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Lamezia Terme - "Si sono commessi gravi reati, non solo nelle 4 sezioni ma in tutte le 48 sezioni. Per questo, stiamo valutando la possibilità concreta di fare appello al Consiglio di Stato". Così, l'avvocato Giuseppe Pitaro durante la conferenza stampa convocata dal Silvio Zizza candidato del Movimento Cinquestelle in seguito alla sentenza del Tar di annullare il voto in 4 sezioni di Lamezia relativamente al responso delle Amministrative del 10 novembre dello scorso anno. Insieme all'esponente pentastellato, anche l'altro avvocato che si è interessato del ricorso, Gaetano Liperoti. "Reati - ha rimarcato Pitaro - legati ad un sistema di criminalità organizzata e non a semplici errori materiali, ma sostanziali. E per i quali il Comune non avrebbe dovuto opporsi ma ricercare la verità per l'affermazione della legalità. Il Comune di Lamezia avrebbe dovuto prendere atto di queste illegalità e non fare eccezioni anche solo per una semplice notifica. Anche nell'ultima seduta, il Comune di Lamezia ha eccepito ancora una volta l'inammissibilità dei due ricorsi". Quindi, Pitaro è entrato nello specifico delle "incongruenze".

"Abbiamo trovato questa brutta questione della scheda ballerina. È bene dirlo, non è che il Tar ha annullato perché ha trovato una semplice irregolarità. No. Il Tar ha annullato e vorrei che fosse chiaro, e lo dico a vantaggio della solitudine dell'amico Silvio Zizza, perché ha rinvenuto l'esistenza di questo fenomeno malavitoso della scheda ballerina. Una scheda che viene fatta uscire già sottoscritta dal seggio elettorale e viene consegnata all'esterno, fatta votare e quindi reintrodotta. Ciò significa che questo fenomeno, come accertato dal Tar, adesso deve essere verificato dalla procura della Repubblica, perché è lo stesso Tar che ha trasmesso d'ufficio gli atti alla procura di Lamezia Terme per le verifiche e gli accertamenti che vorrà aprire. Questo fenomeno - ha tuonato Pitaro - è un fenomeno criminale, malavitoso che si è ovviamente verificato perché vi era un'organizzazione che ha lavorato per queste ragioni. La scheda ballerina non è un fenomeno di un singolo elettore che si sveglia la mattina e se lo inventa. È chiaro che dietro questo fenomeno c'era la criminalità organizzata. E questo è un dato giuridico e anche di natura morale perché da quello che apprendo il sindaco avrebbe detto che questo è un incidente di percorso e nell'arco di 30 giorni le cose si metteranno a posto. Io intanto dico che il termine di 60 giorni non so da dove lo abbia ricavato il sindaco. Non esiste né nella legge né nella sentenza. Il prefetto non è obbligato a disporre le elezioni entro 60 giorni. Le istituzioni preposte dovranno fare il proprio lavoro. Il prefetto dovrà convocare al momento giusto le elezioni e non sappiamo se le convocherà fra 60 giorni o fra quattro o cinque mesi, ciò nella primavera quando si voterà in altri Comuni. Sgombriamo il campo da questa ambiguità introdotta probabilmente ad arte. Il sindaco non può sbrigarsela così. Dice: vabbé, votiamo nelle 4 sezioni e poi io ritorno a fare il sindaco. Al di là delle diatribe politiche, che non sono il mio mestiere, io voglio solo soffermarmi sugli aspetti di natura giuridica e però se c'è un dato che è frutto di una criminalità organizzata, io al posto del sindaco andrei in una maniera un po' più prudente, non sarei così rapido e non sminuirei il dato giuridico offerto dal Tar. Altrimenti significa che tutto quello per cui abbiamo lavorato e rinvenuto per le elezioni di Lamezia è un dato irrisorio".

Pitaro nel suo intervento, ha anticipato dunque il ricorso al Consiglio di Stato "non appena avrà il via libera da Zizza e dal Movimento Cinquestelle". Ricorso che dovrà essere presentato entro il termine di 20 giorno dalla sentenza del Tar. Ergo, per fine mese. Fornendo poi un altro elemento che farà sicuramente discutere. Ha informato, infatti, la stampa di "aver diffidato il sindaco di Lamezia, sia alla prefettura che alla procura di Lamezia, poché lo stesso ha continuato ad operare e deliberare anche dopo la sentenza, in ultimo giorno 15". In precedenza, Silvio Zizza nel suo intervento ha stigmatizzato l'isolamento in cui si è venuto a trovare, "accusato" anche sui social per "far perdere tempo alla città. Le irregolarità che ci sono state nelle altre sezioni non sono inferiori a quello che è successo nelle 4 sezioni. Perché le elezioni devono essere regolari. Io non sono nessuno. Ci sarà un Consiglio di Stato eventualmente, una procura che vedrà quello che veramente è successo. Io voglio dire una cosa importante che è quello che mi interessa di più. Sto vedendo, sia io che Cristiano, attacchi indiscriminati. Io non ho fatto questo ricorso perché tengo ad una poltrona come sento dire in giro. Io non farò campagna elettorale in queste 4 sezioni, né andrò a cercare voti. Naturalmente se mi chiameranno per essere presente come candidato a sindaco in quelle sezioni in particolare, per dare l'idea ci città che noi abbiamo comunque già dato insieme ai miei fantastici candidati consiglieri, che non finisco mai di ringraziare, lo farò. Però, io non ho fatto questo ricorso per un mero posto in Consiglio comunale, del quale ovviamente ne sarei onorato se dovesse succedere in queste 4 sezioni l'imponderabile o quello che sarà. Ho fatto il ricorso forse per un senso banale, di legalità e di onestà. E io non mi devo vergognare quando vado in giro. Dovete sapere che ci sono amici, o pseudo amici che li ho persi. Non mi hanno nemmeno fatto una telefonata per starmi vicino. Qui in questa città, e non solo in questa città, si è arrivati al punto che le persone che cercano di stare dalla parte della legalità e dell'onestà, della trasparenza e del vivere civile, si devono vergognare. Ma stiamo scherzando? Io non mi vergogno e andrò avanti fino alla fine. C'è qualcuno che mi ferma in giro e mi dice: ma Silvio, hai bloccato la città, cosa vuoi che siano 4 sezioni?".

Insomma, grande disappunto quello espresso dal candidato di Cinquestelle. E anche dall'avvocato Liperoti il contributo alla conferenza parlando di un ricorso finalizzato alla salvaguardia di un "interesse collettivo per regolarità delle elezioni di Lamezia Terme. A parte le 4 sezioni, noi riteniamo che ove prese singolarmente, le irregolarità che il Tar ha ritenuto solo formali, e che quindi potevano essere superati, probabilmente non ci avrebbero nemmeno indotto a fare ricorso, se ci fosse stato la singola cancellatura, la singola scolorina, la singola incongruenza tra verbali, tabelle etc. Ma noi invece - ha chiosato - abbiamo denunciato una situazione che nel suo complesso fa emergere anche in modo abbastanza chiaro, abbastanza plastico, il quadro di confusione nel quale si sono svolte le elezioni comunali nell'intera città di Lamezia. Del resto, anche rispetto a quello che il Tar ha accertato, anche in quelle 4 sezioni c'erano più schede di quelli che erano i votanti. È chiaro che se sono entrate delle schede dall'esterno con il fenomeno della scheda ballerina - e quindi trasmissione degli atti alla procura di Lamezia - è altrettanto evidente che da qualche altra parte quelle schede sono uscite. Ecco perché la questione non può riguardare solo quelle 4 sezioni".

Antonio Cannone

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