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Lamezia Terme - Sono scaduti i termini di presentazione delle “Osservazioni al PSC” adottato dal Comune di Lamezia Terme e così diversi abitanti delle località S. Ermia, Zinnavo, Carrello, S. Minà Inferiore, Superiore, Sorbello ed Acquafredda hanno presentato delle osservazioni  al sindaco Mascaro.

“Pur considerando alcuni punti di interesse esclusivo di S. Minà Inferiore, Superiore e Sorbello, tutte le altre osservazioni sono di carattere generali, che coinvolgono tutto il territorio di media e alta collina e di montagna, in modo particolare dell’ex Comune di Sambiase, ove sono stati previsti vincoli idrogeologici e forestali inesistenti e di rischio idraulico e frane con gradi di pericolosità non corrispondenti a quelli riportati nella cartografia del PAI e del PTCP della provincia di Catanzaro, ai quali, in base alla Legge urbanistica della Calabria, il PSC dovrebbe essere conforme.

Quanto protocollato è stato formulato in “Osservazioni” e “Richieste”:

OSSERVANO:

  • l’enorme differenza della previsione dei vincoli  idraulici, previsti nel  PSC con grado di pericolosità “Classe 4” e “Classe 3”, rispetto a quelli previsti nel P.T.C.P. della Provincia di Catanzaro e nel PAI con grado di pericolosità “R1” ed “R2”, incluso la diversa ubicazione della “faglia sismica”,  rende:
  • tutto il territorio inutilizzabile a fini  residenziali, agricoli e turistici : non potendo realizzare né strutture atte alle attività (Capannoni, depositi, stalle, silos,autorimesse per macchine agricole), né infrastrutture di miglioramento e di manutenzione (muri, strade, vasche di raccolta acque, acquedotti  e metanodotti)  e né  opere pubbliche, come le strade di collegamento Caronte – Serracastagna - San Mazzeo e Telara - Acquafredda - S. Minà - ex SS18Dir, previste nel P.T.C.P. ;
  • tutto il territorio privo di ogni forma di sviluppo con abbandono  di questo  mondo rurale , in contrapposizione con i principi del QTRP (Regione Calabria) e delle relative linee guida  -PON –FER -, che ne prevedono la tutela, il recupero, lo sviluppo e il potenziamento per facilitare, incentivare e premiare la presenza dell’uomo;
  • l’ inutile l’inserimento del Vincolo “idrogeologico e forestale”, dal momento in cui è  inesistente su tutto il Territorio dell’ex Comune di Sambiase, come attestato dall’Ufficio Regionale, preposto al rilascio del “Nulla Osta”;
  • La differenza dei vincoli tra il PSC e lo Strumento territorio della Provincia di Catanzaro  in netto contrasto con l’applicazione dell’art.18 della legge Regionale N°19/2002 comma 2, il quale, per la redazione di un  PSC,  prevede :  “Il PTCP costituisce, dalla data della sua approvazione, in materia paesaggistica, riferimento per gli strumenti comunali di pianificazione e per l’attività amministrativa attuativa.” , e  dell’art. 20 comma 1 che, a sua volta, ribadisce: “Il Piano Strutturale Comunale (PSC) definisce le strategie per il governo dell’intero territorio comunale, in  coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi urbanistici della Regione e con gli strumenti di pianificazione provinciali espressi dal Quadro Territoriale Regionale (QTR), dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI)”, che ha stravolto il territorio con vincoli inesistenti e non è stato adeguato ai dettami del P.T.C.P. e del Q.T.P.R.;
  • che, ancora la L.R. afferma che : “Nelle aree esposte a rischio, con particolare attenzione per il rischio sismico – dove diventa necessario attivare le procedure per la identificazione dei rischi e per la individuazione degli interventi di mitigazione competenti a livello di Piano – le indagini dovranno consentire di dettagliare i gradi di pericolosità a livelli congrui, nel rispetto della normativa vigente.” : indagini finora non effettuate, e, pertanto, ogni atto è puramente teorico e privo di ogni elemento scientifico e conoscitivo (concetti ribaditi dagli Uffici Regionali nel rilasciare il Parere preventivo sull’art. 13, vincolato a ben “OTTO Considerati”, mai eliminati con ulteriori approfondimenti nella redazione del PSC!);
  • la scarsa precisione  con cui è stata redatta la tavola dei vincoli, in base a quanto riportato al punto d) della premessa;
  • che  la mancata previsione di aree edificabili  nei nuclei abitati di S. Minà Superiore e Sorbello  lungo la direttrice con S. Minà Inferiore potrà spingere le nostre prossime generazioni   ad abbandonare  il territorio  con conseguenze disastrose sulla salvaguardia dell’ambiente;
  • che nella località Acquafredda per la sua posizione montana (oltre 800 slm) e per la presenza di estesi boschi a castagneti e l’individuazione di area di interesse archeologico (come riportato sulla Tav 1.1) potrebbe essere prevista una zona a destinazione “Turistico-residenziale” ed un’altra ad attività “Produttiva-artigianale” (lavorazione delle castagne, conserve e salumi);
  • Che con la presenza del rischio idraulico e frane di “Classe 4”(assoluta in edificabilità)  di fatto vengono vanificati e resi inapplicabili i dettami degli art. 79 e 83 del REU per le Zone a destinazione prevalentemente   “Agroforestale di media alta collina”;
  • Che nella redazione della carta dei vincoli certamente non è stato considerato seriamente e consapevolmente  l’attuale utilizzazione del territorio (oltre il 70% è coltivato ad “Uliveto”, il 15% a bosco e il restante a vigneto, frutteti ed ortaggi, nelle prime località e a castagneti , frutteti e ortaggi in località Acquafredda  e dintorni), che richiede la presenza continua dell’uomo con la realizzazione di tutte le opere strutturali ed infrastrutturali, realizzabili solo e soltanto con la presenza di vincoli non di “assoluta in edificabilità”, come quelli previsti di “CLASSE 4”.

