
Lamezia Terme - Rotatoria sia, rotatoria no : è una storia controversa che parte dal 2010 quella della configurazione viaria dell’incrocio via del Progresso, regolarmente teatro di incidenti, fino alla disposizione dell’attuale minirotatoria creata durante l’amministrazione Speranza. Ma si tratta comunque di una soluzione provvisoria – di una “prova”, come l’ha definita la consigliera Carolina Caruso - che non manca di causare notevoli disservizi ai mezzi pesanti delle aziende dislocate lungo il tratto, e a tutti i cittadini che l’attraversano quotidianamente, non solo i 6000 che abitano la zona ma anche quelli provenienti da fuori o dai paesi vicini – Feroleto, Pianopoli, Serrastretta, Platania – che hanno necessità di accedere ai servizi più elementari presenti in città. Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni di Pasquale Torchia, presidente del Comitato Progresso 2010, attualmente costituitosi in associazione, che ha oggi incontrato in sala Napolitano la V Commissione per l’Urbanistica e i Lavori Pubblici presieduta dal consigliere Luigi Muraca, alla presenza di altri membri e componenti del consiglio fra cui i consiglieri Piccioni, Gianturco, Ruberto, Chirumbolo, Zaffina, Nicotera, Paladino, Muraca, la stessa Caruso, il presidente De Sarro.
Assente per motivi istituzionali – fra le numerose critiche e rimostranze degli astanti – l’assessore ai Lavori Pubblici Michele Cardamone, circostanza che ha inevitabilmente inficiato l’esito operativo della riunione e dunque le sue finalità. Infatti, ben precise erano le richieste dell’associazione. Approvato nel febbraio 2015 dalla giunta Speranza, come proposta di deliberazione all’esame del consiglio comunale, il progetto preliminare prevede una rotatoria di maggiori dimensioni, più larga e compatta : si chiede ora semplicemente che la nuova giunta dia continuità a quella proposta ratificandola. Il progetto, curato dal geometra Mercuri con il supporto dell’architetto Pulella, pure con la necessità di alcuni lievi modifiche tecniche, esiste già ma richiede per essere attuato l’esproprio e l’occupazione di una porzione di terreno, sia pubblico che privato, di soli 34 metri, e a quanto pare, per le rimostranze legali avanzate da una delle aziende coinvolte, è comunque necessaria una presa di posizione forte da parte del Comune. “Il Comitato si aspettava delle risposte” obietta Gianturco a fine seduta, mentre Ruberto, senza mezzi termini, parla di “una città di ignavi” riferendosi alle responsabilità di entrambe le amministrazioni coinvolte. “Senza dubbio - come sottolineato dall’ex consigliere Saladino, presente nel pubblico - “sarebbe un atto d’ingiustizia far prevalere gli interessi di una famiglia a spese dei diritti di un’intera comunità ”. Si prevede a breve un nuovo incontro, nel quale è stata promessa da Muraca la presenza del Sindaco e dell’assessore ai Lavori Pubblici.
Giulia De Sensi

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