Lamezia Terme – “Oggi il mercato dell’efficienza energetica, caratterizzato da una continua evoluzione tecnologica, offre numerose opportunità di risparmio agli enti locali e di conseguente riduzione di emissioni di CO2, spesso però trascurate dalle amministrazioni a causa dell’onere finanziario che comportano e dalle limitazioni derivate dal Patto di stabilità. Potrebbe sembrare assurdo introdurre un tema del genere in un contesto come quello di Lamezia Terme, Comune ad oggi tristemente in pre-dissesto e dal punto di vista dell’energia elettrica servito in regime di salvaguardia, caratterizzato dalla mancanza di illuminazione in molte zone e dalla presenza di un gran numero di impianti obsoleti”.
E’ quanto afferma in una nota il Progetto Lamezia Civica, che interviene sulla questione dell’efficientamento energetico e anche sul referendum abrogativo sulle trivelle, “Progetto Lamezia Civica, dopo essere stato il primo Movimento civico politico del Lametino a prendere posizione in merito al prossimo Referendum invitando gli elettori a recarsi alle urne e a votare Si sulla stessa linea di graduale distacco dalla dipendenza da fonti fossili”. Progetto Lamezia Civica “invita – si legge nel comunicato - l’Amministrazione e la Lamezia Multiservizi a seguire una recente Direttiva Europea, la 2012/27/UE in cui si raccomanda agli Stati membri di incoraggiare gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, di ricorrere alle società di servizi energetici (ESCo, energy service company) e ai contratti a rendimento energetico (EPC, energy performance contract) per finanziare le ristrutturazioni degli impianti energetici e attuare piani volti a mantenere o migliorare l'efficienza a lungo termine degli stessi e di conseguenza ridurre consumi ed emissioni nocive”.
“Gli EPC – aggiungono - possono essere suddivisi in due tipologie, quelli a Cessione Globale Limitata e quelli a Risparmio Condiviso, in base alla durata ed all’attribuzione del risparmio. Con questa seconda forma contrattuale l’amministrazione potrebbe fin da subito partecipare ai benefici economici derivanti dal risparmio energetico e non solamente al termine del contratto come è previsto nel primo caso”. “Semplificando: con una gara pubblica – prosegue - si stipula un contratto di rendimento energetico tra un cliente (nel nostro caso il Comune di Lamezia) e un’azienda di servizi energetici. La società che si sarà aggiudicata il bando provvederà, con mezzi finanziari propri o concessi da banche o finanziarie, al servizio di riqualificazione e miglioramento dell’efficienza di un impianto di proprietà del beneficiario per un periodo di tempo prefissato”.
Secondo Progetto Lamezia “Il corrispettivo sarà correlato all’entità dei risparmi energetici ottenuti in bolletta energetica prima e dopo l’intervento migliorativo o con tipologie di accordi commerciali diverse e magari ancora più vantaggiose per l’amministrazione. Tutto questo è possibile perché le ESCo hanno la possibilità inoltre di fare utili grazie ad incentivi che ricevono sotto forma di Certificati Bianchi (in numero corrispondente all'efficienza energetica realizzata), che possono anche rivendere ad altre società di distribuzione di elettricità e gas a cui è imposto per legge di realizzare determinate quote di efficienza energetica o di acquistare le quote corrispondenti sul mercato”. “Per entrare meglio nell’argomento – proseguono - facciamo un esempio pratico: Enel Sole, una controllata di ENEL, ha installato quasi 200.000 apparecchi a LED della gamma Archilede nelle strade di più di 1.600 Comuni. L’intervento ha permesso un notevole risparmio energetico, evitando allo stesso tempo l’emissione in atmosfera di circa 50000 tonnellate di CO2. Vantaggi per l’ambiente cui si sommano, quelli per i bilanci delle amministrazioni, con risparmi in bolletta a secondo dei casi che vanno dal 30 al 70%”.
“Tra le Città che hanno affidato ad Enel Sole la gestione dell’illuminazione pubblica e semaforica – spiegano - ci sono Bologna, Rimini, Cosenza, Alessandria e il nostro capoluogo Catanzaro. L’efficientamento energetico non è quindi un miraggio e rappresenta una delle strade più importanti da percorrere per il raggiungimento di un’economia energetica sostenibile”. “Pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici, sulle scuole e perché no, anche nei luoghi di sepoltura ove si potrebbero sostituire le lampade tradizionali con quelle a led; mirando persino ad avere un ritorno economico dopo aver ammortizzato le spese. Come PLC – concludono - siamo certi che queste riflessioni sono in linea con le dichiarazioni programmatiche di questa amministrazione e che possano essere messe in atto anche dall’attuale gestore dei servizi di pubblica illuminazione della città, la Lamezia Multiservizi, dato che la sostenibilità e la fattibilità dell’idea non sembrano un utopia. Ci auguriamo quindi di vedere Lamezia fare i meritati progressi e che si faccia quest’ulteriore passo avanti verso la green economy”.
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