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Lamezia Terme - Nessuna nuova nomina in vista al momento in seno alla Giunta guidata da Paolo Mascaro dopo le dimissioni di Giorgia Gargano e Teresa Bambara, da noi ampiamente anticipate. Anche se la seconda ha impiegato qualche giorno in più per assumere la decisione definitiva. Dopo l'annuncio della confluenza in Forza Italia del sindaco e la fine dichiarata del "civismo", per le due assessore non vi erano evidentemente più le condizioni per proseguire l'esperienza così come era stata loro prospettata nel 2019. Pur consapevoli, sempre fin dall'inizio, che in fondo Mascaro non era certo stato eletto con i voti della sinistra. Ma tant'è. Caduto dunque il "credito" dato al primo cittadino, Gargano e Bambara hanno abdicato visto che ora l'esecutivo si definisce di centrodestra assumendo a tutti gli effetti i crismi di una Giunta politica.

Unica, diciamo, concessione la posizione degli altri due assessori "tecnici", Francesco Stella all'Urbanistica e Sandro Zaffina al Bilancio, i quali pur essendo in passato il primo vicino al Pd, e il secondo Revisore con la Giunta Speranza, rimangono al loro posto anche in virtù di una certa fiducia che godono non solo da parte del sindaco e dall'Amministrazione, ma anche di tutto (o quasi) il Consiglio comunale giacché a più riprese non sono mancati gli attestati di stima anche dai consiglieri di opposizione nei loro confronti e nei confronti del lavoro svolto. Ergo, Stella e Zaffina rappresentano attualmente due punti fermi della Giunta e su questo tutti sono d'accordo. Cosa farà allora il sindaco? Di sicuro tenterà, o avrà già tentato di far ricredere la Gargano e la Bambara. Ovvero, respingere le loro dimissioni come avviene per prassi in questi casi e invitarle a rimanere ai loro posti. Dal palazzo però trapelano notizie di decisioni ormai irrevocabili. Al netto di ciò, Mascaro in questo momento non sembra avere fretta e manterrà ad interim le due deleghe. Il tempo è dettato da una oggettiva situazione che adesso si è fatta politica nell'accezione del termine. È sotto questa "nuova" dimensione che si dovrà ragionare. In pochi giorni, il centrodestra a Lamezia ha cambiato "volto".

Intanto si è rafforzata un'area che fa riferimento ai moderati. Udc-Nuovo Cdu hanno costituito un gruppo, così come hanno fatto "Noi Moderati" e la stessa Forza Italia. Idem la Lega, pur posizionandosi all'opposizione. Rimane Fratelli d'Italia che si colloca anch'essa all'opposizione ma certamente a livello di coalizione, e anche in virtù delle Europee, sia Lega che Fdi non potranno non prendere atto di quanto accaduto e i maggiorenti provinciali e locali, presto o tardi, dovranno dire da che parte stare. E la direzione non potrà prescindere da quelli che sono i legami e gli accordi esistenti a livello nazionale e regionale. In quest'ottica si muove anche l'operato di Mascaro da qui in avanti. Quali ripercussioni nell'immediato? È troppo presto, se non riflettere su quanto già si è verificato, ovvero che la Giunta per oltre un anno ha fatto a meno di un assessore dopo le dimissioni di Franco Dattilo. Quanto ci vorrà per trovare la quadra su due nuovi nomi? Vero è che al netto di tutti i ragionamenti politici e non, la decisione spetta sempre e solo al primo cittadino. Ma adesso che il quadro è cambiato, si possono escludere nomine che non siano condivise con le altre forze politiche del centrodestra?.

A.C.

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