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DorisLoMoroPd2.jpgRoma - Pubblichiamo la dichiarazione della senatrice Doris Lo Moro in merito all'approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulle unioni civili. “Si tratta di una legge importante, - ha affermato la senatrice Pd - destinata ad avere effetti su migliaia di famiglie già esistenti. Sarà, dopo l'approvazione della Camera, la riforma più incisiva dopo quella del  diritto di famiglia del 1975".

"Il paese reale, in cui i pregiudizi e le paure lasciano più facilmente di quanto si pensi spazio al rispetto e alla solidarietà, avrebbe richiesto forse più coraggio e la strada più giusta sarebbe stata l'estensione del diritto al matrimonio alle coppie omosessuali. Ma l'Italia politica - continua - non ha saputo cogliere quest'occasione che l'avrebbe messa in linea con l'art. 12 della Convenzione dei diritti dell'uomo che riconosce a tutti questo diritto. Si è scelto di tenere distinti il matrimonio eterosessuale e l'unione tra persone dello stesso sesso, con una scelta consentita dall'art. 9 del  Trattato UE che ci immesso su un percorso tortuoso stretti tra la scelta operata e l'obbligo di evitare rigorosamente ogni discriminazione. Il risultato è che le parti di un'unione civile hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei coniugi, senza alcuna significativa differenziazione e comunque senza alcuna discriminazione”.

“C'è chi esulta perché nel testo non è previsto l'obbligo di fedeltà tra i partner. - aggiunge - La verità è che in un'epoca storica in cui non esiste più il reato di adulterio e in cui l'infedeltà in sé non produce effetti neanche ai fini dell'addebito della separazione ha poco senso parlare di obbligo di fedeltà anche per le coppie eterosessuali. E non è un caso che la giurisprudenza abbia finito per dare un significato molto diverso da quello originario al concetto di fedeltà, ancorandolo non più a comportamenti di tipo sessuale ma al rispetto e alla considerazione che ciascun coniuge deve avere nei confronti dell'altro. Un testo senza obbligo di fedeltà non discrimina dunque le coppie omosessuali ma è semmai più coerente con i tempi che richiedono la necessità di rispettare la privacy e di non guardare dal buco della porta delle case degli altri”.

“Quello che conta è che nel testo si riconosce pienamente e senza equivoci il diritto alla vita familiare, dato questo da cui non si potrà più prescindere. E della vita familiare fanno parte anche i figli. E' questo l'aspetto più carente del testo licenziato dal Senato. Non si tratta di un aspetto che doveva trovare necessariamente spazio in questa legge. Resta il fatto - prosegue - che il tema delle adozioni e quello dell'adozione del figlio del partner rimane senza una soluzione esplicita sul piano normativo. Intanto in centinaia di famiglie i figli delle coppie omosessuali continueranno a vivere la loro vita familiare, ad essere accuditi ed amati dai loro genitori che potranno ancora contare su una magistratura che ha meno pregiudizi della politica nel riconoscimento dei diritti. Continua la distanza tra il paese reale e quello che la politica riesce a rappresentare. L'impegno del Pd - conclude - è quello di affrontare il tema della riforma delle adozioni in questa stessa legislatura per evitare l'errore che al riconoscimento dei diritti degli adulti faccia da contraltare la discriminazione dei bambini”.

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