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Lamezia Terme - Composite e variegate le opinioni espresse in prima battuta dai tesserati Pd nell’assemblea convocata all’indomani dal voto dal segretario provinciale Enzo Bruno nella sede di Primerano, alla presenza della sen. Doris Lo Moro, Pino Soriero, Antonio Scalzo, Giovanna Viola e Gennarino Masi, con la finalità di discutere l’esito elettorale e di orientare le decisioni politiche e amministrative in riferimento agli adempimenti del nuovo consiglio comunale. La riunione è stata introdotta dall’intervento di Giovanna Viola che ha schiettamente individuato tre cause alla base del risultato del voto: l’insoddisfazione dei cittadini rispetto all’amministrazione uscente, il commissariamento del Pd che ha coinvolto l’intero centro sinistra, l’individuazione del candidato. Un messaggio, quello della Viola, che ha finito per fornire le linee guida dell’intera riunione nella quale più o meno tutti gli interventi sono stati orientati a smentire o a confermare la validità di queste tre variabili, che avrebbero in varia misura condizionato il consenso al partito.

Il consenso o la fiducia, differenza rimarcata dalle parole di Pino Zaffina, uno dei due consiglieri Pd eletti in consiglio, che ha assicurato l’importanza del rapporto fiduciario con l’elettorato, della credibilità e dell’esperienza, uniche vere carte vincenti. Una larga maggioranza degli intervenuti, fra cui la sen. Lo Moro, si è espressa in realtà favorevolmente rispetto all’intervento nel partito del commissario Soriero, il quale ha dichiarato: “Dobbiamo valorizzare quello che abbiamo costruito in questi mesi : non ripartiremo da zero.” Se una sintesi delle candidature è stata sentita, salvo rare eccezioni, come una necessità largamente condivisa, sono state espresse opinioni varie nei confronti della scelta di Richichi, che viene comunque più volte  ringraziato per la disponibilità dimostrata, nonostante, come sottolineato da Grandinetti, fosse stato “tirato fuori dal cilindro” ed esonerato anche dalla consueta, e necessaria,  raccolta delle firme. Quasi unanime, infine, la critica nei confronti di Sonni che non avrebbe saputo polarizzare i “voti liberi” in fase elettorale e si sarebbe mostrato in eccessiva continuità rispetto alla precedente amministrazione.

Giulia De Sensi

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