
Lamezia Terme - Arriva dall’Usb, attraverso il dirigente sindacale Giancarlo Silipo, e dal Collettivo ALTRA LAMEZIA, la denuncia sullo stato di abbandono e fatiscenza delle palazzine in via D’Ippolito a Lamezia Terme, meglio conosciute come “Ciampa di Cavallo”. Il dirigente sindacale e i rappresentanti del collettivo, dopo diverse segnalazioni pervenute alla sigla sindacale, hanno effettuato un sopralluogo in via D’Ippolito per assicurarsi delle condizioni delle palazzine gestite dall’Aterp.
“Dopo un’attenta analisi, - scrivono in una nota congiunta - abbiamo constatato che è emerso un quadro disastroso. Appena sotto le abitazioni si può chiaramente notare la condizione catastrofica delle tubature fognarie, che ad ogni situazione meteorologica leggermente meno serena, si trasforma in un ristagnare di acqua maleodorante e contaminata”. “Come se non bastasse, - aggiungono - le palazzine presentano lesioni visibili anche in lontananza, che potrebbero annoverarsi tra i piccoli crateri, e calcinacci in continua caduta libera, che mettono in pericolo abitanti e semplici sfortunati passanti e per di più le colonne portanti risultano gravemente usurate e instabili”.

“Inutile sottolineare la presenza di bambini in queste abitazioni che in casa devono ogni giorno respirare aria inquinata e difendersi dall’acqua che il surrogato di tegole posto sul tetto, non riesce a non far trapelare, e che non possono scendere a giocare in cortile, per evitare di andare incontro alla catastrofe, di rimanere tragicamente vittime dello sgretolamento dei loro palazzi e di quelli circostanti. Di conseguenza - proseguono - l’Unione Sindacale di Base pretende che vengano messi in sicurezza gli stabili, per la prevenzione e la sicurezza degli abitanti del quartiere in questione, così da prevenire eventi incresciosi e tragici, dopo i quali, non si sa a chi dare la colpa dei mancati interventi preventivi, ma soprattutto dopo i quali, non si può più tornare indietro per ripagare infortuni permanenti visibili e non”. “Nel caso in cui l’amministrazione in questione non desse l’importanza dovuta ai gravi disagi sopra elencati, saremo costretti - concludono - ad interpellare gli organi di competenza”.


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