
Lamezia Terme - L' ufficio legale dell'Unione nazionale consumatori-delegazione di Lamezia Terme e il partito Italexit attraverso i loro rappresentanti - Massimo Cristiano, coordinatore regionale Italexit con Paragone, e Zaira Niaty, responsabile Ufficio Legale Unione Nazionale Consumatori - delegazione di Lamezia Terme - intervengono per "segnalare le continue violazioni delle normative in materia di green pass all'interno del Comune di Lamezia Terme".
I due esponenti danno notizia anche di una diffida inoltrata al Comune, partendo dal caso di un utente che si è recato in municipio lo scorso 9 dicembre, dopo aver prenotato un appuntamento "per effettuare verifiche documentali relative a pratiche commissionate da propri clienti e poter conferire necessariamente in presenza, ma, giunto all’ingresso, gli veniva ostato incomprensibilmente l’accesso negli uffici, da parte di un addetto del personale di turno in quelle ore, perché risultava sfornito del “Green pass”. Un fatto gravissimo - sostengono - un vero e proprio abuso. Da tale condotta, duole dover dedurre che gli addetti alla ricezione del pubblico, non abbiano ricevuto correttamente le direttive inerenti all’applicazione della normativa nazionale entrata in vigore dal 6 dicembre. Si rammenta che, come è fatto notorio, il Decreto-legge 172/2021 pubblicato sulla G.U. n. 282 del 26 novembre 2021, prevede espressamente che gli utenti, i quali accedono a un ufficio pubblico non devono possedere la Certificazione verde COVID-19, in quanto questa categoria si reca in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare. Nella fattispecie odierna, è evidente che l’odierno reclamante si era recato presso l’ufficio in qualità di professionista incaricato per conto di un utente privato, il quale quest’ultimo sfornito delle dovute competenze, si rivolge al professionista per interfacciarsi con l’ufficio preposto al fine di dovergli erogare un servizio (e non per svolgere attività lavorativa in favore dell’ufficio in cui si reca; così come richiede il D. L. per l’esibizione giustificata della Carta Verde). La chiarezza delle linee guida governative, pare non debbano dare adito ad interpretazioni dubbie. All'Amministrazione Comunale di voler rimuovere immediatamente questa distorsione, avviando anche una indagine interna per capire se l’operatore in servizio abbia agito di propria iniziativa o invece per come crediamo noi, abbia ricevuto una vera e propria disposizione, errata da parte del dirigente di turno".
"La questione sanitaria non deve mai e poi mai travalicare i dettami della legge - affermano infine - e soprattutto invitiamo coloro che svolgono una funziona pubblica a non abusare della propria posizione ad affrontare le tematiche con la massima serenità senza limitare le libertà di nessuno, aspetto di cui non faremo sconti, non dimenticando mai un aspetto che in tanti hanno oramai dimenticato, ovvero l’umanità".
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