
Lamezia Terme - Cia-Agricoltori Italiani della Calabria (Cia Calabria) esprime “forte insoddisfazione circa l’efficacia pratica del Decreto legge 23 ottobre 2026, n. 193 - Disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca”. Da una attenta analisi del Decreto, sottolineano dalla Cia Calabria “emergono notevoli criticità che di fatto svuotano quello che avrebbe dovuto essere un aiuto per le imprese agricole. La dotazione finanziaria messa a disposizione dal Ministero, pur essendo utile in un momento particolarmente difficile per le imprese, infatti, incide in misura molto limitata sui costi sostenuti dalle aziende. Lo stanziamento di 60 milioni di euro, infatti, serve per il riconoscimento di un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo che, nei fatti, si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro solo per 121 milioni di litri. Il Decreto, quindi, fornirà sì un aiuto “fino a 45 centesimi al litro”, ma può farlo solo per “121 milioni di litri”. Se le richieste delle aziende agricole supereranno complessivamente quella cubatura nel periodo coperto, il contributo reale per singolo litro verrà rimodulato al ribasso. In Italia si consumano mediamente circa tra i 2,2 e i 2,5 miliardi di litri di gasolio agricolo all’anno. Solo nel periodo interessato dal decreto, i consumi stimati superano il miliardo di litri. A questi si aggiungono ancora i costi dei carburanti extra UMA (Utenti Motori Agricoli) che risultano anch’essi ammissibili al finanziamento che fanno ulteriormente lievitare il numero di litri consumati”.
Nella sostanza, quindi, “se tutte le aziende aventi diritto avanzeranno istanza del contributo, i 60 Mln serviranno a fornire uno sconto esclusivamente di 5-6 centesimi al litro. Ecco allora la trovata mediatica ministeriale: riproporzionare al ribasso i consumi delle aziende che presentano istanza di contributo, al fine di poter dire di aver pagato 45 centesimi al litro i consumi degli agricoltori, ma non su tutti i litri consumati, ma solo una quota parte di essi sino al raggiungimento della quota nazionale dei 121 milioni di litri. A questo si aggiunga, che il contributo può arrivare al massimo al 20% della spesa ammessa, ossia di quanto speso dalle aziende nel periodo di riferimento. Perché quel 20% arrivi a valere 45 centesimi, l’agricoltore in questione dovrebbe aver pagato il gasolio 2,25 euro al litro, ma in Italia, nonostante i rincari, gli agricoltori lo hanno pagato al massimo tra 1,50 e 1,70 euro al litro. Nel primo caso, il 20% corrisponde a 30 centesimi e non ai 45 massimi. Pertanto, il tetto massimo del 20% impedirà comunque di raggiungere i 45 centesimi, indipendentemente dai fondi totali. Se il contributo reale scende intorno ai 30 centesimi al litro a causa del tetto del 20%, su poche centinaia o migliaia di litri, il contributo fornito diventa praticamente irrilevante. Analoga insoddisfazione esprimiamo per il Decreto 15 settembre 2026 n. 471903 - Decreto ministeriale di attuazione dei sostegni finanziari per gli agricoltori colpiti da problemi specifici, derivanti dalla crisi in Medio Oriente, previsti dal regolamento di esecuzione (UE) 2026/1894 della Commissione, del 27 luglio 2026, che dà attuazione agli aiuti finanziari per gli agricoltori colpiti dall'aumento dei costi dei concimi (azoto, fosforo e potassio) a causa della crisi in Medio Oriente. Le risorse, rese disponibili ai sensi del regolamento di esecuzione (UE) 2026/1894 e del cofinanziamento nazionale, ammontano complessivamente ad euro 136.797.600, e come messo nero su bianco nello stesso Decreto ministeriale, “risultano insufficienti rispetto ai maggiori costi dei concimi di azoto, fosforo e potassio, stimati nel documento ISMEA in complessivi euro 396.673.574”.
Dalle analisi eseguite dall’Ufficio Tecnico della Cia Calabria, sulla base degli elenchi forniti da Agea, emerge che "circa il 70% delle imprese interessate dalla misura, riceveranno un pagamento a titolo di indennizzo per i maggiori costi inferiore a 50 euro; il 14% delle imprese riceveranno un pagamento tra 50 e 100 euro; l’8% delle imprese riceveranno un pagamento tra 100 e 200 euro; il 2,7% delle imprese riceveranno un pagamento tra 200 e 300 euro e solo lo 0,46% delle imprese riceveranno un pagamento superiore a 1.000 euro”.
“Numeri davvero impietosi che fotografano – sostengono infine - uno scollamento tre le reali esigenze delle imprese di fonte la crisi e la risoluzione politica delle questioni. Il Decreto, infatti, al pari del decreto carburanti, alimenta l’aspettativa di un indennizzo, che alla prova dei fatti è irrisorio. Concludendo, per la Cia Calabria, la politica degli indennizzi una tantum, al netto dei proclami mediatici, non intacca minimamente i reali problemi del comparto agricolo”. La Cia Calabria continua a ritenere urgente “la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Agricoltura, e l’istituzione di un tavolo di crisi al MASAF, per affrontare e sciogliere una volta per tutte la vera origine della crisi del comparto rappresentata dallo squilibrio a danno della produzione, tra prezzi sullo scaffale che penalizzano fortemente i consumatori e prezzi all’origine che uccidono l’agricoltura italiana”.
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