Salta al contenuto principale

ecosistema-scuola_1a3dc.jpg

Lamezia Terme – “La scuola italiana continua ad essere in perenne ritardo. Nel 2025 edilizia scolastica e servizi crescono troppo lentamente e a velocità diverse e anche il Pnrr - con 11,65 miliardi di euro di fondi per l’edilizia scolastica stanziati nel 2021 e destinati per oltre 9.500 interventi - che in questi cinque anni doveva fare la differenza ha portato, al momento, solo lievi passi avanti”. bene gli interventi di manutenzione e riqualificazione, compresi quelli relative alle infrastrutture sportive, indietro i progetti su nuove scuole e asili nidi. Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) in Italia necessita ancora di lavori urgenti, che arrivano a uno su due nel Mezzogiorno. Sul fronte PNRR per l’edilizia scolastica, sei progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due. 

A scattare, in sintesi, questa fotografia è il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente.
Il punto sulla Calabria
In un quadro di forte divergenze territoriali, diversi i dati forniti sulla Calabria. Dal report emerge, ad esempio, che due scuole di Cosenza sono considerate “ad alta efficienza” ovvero coniugando conservazione storica e innovazione tecnologica. “Grazie ai finanziamenti europei del programma Agenda Urbana, gestiti direttamente
dall’amministrazione locale – si legge - sono stati completati importanti interventi di riqualificazione
energetica in due storici complessi scolastici di
Cosenza: l’IC Spirito Santo e la scuola primaria di via Milelli dell’IC Bonaventura Zumbini”.
E ancora che a Vibo Valentia e Cosenza sono stati effettuati importanti interventi di adeguamento sismico e nella città bruzia è garantita la raccolta differenziata in tutte le scuole.
La Calabria, inoltre, come tutto il Mezzogiorno è destinataria di un flusso notevole di finanziamenti Pnrr legati alla scuola: 16 progetti per costruzione di nuove scuole mediante la sostituzione di edifici, 156 per la messa in sicurezza e la riqualificazione, 42 per il Potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola, 260 per il Piano di estensione del tempo pieno e mense.

Il quadro nazionale

Secondo il report, giunto alla 26esima edizione, nel 2025 crescono le certificazioni di sicurezza, in particolare gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%. In aumento anche gli interventi di efficientamento energetico che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione, segno di un patrimonio che sta migliorando ma troppo lentamente per affrontare il tema della crisi climatica. Restano, invece, disattesi alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l'1,3% del patrimonio monitorato.
Preoccupa l’affanno registrato nel settore dei servizi scolastici legati alla mobilità sostenibile. Nel 2025 lo scuolabus, servizio strategico per il diritto allo studio e sostenere le famiglie, è presente in meno di una scuola su quattro e registra i livelli più bassi nel Nord e nelle Isole, dove interessa meno del 18% degli edifici scolastici. I servizi di pedibus e bicibus restano confinati a meno del 7% degli edifici scolastici e risultano prevalentemente concentrati nelle regioni del Nord.
Il punto sul Pnrr

Accanto a questa fotografia, fatta di luce e ombre, Legambiente aggiunge anche un’analisi sullo stato di avanzamento dei lavori legati ai fondi PNRR per l’edilizia. Se da un lato arrivano buone notizie dagli interventi relativi alla messa in sicurezza e riqualificazione (3.078 interventi e 4,86 mld di euro stanziati) e da quelli destinati alle infrastrutture sportive scolastiche (408 interventi e 310 mln di euro destinati) con rispettivamente il 42,9% e il 36,3% dei progetti già conclusi; dall’altra parte preoccupano i ritardi sul fronte progetti nuove scuole e asili nido. Su 206 progetti di nuove scuole su cui sono stati destinati 1,15 mld di euro, solo l'1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su 206), il 37,9% in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia ben sei progetti su dieci, ancora in esecuzione dei lavori. Si tratta della quota di cantieri aperti più elevata, a conferma della maggiore complessità che caratterizza gli interventi di nuova costruzione. Per gli asili nido, su 3841 progetti avviati su cui sono stati destinati 4,37 mld di euro, quasi un progetto su due risulta ancora in fase realizzativa (45,5%).

Riguardo la distribuzione territoriale dei finanziamenti stanziati, questa mostra un orientamento coerente con gli obiettivi di riequilibrio territoriale del Piano, che prevedeva il vincolo di destinare almeno il 40% dei fondi al Mezzogiorno. Il Sud ha assorbito il 44,5% dei fondi destinati ai nidi, il 45,9% di quelli per le mense e il 37,2% delle risorse per lo sport, quote che aumentano ulteriormente considerando anche le Isole.

“Il PNRR – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull'edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all'Europa e al Next Generation EU, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali, ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e degli enti locali”.

Proposte e appello al Governo
Cinque le proposte che Legambiente rilancia oggi e che indirizza al Governo per una governance dell’edilizia scolastica. In particolare, per l’associazione ambientalista occorre: 1) Rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico di trasparenza e programmazione integrando su un’unica piattaforma pubblica e aggiornata le informazioni sullo stato degli edifici, le certificazioni, gli interventi realizzati, le risorse ricevute e i cantieri in corso. 2) Rafforzare l'Osservatorio per l'edilizia scolastica come cabina di regia permanente tornando a essere luogo stabile di confronto e co-programmazione tra istituzioni, enti locali e organizzazioni civiche. 3) Garantire scuole sicure e resilienti ai cambiamenti climatici, accelerando la messa in sicurezza degli edifici, la riqualificazione energetica e l’adattamento climatico. 4) Rafforzare la governance territoriale dei servizi scolastici attraverso i Patti educativi di comunità, promuovendo la collaborazione tra scuole, enti locali, Terzo Settore e comunità territoriali. 5) Promuovere scuole aperte, innovative e vissute oltre l’orario delle lezioni, valorizzando gli edifici scolastici come presìdi educativi, sociali e culturali al servizio delle comunità.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.