CHIEDONO

  • L’applicazione dell’art. 2 del R.E.U. : adeguamento degli elaborati del PSC agli Strumenti  Sovracomunali  (P.T.C.P.,  QTPR,  PAI, ecc.);
  • L’inserimento dei  VINCOLI  idraulici e frane con i gradi di pericolosità così come previsti  nel PTCP e nel PAI, cioè riportare il grado di pericolosità da  “Classe 4 e 3” a “Classe”  “R1” ed “R2” (come indicato sulla cartografia  PAI);
  • L’eliminazione del “Vincolo idrogeologico e forestale”, così come   attestato dagli Uffici Regionali  -Assessorato Agricoltura e Foreste- preposti al rilascio del “Nulla Osta”;
  • Un rilievo corrispondente alla realtà del territorio: uliveti, vigneti, sugherete, boschi in genere per eliminare ogni dubbio di superficialità progettuale( del PSC) in queste nostre località per prevederne,
  • anche, un adeguato sviluppo agricolo, agrituristico e turistico (termale e balneare per la vicinanza al mare e alle Terme);
  • la riduzione della larghezza della fascia della Faglia Sismica , pari a quella prevista nella cartografia degli Enti Superiori, incluso ISPRA e CNR, anche per un semplice motivo: non si ha maggiore sicurezza delle strutture oltre il limite dei 600 m della fascia, rispetto al suo interno in caso di sisma;
  • L’ esatta individuazione dei nuclei abitati di queste località ” (estesi e senza soluzione di continuità, soprattutto, tra S.Minà Inferiore e Superiore) con relativo inserimento sulla tavola 1.2 “Progetto Urbano” del PSC;
  • L’inserimento di una fascia urbana (di opportuna larghezza)  lungo la direttrice  Sorbello  – S. Minà Inferiore – S. Minà Superiore e di una continuità tra S. Minà Inferiore e la zona di nuova edificazione posta più a sud, tenendo presente che esistono già  tutte le opere di urbanizzazione primaria (viabilità, rete idrica, fognante, pubblica illuminazione, telefonica e gasdotto – non  riportato sulla cartografia del PSC!-  nelle località S. Ermia, Carrello e Zinnavo);
  • L’inserimento della viabilità di Piano, secondo il P.T.C.P. e il PRG di Lamezia Terme, incluso il completamento della viabilità tra Sorbello e S. Minà Inferiore;
  • L’inserimento  di un’ area con destinazione “servizi comuni” ( spazio a servizio della collettività residente) in località S.Minà Inferiore, così come prevista nelle località S.Ermia-Carrello;
  • L’inserimento di aree a destinazione “TURISTICO-RESIDENZIALE” ed “Attività produttiva- Artigianale” in località Acquafredda.
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