
Lamezia Terme - Intervistato sulla questione delle intercettazioni relative al 2012 contenenti minacce del boss Grande Aracri, Speranza si presenta sereno e risponde brevemente dicendo: “Ho appreso la vicenda dalla stampa, come tutti, e proseguo il mio lavoro con tranquillità. Continuo a svolgere il mio ruolo regolarmente, anche in questo periodo preelettorale, come ho sempre fatto. Questa è anzi per me una giornata particolarmente intensa e significativa, visto che 10 persone prendono oggi servizio in qualità di nuovi impiegati presso il Comune. E non solo: oggi è uscito il bando per la programmazione cinematografica del Teatro Grandinetti, che speriamo possa attrarre presto imprenditori e operatori culturali che si impegnino per mettere a frutto le sue potenzialità. Continuerò ad amministrare con questo stesso impegno fino alla fine del mandato”.
Giulia De Sensi
REAZIONI
Fava: “Perché sindaco Brescello ancora in carica?”
"Mentre il sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, è ancora al proprio posto dopo aver pubblicamente lodato il reggente locale della 'ndrangheta Francesco Grande Aracri, il sindaco di Lamezia Gianni Speranza apprende in questi giorni che Nicolino Grande Aracri, capo della cosca di Cutro e fratello di Francesco, intendeva ucciderlo ('..una botta in testa e finisce ammazzato')". Lo dice Claudio Fava, vicepresidente della Commissione antimafia, "dopo avere appreso - è detto in un comunicato - i risultati delle indagini dei Ros sulla famiglia Grande Aracri e sul loro ruolo criminale egemone dalla Calabria all'Emilia". "Fino a quando in Italia si tollererà - aggiunge Fava - che un sindaco amico di un mafioso resti in carica, nessuno si stupisca se quegli stessi mafiosi minacciano di morte un altro sindaco colpevole di fare correttamente il proprio lavoro. Per mesi abbiamo aspettato inutilmente che, con un gesto di decenza, il sindaco Coffrini si dimettesse. Quel gesto non è arrivato. Arriva invece la notizia che la famiglia Grande Aracri, lodata irresponsabilmente a Brescello, intendeva uccidere a Lamezia". "Chiedo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - dice ancora il vicepresidente Fava - di utilizzare le proprie prerogative valutando l'opportunità di rimuovere immediatamente il sindaco Coffrini dalla sua funzione. Sarebbe un gesto utile a garantire i tanti sindaci in prima linea nella lotta contro le mafie: quei sindaci, come Gianni Speranza, che alla famiglia Grande Aracri in Calabria hanno sbattuto sempre la porta in faccia rischiando la pelle, mentre il suo collega di Brescello ne tesseva, con sconsiderata impudenza, le pubbliche lodi".
Avviso Pubblico: "Autorità si adoperino per garantire sicurezza"
"Le intercettazioni telefoniche nei confronti del boss di Cutro, Nicolino Grande Alacri, hanno fatto emergere affermazioni minacciose rivolte a Gianni Speranza, Sindaco di Lamezia Terme, da sempre schierato contro la ’ndrangheta e per l’affermazione della legalità nel suo territorio. Si tratta di un colloquio intercettato delle forze dell’ordine nel 2012 e reso noto solo da alcuni giorni. Avviso Pubblico esprime la propria solidarietà e vicinanza a Gianni Speranza, anche in qualità di membro del Comitato Direttivo nazionale dell’Associazione, nella certezza che il suo impegno politico, sociale e culturale proseguirà con la stessa determinazione comunemente riconosciutagli. L’Associazione chiede alle autorità competenti di adoperarsi nei modi e nelle forme ritenute più opportune per garantire la dovuta sicurezza al Sindaco, ai suoi famigliari e ai suoi collaboratori".
Grandinetti: “Saremo sempre una diga contro la ‘ndrangheta"
“Quanto saputo circa le affermazioni minacciose rivolte al Sindaco Speranza conferma quanto da me sempre detto e cioè che il vero ed importante risultato di Speranza durante questi dieci anni è quello di aver tenuto fuori dal palazzo la malavita organizzata enonsolo. Da parte mia e di tutto il Consiglio Comunale non posso che solidarizzare con lui e dirgli che siamo tutti dalla stessa parte a difendere Lamezia da chi volesse "occuparla" con il malaffare. Vanno tenute alte le bandiere della legalità e dell'etica, specialmente in questo momento in cui a Lamezia insistono le elezioni e con esse è facile imbastire rapporti e compromessi su chi potrebbe volere mettere le mani sulla città. Da qualsiasi postazione saremo continueremo insieme ad essere un diga insuperabile”.
Nicolino Panedigrano: “Durante amministrazione Speranza interessi mafiosi sono stati tenuti fuori”
“Al di là del giudizio e anche delle polemiche sul suo operato amministrativo, esprimo la mia più sincera solidarietà a Gianni Speranza, vittima delle attenzioni minacciose del boss Grande Aracri. È il segno che, come ho sempre riconosciuto, durante la sua amministrazione gli interessi mafiosi sono stati tenuti fuori dal nostro Comune. Ma è anche il segno che Lamezia, e per quel che mi interessa il centrosinistra lametino, non devono mai abbassare la guardia rispetto alla penetrazione di quel fenomeno mafioso, che per ben due volte ci ha portato allo scioglimento del Consiglio Comunale. Vedo, però, purtroppo in questa competizione elettorale amministrativa non solo una serie di allarmanti trasformismi, ma un rinnovato esplodere nel centrodestra di fameliche aspettative da parte di alcuni ceti sociali che pur di arrivare all'obiettivo non badano a nulla, non pongono i necessari picchetti e anzi si accompagnano e fanno organizzare le liste ad alcuni noti personaggi tuttora indagati per contiguità o appartenenza ad ambienti 'ndranghetisti lametini. La scelta del candidato a Sindaco del centrosinistra non può prescindere, innanzitutto, da una netta distanza e da una ferma condanna di entrambi questi due insidiosi e devastanti fenomeni”.
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