
Lamezia Terme – “Nei giorni scorsi qui a Lamezia ci sono giunte diverse segnalazioni da parte di familiari che assistono persone con particolare fragilità, i cosiddetti “caregiver”, che hanno avuto numerose difficoltà nel prenotarsi tramite piattaforma per la vaccinazione”. È quanto evidenzia Rosario Piccioni di Lamezia bene comune in una nota, che aggiunge: “Molti di loro sono riusciti a prenotarsi solo tramite i dati del soggetto fragile senza poter inserire poi i dati dei familiari “caregiver”, in altri casi si sono riscontrate problematiche varie che hanno rallentato il sistema di prenotazione e quindi di effettuazione delle vaccinazioni. In questa categoria rientrano tanti genitori di bambini vulnerabili che, come sappiamo, per la loro età non possono vaccinarsi e per cui è indispensabile che almeno i genitori siano protetti”.
“Sappiamo – afferma - che il dipartimento di prevenzione è andato incontro prontamente e con determinazione alle esigenze delle famiglie e di questo va dato atto ai tanti operatori e ai tanti volontari che in questi giorni stanno svolgendo un lavoro straordinario. E’ importante però, soprattutto quando si tratta di familiari che hanno in cura bambini e adulti con particolari fragilità, che si faccia ogni sforzo per velocizzare e facilitare il percorso di prenotazione e vaccinazione. A maggior ragione per il fatto che, come annunciato dal dipartimento protezione civile Calabria nei giorni scorsi, in questi giorni partiranno le prenotazione anche per i conviventi di persone con estrema vulnerabilità, tra i quali rientrano anche le persone affette da patologie oncologiche, andando quindi ad aumentare considerevolmente la platea di utenti che dovranno accedere alla piattaforma”.
“Il messaggio – conclude Rosario Piccioni - deve essere chiaro, all’Asp di Catanzaro e al commissario Longo: sulle vaccinazioni di chi si prende cura di persone estremamente fragili non sono ammissibili rallentamenti e ritardi. Si faccia l’impossibile per agevolare la vaccinazione dei caregiver, nella consapevolezza che ciò significa prendersi cura della vera priorità della campagna di vaccinazione cioè dei soggetti più vulnerabili”.
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