
Lamezia Terme - Secondo Consiglio comunale nel giro di pochi giorni con un unico punto all'ordine del giorno, "Approvazione rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale". Presenti 22 consiglieri. Sul punto, la relazione dell'assessore al Bilancio, Sandro Zaffina che in apertura ha spiegato “la necessità di riformulare il Piano di riequilibrio” in base alla possibilità offerte dalla Finanziaria. Zaffina ha in sostanza riepilogato i vari passaggi della pratica, accennando anche alle Amministrazioni precedenti e alle possibilità normative che consentono di spalmare il Piano. Zaffina ha affermato che le passività previste “sono state ripianate” e rispetto alla massa debitoria iniziale non è rimasto nulla”. Dopo l’intervento dell’assessore, il presidente dell’apposita commissione, Antonio Lorena ha illustrato il lavoro svolto alla luce dei pronunciamenti della Corte dei conti. Sui Revisori, Lorena ha detto che il loro parare si rifà a quello precedente e non erano tenuti a darlo. Quindi, il dibattito in Aula.

Per Rosario Piccioni “si tratta di un Piano di riequilibrio che viene da lontano, dal 2013. L’Amministrazione dell’epoca propose un ripianamento in tre annualità”. Piccioni ha ripercorso le tappe, comprese le dichiarazioni del professor Iorio che in sostanza disse “che non c’erano le condizione per il dissesto. Dando atto a questa Amministrazione del lavoro svolto. Sul parere dei Revisori dei conti, Piccioni avrebbe preferito la loro presenza in Aula per sentire la loro opinione “che dovrebbe esserci per legge. Ma prendo per buono le parole del presidente della Commissione”. Pino Zaffina, ha parlato del valore della pratica e ha inviato il presidente del Consiglio a “diffidare i Revisori per la loro assenza, sia oggi che in occasione del Bilancio consuntivo”. Lucia Cittadino si è complimentata "con l’assessore e il presidente di Commissione per la dovizia dei particolari su un argomento complesso. Annuncio il voto favorevole al Piano di riequilibrio, ma voglio mettere in evidenza il silenzio de ministero su questo Piano, senza che nessuno si sia degnato di interloquire con l’Amministrazione. È questo non è accettabile”. Anche dalla Cittadino l’invito “a diffidare i Revisori dei conti per la loro assenza”. Assenza stigmatizzata pure da Mimmo Gianturco che avrebbe voluto sentire il loro parere, chiedendo comunque all’assessore e la sindaco “ragguagli sulla situazione delle Partecipate. Certo - ha detto Gianturco - abbiamo risparmiato ma non abbiamo nemmeno investito per la città. Ci siamo concentrati troppo per risanare a discapito dei servizi”. L’assessore Zaffina replicato offrendo i dettagli richiesti e che comunque “chiudiamo il nostro Piano entro il 2023”. Per Aquila Villella “certo è una giornata importante e l’assenza dei Revisori dovrebbe almeno far scattare un richiamo. Sia dalla relazione emerge in realtà che l’amministrazione del 2014 aveva visto bene, certo anche con il lavoro che ha continuato l’amministrazione Mascaro. Siamo contenti che entro il 2023 i conti torneranno in ordine”.

Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Paolo Mascaro ha espresso soddisfazione. “È una giornata di festa per tutti per questo traguardo che ci vedrà uscire dal Piano di riequilibrio. Oggi non ci sono polemiche da fare, ma con questa amministrazione la pratica di anticipazione di cassa è venuta sempre meno. Dobbiamo guardare avanti ma senza guardare alla storia, sono stati commessi errori dalle amministrazioni precedenti ma ora dobbiamo guardare avanti. Ripeto, nessuna polemica ma solo amore della verità e questo non può condizionare il voto favorevole di tutto il Consiglio”. Sulle Partecipate Mascaro ha affermato che “la Lamezia Multiservizi chiuderà con un Bilancio positivo e questo grazie anche al lavoro di questa amministrazione. Leggermente negativo per la LameziaEuropa ma siamo su una buona strada”. Nelle dichiarazioni di voto, fra gli interventi quello del presidente del Consiglio comunale, Giancarlo Nicotera che ha rimarcato i meriti “che abbiamo avuto negli anni passati ad evitare il dissesto. Senza dare colpe a nessuno ma ognuno di noi ci siamo presi grandi responsabilità”. Al termine della discussione, dunque, il momento del voto che ha avuto esito favorevole all’unanimità dei presenti.
A. C.
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