
Lamezia Terme - Dopo la sentenza del Consiglio di stato, l'ex primo cittadino Gianni Speranza ritorna sulla vicenda Icom con alcuni chiarimenti. "Con la sentenza del Consiglio di Stato sul caso Icom di giovedì scorso , si chiude positivamente una vicenda che ha rappresentato un incubo per la nostra comunità. E'una vittoria di tutta la città! E' la dimostrazione che un'amministrazione pubblica può difendere la dignità della propria città rispettando la legge, facendo prevalere l'interesse generale. E' quello che con grandi sforzi la mia amministrazione ha cercato di fare negli anni passati, scontrandosi con poteri e interessi "esterni" alla nostra città, che hanno tutto l'interesse a far sì che Lamezia non realizzi la propria vocazione regionale, e anche con una certa classe politica cittadina che, per pure convenienze meschine,in più occasioni non ha esitato a mettere all'ultimo posto gli interessi della città e a far prevalere interessi di parte.
Ecco perché, oltre all' entusiasmo per la vittoria della città, vorrei mettere in evidenza alcuni aspetti della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha dato atto della correttezza dell'azione della mia amministrazione, per cui oggi il Comune non dovrà versare il risarcimento di 54 milioni di euro richiesto dall'Ing. Noto. Il primo: nel testo della sentenza leggiamo che “l’esame degli atti porta ad escludere la “rimproverabilità” della condotta tenuta dall’Amministrazione” in quanto “le trattative non sono giunte a conclusione per esclusiva colpa della società, la quale, rispetto ad un accordo di massima già raggiunto, ha poi preteso d’introdurre modifiche di carattere sostanziale”. E sempre nel testo della sentenza si evidenzia che “rimproverabile è la condotta di parte appellata, la quale, ove si fosse diligentemente attivata, avrebbe evitato il danno a quel bene della vita oggetto dell’interesse pretensivo”. Questo rappresenta una verità molto importante: il Consiglio di Stato afferma che l’amministrazione comunale Speranza ha agito correttamente, che ha difeso la dignità della città nel rispetto della legge. Altro che miopia dell’amministrazione! C’è un chiaro apprezzamento da parte del giudice amministrativo che mette nero su bianco quanto abbiamo con forza sostenuto in questi anni in tutte le sedi:
E lo abbiamo fatto in una situazione complicatissima sotto tutti i punti di vista. Un primo aspetto anomalo della vicenda è rappresentato dal fatto che i terreni su cui sarebbe dovuto sorgere l’ipotetico Outlet erano stati venduti dal proprietario Cosentini a un giovane avvocato per un valore di 50mila euro e un mese dopo erano stati acquistati dalla Icom a un prezzo di 4 milioni e 800 mila euro, un prezzo lievitato di circa 100 volte nel giro di un mese. il Comune di Lamezia nei primi mesi del 2005 aveva illegittimamente pubblicato sul Burc della Regione Calabria che la conferenza dei servizi, che avrebbe dovuto dare il via libera al progetto di Noto, era chiusa quando in realtà non si era mai conclusa. L’intenzione era chiara: impedire alla nuova amministrazione eletta democraticamente dai cittadini qualsiasi possibilità di parola e di rappresentanza degli interessi della collettività. Per questo nei mesi scorsi, tutto ciò è stato oggetto di un esposto da parte mia alla Magistratura e alla Corte dei Conti.
Una vicenda - prosegue Speranza - che ha avvelenato il clima della nostra città, con una larga parte del mondo imprenditoriale lametino che si opponeva al fatto che a un imprenditore catanzarese venisse concesso ciò che agli imprenditori lametini non era mai stato permesso. E tutta l’opinione pubblica cittadina, di fronte a questa vicenda, sentiva la “puzza” di una politica corrotta, che consentiva di costruire su un terreno a uso agricolo, che si piegava ai poteri forti. Ma voglio soffermarmi anche su un altro punto che emerge della sentenza e che, attraverso le carte, dà una risposta a chi continua a parlare di miopia dell’amministrazione e di presunte “occasioni perse” per lo sviluppo economico della città. La sentenza del Consiglio di Stato afferma che dal 2009 la società non ha richiesto un nuovo permesso a costruire in quell’area, né proposto nuovi progetti. A partire dal 2009 la società si è impuntata sul risarcimento piuttosto che sulle possibilità di investimento!! Viene allora da domandarsi: perché dal 2009 l’Ing. Noto non ha richiesto nuovamente il permesso a costruire in Via del Progresso? Perché non ha mai ricercato una reale interlocuzione con il Comune per realizzare un progetto ma si è impuntato esclusivamente sul risarcimento? E il fatto che, come apparso nei giorni scorsi sulla stampa, l’Ing. Noto voglia presentare nuovamente una richiesta di permesso a costruire in quella zona, è un’ulteriore conferma che non c’era una reale intenzione di investimento ma tutto era legato alla possibilità di ottenere il risarcimento. Altro che amministrazione “miope” o che ostacola gli imprenditori!! L’amministrazione Speranza ha rispettato la legge e difeso gli interessi della città.
Se il Consiglio di Stato avesse respinto il ricorso del Comune, io oggi sarei considerato ingiustamente il capro espiatorio di tutta questa vicenda che si era gia chiusa al momento della mia elezione a Sindaco di Lamezia nel 2005 e rispetto alla quale non abbiamo fatto altro che affermare il rispetto della legge e la difesa degli interessi della città. Come è già avvenuto nel 2013 con la vicenda relativa al paventato dissesto del Comune, conclusasi positivamente con l’accoglimento del nostro ricorso da parte della Corte dei Conti Sezioni Riunite di Roma, ancora una volta degli organi terzi danno atto che io e le persone che hanno amministrato con me la città di Lamezia negli anni scorsi, abbiamo sempre detto la verità ai cittadini!! Che a muoverci è sempre stata esclusivamente la possibilità di lavorare per il bene della città, la terza città della Calabria, che merita di vedere valorizzato il proprio ruolo nel contesto regionale e nazionale e non ha certo bisogno di beghe interne, manovre di poteri forti, e qualsiasi altra cosa ne faccia un terreno di spartizione e interessi non sempre trasparenti".
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