
Lamezia Terme - Riportiamo la dichiarazione dell'esponente politico di Forza Italia Mario Magno in merito alla discussione sul tema dell’Area Vasta Catanzaro-Lamezia.
“La discussione che si è sviluppata sulla stampa in questi giorni sul tema dell’Area Vasta Catanzaro-Lamezia Terme, è meritevole di ulteriori riflessioni ed approfondimenti. L’iniziativa che portò alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel 1991, grazie all’interessamento dei Sottosegretari dell’epoca Pujia e Petronio, Amato Presidente della Provincia e me stesso Assessore delegato alla realizzazione dell’area urbana, sottoscritto dai vari rappresenti dei competenti Ministeri, Regione ed Enti Territoriali interessati che naufragò a causa della notoria crisi politico-istituzionale, può essere considerata solo un’idea di partenza ma non ripetibile oggi sic et simpliciter. Troppe cose sono cambiate da allora.
Oggi è necessario ripartire da alcuni presupposti nuovi in quanto la Provincia, dopo la modifica di competenze, è diventato un ente di 2° livello che ha funzioni minori rispetto al passato e compiti di programmazione di area vasta, i territori di Lamezia Terme e Catanzaro ed i loro hinterland si sono sempre più specializzati in offerta di servizi e vocazioni economiche differenti. La nuova idea di “Area Vasta”, non può prescindere dal prendere in considerazione la necessità di definire le nuove direttrici di sviluppo, l’elaborazione di nuovi progetti che siano contemplati nell’ambito delle azioni strategiche individuate nell’ambito dei Piani Strutturali Comunali, gli strumenti finanziari da utilizzare ed i soggetti da coinvolgere per la sottoscrizione di un accordo.
Tutto ciò non può che passare da un dibattito tra le istituzioni interessate, le rappresentanze di categoria, quelle sindacali ed associative presenti sul territorio al fine di verificare le debolezze e le potenzialità dell’area nonché i progetti da porre a base dei finanziamenti da individuare. Il punto di partenza non può che essere la nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 ed i contenuti strategici in essa presente che in gran parte tengono in dovuto conto le esigenze dell’area centrale della Calabria. Il fatto culturale necessario è il superamento delle contrapposizioni campanilistiche che sono state nel tempo devastanti per la nostra Regione e per i comuni calabresi.
Oggi si presenta l’occasione storica per poter ridisegnare il nostro futuro partendo da alcune direttrici di sviluppo già esistenti, avendo l’area alcune peculiarità che altre non hanno quali: un aeroporto strategico, un’area industriale ampia, un centro di ricerca sull’agro-alimentare, il polo intermodale di sant’Eufemia Lamezia, l’area commerciale dei due mari, il polo sportivo dei due mari, il centro direzionale di Catanzaro-Germaneto il mercato agro-alimentare, il futuro ospedale e il porto di Catanzaro Lido. Insistono inoltre sull’area due direttrici di sviluppo turistico dello Jonio e del Tirreno che fanno da punto di riferimento per l’intero settore con la presenza altresì di un ricco patrimonio archeologico ed ambientale. Ritengo che abbia ragione il presidente del Consiglio Comunale di Lamezia Terme Francesco Grandinetti quando afferma che l’Area Vasta non può che riguardare prioritariamente l’asse Catanzaro- Lamezia Terme, ma vorrei ricordare allo stesso che lo sviluppo dell’area centrale non può esistere se non vengono potenziate le direttrici sull’asse Jonico verso Crotone e Soverato e su quello Tirrenico verso Paola-Cosenza e Gioia Tauro-Reggio Calabria.
Un nuovo e moderno collegamento ferroviario Lamezia Terme-Centrale, Sambiase-Nicastro, Germaneto-Catanzaro Lido, potrà essere economicamente vantaggioso nella sua gestione e appetibile per i cittadini solo se sarà reso fruibile da tutta l’utenza Calabrese come cerniera di collegamento dello Jonio col Tirreno. Pertanto, i rappresentanti istituzionali delle due grandi città insieme al Presidente della Provincia dovranno da subito mettersi a lavorare con gli attori dello sviluppo, per creare un tavolo di confronto con la Regione ed i Ministeri competenti, al fine di pervenire al più presto alla sottoscrizione di un accordo nel quale vengano indicate le linee strategiche, i progetti da realizzare e le risorse finanziarie da impegnare. Solo così si potrà, dopo un serio confronto, superare la fase delle parole per passare a quella dei fatti e degli impegni per far sì che l’area centrale della Calabria diventi una realtà di sviluppo al servizio dell’intera Regione”.
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