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Lamezia Terme -Dedicato ai giovani che vogliano intraprendere con cognizione un percorso politico, "Cantiere Lamezia 2016" è il VI corso di formazione socio-politica promosso dall'Udc, che ha avuto quest’anno come tema "Il piano strutturale di Lamezia Terme negli scenari critici dell'esperienza urbanistica della Calabria e delle altre regioni italiane". Ad introdurre i lavori, moderati da Simone Cicco, l’architetto Claudio Sdanganelli, coordinatore della commissione urbanistica Udc Lamezia e l’architetto Anna Maria Scavelli, assessore all'urbanistica del comune di Lamezia. Relatore unico, Giovanni Crocioni, ingegnere e docente di tecnica urbanistica e pianificazione territoriale all’Università di Bologna, nonché progettista del precedente piano strutturale della città, che dopo le dimissioni del 2013 ritorna nuovamente ad occuparsi dell’assetto urbanistico Lametino collaborando nella stessa veste con la presente amministrazione. “Abbiamo 177 osservazioni presentate - dice la Scavelli a proposito del Psc - e i pareri espressi da Regione e Provincia da essere recepiti in questo nostro studio, che dovrà comunque essere posto al vaglio del Consiglio Comunale. L’intento è di creare un piano migliore di quello che è stato adottato.”

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Dopo un lungo excursus storico e politico teso a inquadrare la realtà territoriale e le sue criticità, nelle quale l’urbanista si trova ad operare, Crocioni ha individuato i 5 requisiti fondamentali del suo Psc. Innanzitutto la conformatività relativa ai diritti edificatori, che devono avere efficacia giuridico-amministrativa: si edifica solo con permesso di costruzione nelle aree urbanizzate e nel centro storico e solo per accordi nelle aree urbanizzabili. Il secondo requisito del piano sarà la semplicità massima, con indici a superficie utile lorda per ridurre il contenzioso e assecondando il principio della visuale libera per quanto riguarda l’altezza degli edifici. Quindi la perequazione del piano, per attenuare le diversità di trattamento e mitigare le possibili difficoltà o iniquità, con la possibilità di vendere o trasferire i diritti di edificabilità usando parametri non monetari ma valutati in metri quadrati in modo da evitare i rischi relativi all’inflazione. Il piano proposto sarà poi un piano partecipato, essendo stata la scelta dell’urbanista realizzata attraverso relativo bando, e inclusivo, in cui si muovono diversi soggetti. E qui il riferimento alle traversie che hanno visto le precedenti dimissioni di Crocioni, accusato dall’ex consigliere Petronio di “stitichezza intellettuale”, e il cui lavoro fu in parte modificato. In particolare l’approvazione del maxi emendamento, che avrebbe abolito la zona urbanizzabile, facendo saltare la maggior parte degli accordi “senza motivazione”: “Il nostro intento sarà quello di passare ad un piano ragionevole.” -  dice Crocioni, comunque ben lungi dall’accusare la precedente amministrazione in toto. “Speranza era bloccato dal Pd”- dichiara espressamente.

Giulia De Sensi

 

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