
Lamezia Terme - Il M5S lametino replica alla nota della società Vitale sud Spa, in merito alla realizzazione degli impianti a biomassa. "Riguardo alla nota della società Vitale sud Spa, le domande da porsi - risponde il Meet Up 5 Stelle di Lamezia Terme - sono altre:
- se la decisione di realizzare questi “PICCOLI impianti a biomassa” sia compatibile con la sostenibilità ambientale delle aree in cui verranno costruiti;
- se sia compatibile con le minime condizioni di garanzia di sicurezza sanitaria per i residenti;
- se sia compatibile con le condizioni di salubrità dell’ambiente e di sviluppo dell’economia agraria delle zone limitrofe agli impianti.
Il M5S pensa proprio di no. Una centrale a biomassa brucia della legna, pertanto, inevitabilmente, nonostante i sistemi di abbattimento degli inquinanti atmosferici utilizzati, immette nell’aria particolati pericolosi ed anidride carbonica; qualora l’impianto andasse a sostituire altri impianti vetusti alimentati da fonti non rinnovabili, le cui emissioni totali fossero superiori a quelle emesse dall’impianto a biomassa, allora in questo caso si potrebbe sostenere che la centrale abbia un senso di sostenibilità. Diversamente, si aggiungerebbe alla situazione esistente, aggravandola e, quindi, non sarebbe compatibile con l’ecosistema che la ospita. Sembra questo il caso degli impianti che la Vitale sud Spa intende realizzare con i fondi comunitari erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico (a meno che la produzione termica ed elettrica degli impianti non vada a soddisfare un fabbisogno energetico esistente attualmente prodotto con altri combustibili fossili più inquinanti). Da quel che sappiamo, l’energia termica, prodotta tutto l’anno dagli impianti, non sarà utilizzata, mentre l’elettricità prodotta (incentivata generosamente) sarà ceduta alla rete e consumata fuori regione, aggravando l’ecosistema delle zone interessate.
"Per quanto riguarda le condizioni di garanzia di sicurezza sanitaria per i residenti, è “appena” il caso di sottolineare che i processi di combustione negli impianti a biomassa comporteranno l’emissione di composti organici volatili, di diossine, di metalli pesanti che sono comunque contenuti nel legno e di particolato ultrasottile (nano-polveri), che sono la fonte di maggiori pericoli per gli uomini, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali. L’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia già nel 2012 ha sottolineato, poi, i problemi legati al trattamento, recupero, utilizzo e smaltimento delle ceneri altamente tossiche che gli impianti a biomassa inevitabilmente producono, che quasi sempre sono completamente ignorati dai realizzatori di questi impianti. Il contenuto di cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio delle ceneri volanti derivanti dalla combustione di legname (quercia, faggio, abete), è superiore a quella riscontrabile nelle ceneri volanti prodotte dalla combustione di carbone. Queste ceneri andrebbero smaltite in discariche per rifiuti tossici, con gravi conseguenze ambientali e con elevati costi di smaltimento. In ultimo, è opportuno sottolineare come le emissioni inquinanti causeranno significative conseguenze soprattutto sul ciclo vitale di ulivi e vigneti confinanti con tali impianti, e sulla capacità e qualità produttiva dei terreni agricoli limitrofi".
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