
Lamezia Terme - "La Giunta Spirlì, in carica per i soli affari correnti, ha approvato una variazione al bilancio regionale al fine di consentire la realizzazione di studios cinematografici, stile Cinecittà, a Lamezia Terme, in un terreno di proprietà regionale nei pressi dello svincolo autostradale dell’aeroporto, probabilmente corrispondente all’area dell’ex Opificio". È quanto affermano dal Meetup 5stelle Lamezia che, aggiungono: "Non alimenteremo la diatriba su cosa può o non può fare un organo pubblico in prorogatio, come sono oggi Giunta e Consiglio regionale anche perchè gli “abusi” in questo senso sono già stati evidenziati dai nostri portavoce e da taluni esponenti della minoranza consiliare. Rileviamo, fuor di dubbio, che qualsiasi iniziativa possa essere foriera di sviluppo economico e sociale del nostro territorio, va colta positivamente e sostenuta".
Al contempo, però, sottolineano "siamo davanti alla 'ghiottissima' occasione di non perdere l’opportunità di procedere di pari passo alla necessaria tutela ambientale di un territorio che vede adiacente la discarica Bagni e che da ormai troppi anni necessita di bonifica a fronte del “nicchiare” proprio della Regione Calabria. Non vorrà certamente il Presidente facente funzioni Nino Spirlì lanciare una immagine patinata della Calabria e di Lamezia Terme in particolare che, in realtà, rimane sulla carta o solo sulle sue dirette Facebook. Sono anni infatti che la città aspetta di poter fruire, per esempio, del Parco Archeologico di Terina e di tanti altri beni culturali disseminati sul territorio, che potrebbero e dovrebbero fare da corollario agli studios in progetto".
Per il Meetup 5stelle cittadino bisogna "pensare alla Lamezia Terme del futuro con i dovuti e necessari investimenti richiede, quindi, una attenzione a 360 gradi che abbracci i temi ambientali (partendo dalle omissioni del passato che hanno ricadute sul presente), culturali, sociali e logistici, dato che la città da decantata crocevia nazionale e internazionale rischia, per carenza di collegamenti, di trovarsi a fine pandemia come un’isola (in)felice e, data la questione rifiuti, anche ecologica".
© RIPRODUZIONE RISERVATA