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petronio-giuseppe-bis.jpgLamezia Terme - Il consigliere comunale Giuseppe Petronio (Pd) replica alla lettera aperta inviata, nei giorni scorsi, dal Sindaco Speranza ai consiglieri e dirigenti del Partito Democratico per un'assunzione condivisa di resposabilità a conclusione della legislatura.

"Caro Sindaco, ho letto con attenzione la lettera indirizzata al Gruppo Consiliare ed ai Dirigenti del P.D. e mi sorge il dubbio che il tuo vero obiettivo non sia quello di concludere nel migliore dei modi la Consiliatura, ma piuttosto quello di attribuirne la sua fine anticipata al P.D., reo di avere sottoscritto accordi che poi non ha mantenuto. Questo è il refrain di questi ultimi giorni! Voglio ricordarti che era già da molto tempo che il P.D. ti chiedeva chiarimenti sull’attività amministrativa, perché non c’era e non c’è un rapporto tra le responsabilità assunte dal P.D. con i suoi sette consiglieri ed il peso politico del suo gruppo nelle scelte di carattere amministrativo e quindi di presenza effettiva nella società lametina.

Tant’è che per bocca del suo Segretario Provinciale, ti era stato chiesto di andare ad un Consiglio Comunale di fine consiliatura nel quale ci si sarebbe confrontati ed il Sindaco avrebbe potuto fare alla fine del confronto una proposta complessiva che il P.D. avrebbe valutato nella sua portata. Poi tutto è tramontato perché occorreva, a costo di grandi sacrifici, evitare ai nostri concittadini i danni del dissesto e quindi si è andati solo su questo obiettivo, sino alla sentenza favorevole delle Sezioni riunite della Corte dei Conti e sua pubblicazione, passando attraverso il ritiro delle tue dimissioni ed il voto favorevole di tre consiglieri comunali dell’opposizione. Il P.D. ha fatto quindi per intero la sua parte, forse andando anche oltre, se penso al sofferto, spontaneo contributo dato alla causa dell’indimenticato collega Pino Cosentino.  Il già richiesto dibattito in Consiglio Comunale, al fine di valutare se e come proseguire nella consiliatura,  diventava a questo punto fondamentale.

Un dibattito necessario che avrebbe dovuto vertere non solo sul  meriti dei punti programmatici ma anche sugli improcrastinabili correttivi, ripetutamente sollecitati, da introdurre nella organizzazione della macchina amministrativa in funzione dell’efficienza dei servizi.  Ed invece, nell’introdurre il dibattito il Sindaco è stato generico, addirittura ribadendo che la sua attività di primo cittadino era terminata, nella pratica riproponendo la vecchia destabilizzante cantilena della fase pre-dissesto: a Settembre me ne vado.

Da qui le mie richieste tendenti a chiarire la situazione ed a darsi una prospettiva politica chiara, alla quale invece, con le decisioni assunte, si è inteso dare una risposta forte ed unilaterale, ignorando la mia richiesta di soprassedere a qualunque nomina. E’ facile ora inviare lettere aperte con il richiamo alla responsabilità senza assumersi le proprie fino in fondo. Se il Sindaco intende proporre di portare a termine la consiliatura con un accordo politico che va al di là del centro-sinistra, per approvare in Consiglio una serie di pratiche assai delicate, ovviamente da istruire collegialmente ed opportunamente validate, lo proponga apertamente.

E’ evidente che, di fronte alle sue motivate proposte, ognuno di noi, voglia o non voglia, dovrà assumersi le proprie responsabilità. Lo faccia questo atto senza furbizia, col piglio dell’uomo politico che intende dare una propria indelebile impronta ad un percorso di quasi dieci anni della propria vita, quanti sono gli anni che abbiamo amministrato questa nostra Città, con buone intuizioni ma anche con errori evitabili come quest’ultimo. E’ l’unico modo per uscire a testa alta da questa situazione, con un discorso limpido e proposte alte, facendo ricredere chi in questi giorni blatera su delibere false, scambi di favori ed accordi pochi onorevoli. Questo è quanto, in piena coscienza e trasparenza, intendo trasmetterti con l’idea di dare un contributo di chiarezza e di pacificazione Cordialità".

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