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Alex-Truglia--2.jpgLamezia Terme - Pubblichiamo la nota di Alex Truglia, coordinatore provinciale Catanzaro di Italia Unica in merito alla campagna referendaria sulla Riforma costituzionale.

“Riforma che successivamente definiremo, più sinceramente a nostro avviso, ‘Deforma’ della nostra Carta costituzionale. Tra i prossimi votanti non si può non notare la presenza di una cappa di disinformazione e, in alcuni casi, disinteresse: ciò che preme innanzitutto ricordare a tutti i cittadini è che la scelta migliore, e cosa giusta da fare, non è non votare ma votare utilmente; è il voto, quale espressione della propria volontà, a far capire ai governanti che i “governati” (che dopo questo Referendum confermeranno la loro sovranità scegliendo “NO”) non sottostanno alle loro di decisioni ma scelgono di sostenerle o meno. La Deforma assolutamente da combattere, come fanno ormai da qualche mese a questa parte i Comitati nati al fianco di moltissimi costituzionalisti, su cui saremo chiamati a votare non prevede altro che la concentrazione di potere nelle mani del Governo, a discapito vuoi del Parlamento vuoi del popolo direttamente (come si nota, comunque contro il popolo) attraverso ogni punto che tocca: si ricordano al riguardo la fine della garanzia del bicameralismo; la modifica del meccanismo di approvazione delle leggi attraverso la quale si riconosce il potere del Governo di imporre alla Camera dei Deputati (unica assemblea che sarà dotata di rilevanti funzioni) tempi per l’approvazione di leggi che insindacabilmente ritiene importanti; la previsione di un nuovo rapporto tra lo Stato e le istituzioni territoriali, (neanche a dirlo) a svantaggio delle seconde; la proposta di deforma mira, poi, ad una riduzione significativa del diritto di iniziativa legislativa popolare, ossia di una delle forme di esercizio (se non il più) diretto della sovranità da parte dei cittadini:

L’art. 71 della Costituzione prevede oggi la possibilità che i cittadini presentino alle Camere una proposta di legge di iniziativa popolare. Il numero di firme necessarie alla presentazione della proposta di legge viene alzato da cinquantamila a centocinquantamila (viene dunque triplicato!) e viene modificato l'istituto del referendum abrogativo, con l'introduzione di un doppio quorum: in caso di sottoscrizione della proposta da parte di 500 mila elettori, per la validità della consultazione sarà necessaria la partecipazione al referendum della maggioranza degli aventi diritto al voto; in caso di sottoscrizione della proposta da parte di 800 mila elettori, basterà la partecipazione della maggioranza dei votanti all'ultima elezione della Camera dei deputati (i componenti del Senato saranno eletti dai Consigli regionali tra i consiglieri stessi ed i sindaci). Coloro i quali sostengono il “Sì” fondano la propria decisione soprattutto sulla previsione di un risparmio dovuto al minor numero di Senatori, ma siamo sicuri che poi i rimborsi spese che potrebbero richiedere coloro che faranno parte del nuovo Senato (ad es. per garantire la loro presenza in Aula durante le sedute) non aumenteranno tali costi della politica? Inoltre, sarebbe comunque giusto perdere la sovranità popolare per il “vil denaro”?

Una considerazione, anch’essa negativa dato che anche in questo caso si lede il principio democratico (insomma di democratico non si vede cosa abbia il partito renziano!), merita poi la nuova legge elettorale (c.d. Italicum), in beffa ad ogni considerazione dovuta ad una minoranza, che assegnerà la maggioranza dei seggi (340 su 630 deputati, pari al 54%) alla lista che raggiungerà il 40% dei voti (solo se nessuna lista dovesse ottenere tale risultato si procederà ad un secondo turno di ballottaggio tra i due partiti più votati nel primo ed il vincitore otterrà il premio di maggioranza detto). Le altre liste si ripartiranno 278 seggi sulla base delle rispettive percentuali di voti. I restanti 12 seggi saranno riservati alla circoscrizione estero, i cui candidati vengono eletti al primo turno e non si calcolano nel premio di maggioranza”.

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