Catanzaro - Pubblichiamo la nota di Pasquale Mancuso della Direzione regionale Pd Calabria in merito agli esiti del voto. “E’ inconsueto ed irrituale il silenzio del dopo ballottaggio nel Partito Democratico della provincia di Catanzaro. Alcuni dirigenti, isolatamente ma generosamente, hanno provato a riflettere, come normale che sia, sugli esiti definitivi del voto ed hanno incoraggiato, stimolandole, riflessioni ulteriori. Che non sono venute ed anzi, per paradosso, è stato ed è proprio il volgersi distratto da altre parti, a mò di rimozione, che testimonia una debolezza, un arretramento ed una insufficienza che è condizione per nulla incoraggiante in un Partito che intende guidare i processi di trasformazione della società e guardare al futuro. Non esiste una “predestinazione” al successo al pari che le sconfitte devono essere riconosciute come tali anche quando la direzione politica, della quale conosciamo bene la fatica e l'onere, obbliga, moralmente prima e politicamente poi, alla sua “certificazione”; anche quando è, come oggi, non aggirabile e scomoda. Avevamo consigliato, infatti, prudenza, dopo il primo turno, perché è all'esito finale del ballottaggio che occorrono valutazioni nitide e chiare; si è preferita l' approssimazione e l'agiografia immaginando il terreno sgombro da pericoli. Non abbiamo “spezzato le reni alla Grecia” nonostante una roboante e non recente apologetica ed,anzi per dirla con parole non mie, si sono consumati “errori pacchiani”, come a Soverato, Davoli, Girifalco e non si è percepito appieno, soprattutto nella lunga fase di avvicinamento al voto,il valore strategico del voto di Lamezia Terme, sul quale opportunamente ritorneremo,e dove l'inadeguatezza organizzativa si è coniugata con una debolezza plastica e ripetuta dell'impianto politico materializzatosi con lo sconcertante esito delle Primarie che preannunciava l'incombente ed annunciatissima sconfitta della coalizione; ed ancora oggi mancano, nonostante la generosità e la preoccupata riflessione di Reale e Cavaliere, soltanto per citarne alcuni, quei contributi utili, anche autocritici,che obbligherebbero ad un sano percorso ricostruttivo, a cominciare dalla necessità, che da tempo ed inascoltati sollecitiamo, degli organismi dell'unione cittadina, perché non si ripetano gli errori clamorosi degli ultimi due anni ed hanno ragione quegli amici che, con saggezza, consigliano di non ripetere errori “romani” alle nostre latitudini che, purtroppo, hanno, in un passato non lontanissimo, registrato simili anomalie.
I “nudi numeri”, peraltro, parlano da soli, “fotograficamente”, e senza interpretazioni licenziose: hanno votato, nei 14 Comuni interessati al voto, poco più di 68 mila votanti ed il Pd ha perso nei centri la cui somma elettorale dei votanti supera il 73% dei partecipanti al voto ovvero si perde nei centri che assommano a quasi 50 mila votanti;con molta approssimazione ci si è attribuita la vittoria in ben 11 Comuni, che assommano a soli 18 mila votanti, nascondendo o camuffando situazioni localistiche ed alleanze civiche ed anche “presenze” del PD a livello di mera ed irrilevante testimonianza o attribuendosi meriti che appartengono esclusivamente ai livelli locali che, fortunatamente, “non sono stati assistiti” da alcuno. A poche ore dall'avvio del percorso congressuale, verso il quale noi dedicheremo, e lo stiamo già facendo, ogni sforzo unitario per come l'ora impegnativa reclama ed esige, ed avendo atteso invano la naturalissima ed ordinarissima analisi del voto in un qualunque, visto che mancano quelli statutari e non per nostra colpa, luogo collettivo,opportunamente convocato,dove potevamo, tutti insieme, “ragionare” su quello che è stato e su quello, ed è la preoccupazione adesso più avvertita, che dovrà essere l'orizzonte del Pd, ci auguriamo che l'esercizio della responsabilità, che è tanto maggiore secondo la graduazione delle funzioni esercitate, possa riverberare positive ricadute sul cammino che è innanzi a noi e sulle scadenze, tutte impegnative, che incombono all'orizzonte e che non interpellano la ripetizione di un copione che, in questa ultima circostanza, non ha trovato interpreti e protagonisti appaganti”.
REAZIONI
La nota del circolo Pd di Girifalco
Dietro la vibrante prosa irsuta post democristiana del signor Mancuso, si nasconde nemmeno tanto velatamente, il basso tentativo di utilizzare il voto delle recenti amministrative nella provincia di Catanzaro, per una strumentalizzazione politica ad uso interno. Riguardo il voto di Girifalco, caro signor Mancuso, Lei ha sbagliato clamorosamente palazzo. Altro che “errori pacchiani” che si sarebbero consumati!. Nell’importante centro della provincia di Catanzaro, il Pd locale insieme ad una coalizione democratica e di cambiamento, ha riportato una vittoria epocale, suscitando ampi consensi e mandando a casa dopo quasi un ventennio di predominio politico, un “cacicco” locale, che negli anni aveva messo in piedi un vero e proprio sistema di potere, in cui al centro c’era una sola persona al comando. La vittoria del PD e dell’ing. Pietrantonio Cristofaro, fa seguito alla coerente linea di opposizione tenuta dal partito in questi anni, e ha rappresentato un’autentica svolta per il riscatto e la rinascita della comunità di Girifalco, nella quale tutti i girifalcesi possano sentirsi rappresentati e coinvolti democraticamente. Insieme all’ex sindaco, registrano una pesante sconfitta i suoi protettori politici, che come lui, hanno una concezione della politica e del partito personale e di parte. Il PD di Girifalco ha aperto e sempre di più aprirà porte e finestre per un ampio coinvolgimento di tutti i democratici, e sarà presente in maniera forte e qualificata nel dibattito congressuale autunnale del PD provinciale. Per l’immediato esprimiamo forte apprezzamento per la vicinanza e la solidarietà che, in questi mesi, ci è stata data dal partito provinciale e regionale, siamo dentro percorso politico improntato dal presidente della Regione Mario Oliverio, del segretario regionale Ernesto Magorno e del presidente della Provincia, Enzo Bruno, che sostengono lo sforzo quotidiano nell’impresa ardua di cambiamento, in un processo da cui un centro importante come Girifalco non può essere escluso. Sforzo che ha consentito una presenza centrale del PD nel consiglio comunale e all’interno della nuova squadra di governo, restituendo al mittente insolenze gratuite da parte di qualche personaggio in cerca d’autore.
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