
Lamezia Terme – Pubblichiamo la nota politica del Movimento 5 Stelle in merito al Psc. “L’Amministrazione Speranza e il Consiglio Comunale si accingono a compiere l’ennesimo scempio a danno dei cittadini. Per giustificare l’approvazione di un Piano strutturale “qualunque”, il centrosinistra con la complicità del centrodestra, sta tentando in tutta fretta di mascherare, con “aggiustamenti” opinabili anche sul piano della legalità, i danni di un Piano appesantito dai numerosi emendamenti che si sono susseguiti in questi ultimi mesi.
Il Piano strutturale provocherà un’inflazione edilizia che non gioverà a nessuno. Alcun imprenditore avrà interesse a investire nel comparto delle costruzioni con i prezzi di mercato quali quelli attuali, che saranno ancora più bassi in seguito all’adozione di questo Piano strutturale malato di protagonismo e di bugie. Le previsioni di “gigantismo” edilizio – in assenza alcuna idea di città-, sono respinte con forza dal nostro Meetup, nell’ottica comune della tutela del territorio. Lo stesso progettista Giovanni Crocioni, dimettendosi dall’incarico, ha chiaramente preso le distanze dalle modifiche di un Piano che non osa assolutamente sottoscrivere, non soltanto per motivi ascrivibili alla dignità professionale, ma per le gravi previsioni di un Piano che nulla ha a che vedere con gli interessi reali della città. Nonostante si sia tentato di nasconderle, siamo in possesso delle due missive scritte da Crocioni all’Amministrazione in data 31 novembre e 5 dicembre 2013.
Nella seconda è testualmente riportato: «Per quanto mi riguarda, condivido sia le preoccupazioni del tutto fondate, espresse circa il sicuro venir meno della conformità del PSC, così come modificato dagli emendamenti votati dal Consiglio, al Documento Preliminare approvato in Conferenza di pianificazione, come anche il parere negativo espresso sulle proposte del tutto fantasiose di “mobilità sostenibile”.
In particolare mi appaiono improbabili ed inopportune le proposte di “conurbazione” appoggiate agli assi stradali od a saldare i centri di Nicastro, Sambiase e Caronte o, peggio ancora lungo il litorale, a fronte delle evidenti difficoltà di mercato, e tenuto conto della fiscalità immobiliare alla lunga insostenibile che investirà tali peraltro improbabili previsioni, a partire dalla data di adozione, e per altri ragioni ancora. (…) Non sarà certo la “clausola di garanzia,” pateticamente introdotta da un emendamento creativo, a modificare una situazione che non sarà comunque facile per il Comune, in particolare in un confronto impegnativo come quello che si aprirà dopo l’adozione –se ci sarà- con il Piano paesaggistico regionale, quando sarebbe ben necessario, a tutela della comunità lametina, mettere sul tavolo della pianificazione territoriale sovraordinata un PSC serio, efficace e ben costruito.(…) forse mi sono perso il fatto che il Consiglio divenisse direttamente progettista del REU, come in precedenza aveva fatto sostituendosi al geologo incaricato della relazione geomorfologica, per tacere delle norme antimafia malamente interpretate, ad evidente copertura della vistosa mancanza di misura e perdita di senso della realtà sino a quel momento dimostrate. Ed anche l’intera procedura della VAS, a sua volta predisposta dal Documento preliminare, viene messa così, inevitabilmente, entro un quadro di assoluta incertezza ed inutilità».
E conclude: «Vi scrivo, oltre che per doverosa solidarietà, per rendere chiara la mia indisponibilità a sottoscrivere un progetto di PSC completamente stravolto e di cui non potrei portare alcuna responsabilità (…) non autorizzo l’Amministrazione ad avvalersi della nostra “firma”. Peraltro, mancano ancora molti passaggi consiliari prima di pervenire all’adozione, e le cose se possibile potrebbero ancora peggiorare, ed a maggior ragione risulterebbero valide le mie preoccupazioni». Come dire, altre centinaia di migliaia di euro buttate al vento per il lavoro (che non apprezziamo) di un progettista, stravolto dal Consiglio. Questi due interessantissimi documenti, contenenti tante altre “chicche” che per brevità non riportiamo, sono stati gelosamente nascosti in un cassetto dal Sindaco e sappiamo perché: essi avrebbero completamente contraddetto il cd. maxiemendamento votato dal Consiglio, così caro all’ing.Francesco Grandinetti che ne era stato il principale autore. E infastidire Grandinetti nel momento in cui (siamo a dicembre 2013) il suo voto era indispensabile per approvare un bilancio necessario da presentare in tutta fretta alla Corte dei Conti, in cambio della poltrona di Presidente del Consiglio, non si poteva fare. È un rischio che Speranza non ha voluto correre sacrificando i principi di trasparenza sull’altare dell’inciucio politico”.
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