
Lamezia Terme - Le sigle sindacali Il Segretatio Generale Cisl-FP Antonio Cristofaro, il segretario Generale FP-Cgil Bruno Talarico, il Segretario Aziendale Cisl-FP Salvatore Arcieri, il Segretatio Aziendale FP-Cgil Antonino Rappoccio, il Segretario Cisl-Medici Nino Accorinti e il segretario Cgil-Medici Giuseppe Potente hanno inviato una lettera al direttore generale dell’Asp per denunciare la grave carenza di personale della dirigenza medica presso l’ospedale di Lamezia. Di seguito, quanto denunciato dalle sigle sindacali unite.
“Le OO.SS. hanno da tempo denunciato la gravissima carenza di personale della dirigenza medica e del comparto in più Unità Operative di degenza del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme (Urologia, Pediatria, Cardiologia, Broncopneumologia e Chirurgia Generale). Appaiono, pertanto, singolari le recenti dichiarazioni sulla stampa rilasciate dal Direttore della U.O. di Medicina Generale, già Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro non solo per il loro contenuto ma anche per il momento particolare.
Nel merito sorprende quanto affermato sullo “stop ai ricoveri di pz con ictus che, in numero di 200 all’anno”, saranno dirottati in altri ospedali regionali. Lo stupore deriva dalla circostanza che l’unica struttura regionale che possiede una Stroke Unit è l’Ospedale di Vibo Valentia e non Lamezia Terme! Forse l’ex DG ha istituito una nuova struttura nella sua Divisione senza un formale atto deliberativo e senza informare gli organi competenti? Altra sorpresa sulla “chiusura della terapia sub intensiva”. Non ci risulta che la struttura di Medicina Generale sia accreditata per lo svolgimento di questa attività, che, oltre ad idonei ambienti ed attrezzature, necessita di personale dedicato h 24, cui riconoscere specifiche indennità, connesse all’intensità del livello di assistenza. Ancora, stupisce la “chiusura di posti letto”. Sorge spontanea una domanda. Può il Responsabile di una struttura agire “motu proprio”, o può essere solo un soggetto proponente, come in tutte le altre realtà ospedaliere, in cui gli organi che possono disporre la temporanea riduzione dei posti letto sono i vertici aziendali e/o la Direzione Medica del Presidio, sempre che non ci siano altre utili alternative, come ad esempio la sospensione dei soli ricoveri programmati in elezione e la garanzia dei ricoveri in urgenza? Lo scenario descritto dall’ex DG, adesso primario, sembrerebbe causato da decisioni scellerate che avrebbero determinato la perdita di alcune unità di personale ma che in verità è stata compensata dall’arrivo di altro personale.
Infatti il Mancuso riferisce che un medico è stato trasferito dal suo reparto, omettendo di dire che in precedenza egli stesso nel ruolo di DG ha disposto il trasferimento di due medici dal Pronto Soccorso alla Medicina. Ancora, lamenta il trasferimento di quattro infermieri dimenticando di dire che due sono stati sostituiti contestualmente e che il suo reparto presenta a parità o quasi di posti letto il maggior numero di infermieri (18) rispetto per esempio all’Ortopedia che conta 13 infermieri ed il cui responsabile coscientemente, senza rilasciare dichiarazioni alla stampa, si adopera per prestare la migliore assistenza ai suoi pazienti rimboccandosi (come tanti altri) “le maniche”. Se, dunque, bastano due infermieri in meno nella Medicina, per fare “andare in crisi un reparto così complesso”, forse è arrivato il momento che il responsabile rifletta sull’opportunità di rivisitare la sua strategia gestionale, anche alla luce delle numerosissime richieste di trasferimento dei suoi infermieri in altre strutture. Evidentemente il vento è cambiato e la voce che deve avere eco e risposte non è quella di chi urla di più, ma di chi dimostra di essere più capace e di avere più a cuore l’interesse dei cittadini e dell’Azienda a cui appartiene e che pure ha rappresentato. In conclusione, riteniamo di dover dare un suggerimento al Dottore Mancuso, che in passato aveva annunciato proprio alle organizzazioni sindacali di volere avviare un procedimento disciplinare nei confronti di un collega che aveva denunciato sulla stampa alcune criticità all’interno dell’Unità operativa da lui diretta. Si attenga, oltre che alle disposizioni emanate in merito, anche all’art. 11 del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che al comma 2 recita “… il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine dell’amministrazione”.
In considerazione del contenuto allarmistico degli articoli apparsi su varie testate giornalistiche ed in ultimo una nota a firma del dottor Mancuso, Direttore dell’U.O. di Medicina, si invita la S.V. a volere intervenire da un lato a informare i cittadini utenti sulla reale situazione del reparto di medicina tramite organi di stampa, rettificando con ciò quanto erroneamente denunciato e, in considerazione che tale intervento (del dott. Mancuso) è palesemente contrario al Codice di comportamento dei dipendenti della P.A., si chiede al Direttore Generale di volere adottare i provvedimenti che riterrà più opportuni".
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