre "due aree produttive in corrispondenza di via delle Terme, viale San Bruno e via del Progresso", oltre a quelle già esistenti ex Sir e contrada Rottoli. Nel Psc si individua anche la "cittadella dello sport" nella zona di via del Progresso, laddove insiste il nuovo Palazzetto dello sport e lo stadio "Carlei". Aprendo "la possibilità a privati di investire".

Dopo l'esposizione dell'assessore Stella, via al dibattito. Ruggero Pegna dell'Udc si è detto "deluso dal fatto che questo Psc è solo una fotografia, e non uno strumento che delinea le scelte dello sviluppo dove ci sono tre centri ancora distanti fra loro. Ci sono troppi vincoli, basta andare a Cosenza o Rende dove ci sono grattacieli. Non vedo l'unità fisica con Sant'Eufemia. Nell'esposizione fatta esistono ancora aree distinte e separate. È uno strumento urbanistico che non ci fa viaggiare con la fantasia, anche se credo importante che oggi passi così da domani gli uffici potranno dare risposte. Un Psc che andrebbe bocciato ma annuncio la mia astensione". Quindi, il consigliere Eugenio Guarascio di Nuova Era. "La delusione è grande perché comunque questo Psc poteva essere un'occasione. Il Piano doveva dare una visione futura per la città, un territorio che deve crescere, attirare investitori e non mi sembra che il Piano dica questo. Noi dobbiamo creare le condizioni dove il cittadino possa avere la possibilità dell'utilizzo delle rinnovabili. La città ha enormi periferie ed è stata compromessa dall'abusivismo. Non vedo novità nel decoro urbano. Dobbiamo garantire le attività sportive e quelle sociali per i giovani che sono il presente, non il futuro. Il Piano - ha sottolineato Guarascio - nasce 12 anni fa da una Giunta di sinistra e probabilmente a Crocioni si poteva affiancare anche qualche tecnico locale. Io dico comunque che non possiamo deludere i cittadini e il Piano va approvato anche se noi ci asteniamo".

Per Antonio Mastroianni di Forza Italia, "non si parla di sviluppo delle Terme, non si parla di collegamenti dei tre ex centri. Abbiamo una serie di vincoli introdotti da scelte superficiali". Mastroianni ha dunque annunciato il voto di astensione. Aquila Villella del Pd, ha precisato che "nel 2015 è stato adottato dalla Giunta Speranza e già allora aveva avuto una serie di contrasti anche nel centrosinistra per l'estensione delle aree di urbanizzazione. Ora emerge che questo Piano è conforme al Qtrp e su questo non ho nulla da dire. Ma come si conciliano le nuove norme con il consumo zero del territorio?". Fra gli altri interrogativi posti dalla Villella, quelle legate "all'attualità delle osservazioni del 2015". E poi "prima di pensare a nuove aree produttive perché non pensare a definire l'area di Rotoli?". Matteo Folino di Forza Italia ha stigmatizzato la scarsa attenzione per le aree montane. "Questo Psc è astruso rispetto alla complessità della città, anche dal punto di vista demografico e per il suo territorio vasto che l'Ente non riesce a gestire. C'è bisogno di una città da ricucire, sarebbe stato opportuno riqualificare l'esistente, al contenimento e al consumo del suolo". Folino ha anticipato il voto contrario.
"Oggi - ha detto Mimmo Gianturco di Fratelli d'Italia - non si è verificato nemmeno la volontà di capire se rispetto agli anni passati ci sono le stesse condizioni. Già allora questo Psc non era condiviso da tutta la città". Anche Gianturco ha messo l'accento sul consumo del suolo che prevede lo strumento urbanistico. Manca una visione moderna della viabilità, nulla è stato previsto in questo Psc". Critiche di Gianturco anche sulla visione delle aree agricole, sui centri storici e sui progetti di urbanizzate. "In definitiva è un Psc che non da una visione di sviluppo della città". Gianturco ha accusato l'Amministrazione di voler solo "costruire", e quindi per "provocazione" ha "omaggiato" la stessa di alcune costruzioni Lego, attirando su di sé commenti sarcastici.

