
Tropea - "Non contesto il dato in sé, ma il modo in cui viene utilizzato. Le medie nazionali non possono cancellare ciò che accade nei territori sotto forte pressione turistica". Lo afferma il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, intervenendo nel dibattito sugli affitti brevi, tema oggi all'attenzione della Commissione Europea, e, è scritto in una nota, "sui dati richiamati dal giornalista Nicola Porro: immobili con annunci online pari all'1,4% del patrimonio abitativo italiano e 2,2% proveniente da precedenti locazioni a lungo termine".
Per Macrì quei numeri "possono anche essere statisticamente corretti", ma non bastano a fotografare città d'arte, poli turistici e piccole destinazioni mature. "Il fenomeno - sottolinea - non è distribuito uniformemente sul territorio nazionale. Quando si concentra in una realtà come Tropea, anche poche centinaia di immobili sottratti alla residenzialità ordinaria possono incidere profondamente sull'equilibrio abitativo e sociale".
Il tema è stato rilanciato dopo l'intervista del sindaco al Sole 24 Ore, che ha raccontato una Tropea verso le 600 mila presenze, con turismo internazionale ad alta capacità di spesa, oltre 100 mila pernottamenti nei primi otto mesi negli alberghi a 4 e 5 stelle e valori immobiliari fino a 10 mila euro al metro quadrato per appartamenti ristrutturati nel borgo con affaccio sul mare. "La nostra Città ha perso circa 1.500 tropeani in dieci anni, mentre aumentano presenze, posti letto, seconde case e valori immobiliari - aggiunge Macrì -. Applicare a una realtà di queste dimensioni la media del patrimonio immobiliare italiano significa non vedere il problema nella sua dimensione territoriale".
Il sindaco esclude demonizzazioni degli affitti brevi e compressioni indiscriminate della proprietà privata. "Chiediamo di poter governare gli effetti del successo turistico laddove producono squilibri misurabili. Sono convinto che il Presidente Roberto Occhiuto abbia sensibilità e visione per affrontare anche questa questione. Il turismo deve creare ricchezza per una comunità, non sostituirsi alla comunità. Una destinazione senza i suoi residenti, Tropea senza i tropeani, può avere visitatori, ma smette lentamente di essere una attrattiva perché priva della sua identità".
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