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Soveria Mannelli - Una giornata dal sapore antico e necessario. Quello della fraternità vissuta, non solo predicata. Si è svolta oggi, sabato 26 settembre, presso l'area verde dell'Ostello della Gioventù al Bivio Bonacci, la Giornata di Fraternità e Solidarietà promossa dall'Associazione "La Pineta - Bivio Bonacci" che per l'occasione ha invitato il gruppo UNITALSI del Reventino con i suoi ammalati, i volontari e le famiglie. Presenti anche una rappresentanza dell'associazione "Il Sabato del Villaggio" e il Sindaco di Soveria Mannelli, Michele Chiodo, a testimonianza di come, quando si parla di solidarietà, tutta la comunità risponde.

La mattinata - è detto in una nota - si è aperta in modo solenne e toccante con l'alzabandiera, sulle note dell'Inno Nazionale, un gesto semplice che ha voluto ricordare il senso di appartenenza e di comunità. Subito dopo, alle ore 10:30, la celebrazione della Santa Messa, officiata con quella che tutti hanno definito "anima di servizio" da Don Gigi Iuliano. Parole semplici, dirette al cuore, che hanno ricordato come il servizio al più fragile sia la misura più alta della nostra umanità.

A seguire, il momento più bello e più vero: la condivisione del pranzo. Un pranzo all'aperto, preparato con amore dai volontari dell'Associazione La Pineta. Tavolate lunghe, sorrisi, chiacchierate, un clima di famiglia allargata dove nessuno era ospite e nessuno era diverso. Proprio come nello spirito UNITALSI.

"Mentre il mondo sembra preso da un vortice inquietante di guerre e di riarmo - ha detto Francesco Bonaddio, coordinatore del Gruppo UNITALSI del Reventino - noi qui oggi abbiamo voluto costruire un piccolo, grande segno di pace disarmata e disarmante. Perché la voce gentile della pace e della solidarietà deve alzarsi più forte del fragore delle armi". Un ringraziamento particolare va a Vincenzo Falvo, presidente dell'Ass. La Pineta Bivio Bonacci, a tutto il direttivo per l'accoglienza impeccabile, a tutti i volontari che si sono organizzati per il trasporto degli ammalati e a Don Gigi Iuliano per averci ricordato che la fede senza servizio resta parola vuota.

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