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 Luigi-Muraca-lamezia-Unita.jpgLamezia Terme - “Sorprende appurare che altre realtà italiane, con problemi socio occupazionali analoghi ai nostri o, addirittura, di dimensioni inferiori, possano far ricorso a Leggi dello Stato che potrebbero trovare applicazione anche nella nostra realtà”. Il consigliere comunale Luigi Muraca capogruppo di Lamezia Unita, ha presentato così una mozione per proporre la regione Calabria all’interno della legislazione sulle aree di crisi presenti in Italia, al fine di aderire ad una serie di programmi di investimento utili per il territorio. "Un sostegno concreto - specifica Muraca - realizzato attraverso agevolazioni finanziarie alle imprese, potrebbe dare maggiore compiutezza all’azione di governo cittadino e ridare fiato ad un’economia sfibrata come quella lametina". Attraverso la mozione, proposta ieri in consiglio comunale con primo firmatario Luigi Muraca, e con altre 16 firme da parte di quasi tutti i gruppi presenti in consiglio, gli scriventi impegnano così la Giunta Comunale a sollecitare la Regione nel segnalare al Ministero dello Sviluppo Economico le Aree di crisi in Calabria ed inserire Lamezia Terme tra le suddette aree.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico - è specificato nella mozione - ai sensi della Legge n.181/1989, determina le Aree di crisi industriale, all’interno delle quali Invitalia gestisce, per conto dello stesso Ministero, le agevolazioni alle imprese per investimenti innovativi, al fine di superare le deficitarie condizioni produttive e pervenire al miglioramento competitivo delle aziende ricadenti nei territori che presentano criticità. Lamezia - prosegue Muraca - ha nel suo territorio un’Area di Sviluppo Industriale di oltre mille ettari, con circa 90 aziende insediate, che sta profondamente risentendo della crisi socio-occupazionale in atto in Calabria, dove molte aziende sono soggette a procedure concorsuali ed altre sono costrette a ridurre le proprie potenzialità occupazionali. Tale condizione, unita alle difficoltà nel dare vigore alla struttura finanziaria delle imprese, purtroppo sempre meno capitalizzate, rende estremamente difficile una ripresa economica non adeguatamente stimolata da scelte ed orientamenti del Governo del Paese e della Regione Calabria.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2015 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 9 giugno 2015 che disciplina, ai sensi della L. n. 181/89, i termini, le modalità e le procedure per la presentazione delle istanze di agevolazione, nonché i criteri di selezione e valutazione per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione di tutte le Aree di crisi, sia quelle complesse, sia quelle ricadenti in situazioni di crisi industriale diverse da quelle complesse, ai sensi dell’art. 27, commi 8 e 8-bis, del decreto-legge n. 83 del 2012. Il Decreto Ministeriale 9 Giugno 2015, all’art.2, comma 3, prevede che i territori delle aree di crisi industriale non complessa ammessi alle agevolazioni vengano individuati, anche su proposta delle singole Regioni interessate, con successivo Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da adottare sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Secondo quanto indicato al  punto 9.3 della circolare esplicativa del 6 Agosto 2015, n. 59282, il Ministero dello Sviluppo Economico, successivamente alla emanazione di un ulteriore decreto, così come previsto dall’art. 2, comma 3 del Decreto Ministeriale del 9 Giugno 2015, definirà con specifico avviso le modalità ed  i termini per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sui territori delle aree di crisi industriale non complessa. In base alla suddetto Decreto Ministeriale, la Regione potrebbe dare impulso al  riconoscimento dell’Area di crisi del territorio lametino. L’intervento presenterebbe un impatto significativo sullo sviluppo del territorio lametino - conclude Muraca - favorendone gli investimenti e la crescita occupazionale". 

 

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