La consigliera Annalisa Spinelli della maggioranza ha precisato "che questa Amministrazione ha ripreso un Psc fermo, ingessato visualizzando tutte le 180 osservazioni. Un Piano che risponde a tutti i principi e le nuove normative". La consigliera Spinelli ha ringraziato l'assessore Stella e di tutti i componenti della Commissione. Il consigliere Pietro Gallo di Fratelli d'Italia, dal canto suo, non ha condiviso l'espansione del "centro storico ad una miriade di fabbricati costruiti negli anni anni '70". Così come si è opposto "al consumo del suolo, alla mancata attenzione dell'area termale e alla zona di Sant’Eufemia che non viene unita al resto della città". Gallo ha quindi annunciato il voto di astensione. Davide Mastroianni della maggioranza ha rimarcato "il lavoro esemplare fatto dalla Commissione" puntando il dito contro le opposizioni. Per Rosy Rubino di Fratelli d'Italia il "Piano non ha una visione complessiva di sviluppo della città". Pino Zaffina, consigliere di maggioranza, ha "condiviso in tutto e per tutto l'intervento dell'assessore Stella. È stato fatto un grande lavoro innovativo". Ringraziando i tecnici impegnati a cominciare dal progettista Crocioni e sottolineando "l'atto di coraggio dell'Amministrazione Mascaro". L'assessore Stella nella sua replica ha precisato, tra le altre cose, che nel nuovo Psc "il limite per le costruzioni in altezza è libero". Ribadendo poi i concetti già espressi nell'intervento espositivo. E aggiungendo la previsione di realizzare un "parco termale". Il Piano, ha ribadito Stella, "è legittimo dal punto di vista procedurale".
Al termine del dibattito tra i consiglieri, l'intervento del sindaco, Paolo Mascaro che ha ringraziato "chi oggi fa in modo che Lamezia si avvicini ad un traguardo importantissimo". Sottolineando la positività degli interventi "pregevoli" effettuati dai consiglieri anche di opposizione. "Una pagina di storia per questo territorio. Oggi è una giornata di grande soddisfazione. Non ci sono - ha puntualizzato il sindaco - interessi economici personali".
Dopo una pausa di 40 minuti alle 15:20 sono ripresi i lavori del Consiglio con la conta dei presenti. Alla ripresa, presenti 21 consiglieri. Prima della votazione, un ordine del giorno della consigliera Villella finalizzata a "respingere tutte le osservazioni che intendono trasformare le aree agricole in aree edificabili". Ordine del giorno come facilmente prevedibile respinto con 19 voti contrari, 2 favorevoli e un astenuto.

Tensione in Aula
Si è passati poi alla decisione di votare le Osservazioni divise in 6 gruppi. Ma la consigliera del Pd Villella si opponeva chiedendo una votazione singola e precisando che era mancata la votazione sulla decisione di procedere per gruppi. A quel punto, il presidente Nicotera la ammoniva verbalmente ricordando che la decisione di votare per gruppi era stata presa all'unanimità. In Aula faceva ingresso l'esponente del Pd, Italo Reale che offendeva e minacciava Nicotera il quale in precedenza aveva imputato alla Villella di aver cambiato idea dopo "essersi consultata telefonicamente con qualcuno". Attimi di nervosismo in Aula, con Nicotera che annunciava di querelare Reale "per le offese ricevute". Poi Nicotera invitava gli agenti della Polizia locale presenti in Aula ad identificare Reale. Agenti che allontanavano l'esponente del Pd. Tuttavia, Reale proseguiva con le invettive, mandando letteralmente a "quel paese" pure la consigliera Cittadino di Nuova Era. Anch'essa minacciando di querelare l'esponente del Pd.
Insomma, una seduta convulsa con la decisione, a quel punto, di votare le singole Osservazioni. Singole Osservazioni del primo gruppo votate dalla maggioranza. Nel frattempo, la consigliera del Pd, Villella lasciava la seduta con qualche coda polemica. L'occasione veniva "colta" dalla maggioranza che con Pino Zaffina proponeva il cambio di modalità e quindi si tornava alla decisione di votare di nuovo le Osservazioni per gruppi. Ennesima conta dei consiglieri. Presenti in 18, poi 19. Via via, la lettura delle Osservazioni (accolte e respinte) e voto finale favorevole a maggioranza.
Antonio Cannone
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