
Reggio Calabria - "Una realtà corrotta sarà certamente sempre più esposta agli attacchi della criminalità organizzata. Ma, come diceva Giovanni Falcone, la 'ndrangheta come tutte le cose umane ha un inizio, una vita di mezzo e una fine". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo a Reggio Calabria alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Nel Mezzogiorno e in Calabria - ha detto - arriveranno molto presto ingenti risorse che potranno positivamente incidere sulle vite dei cittadini e sul tessuto sociale. Noi dobbiamo impedire che queste risorse pubbliche finiscano per ingrassare i poteri corruttivi e criminali che concorrono a condizionare la vita democratica del nostro Paese. La partita sappiamo essere durissima. Di pari passo bisogna tenere costante l'aggressione ai centri di comando della 'ndrangheta affinché quelle risorse siano correttamente spese per il benessere della gente".
"La guerra contro la 'ndrangheta - ha aggiunto il ministro - la vinceremo se terremo sempre viva e aperta la speranza di una societa' migliore". Minniti, nato a Reggio Calabria, ha dedicato un passaggio del suo discorso alle sue radici: "Per me tornare a Reggio e' come tornare nel posto dove sono nato e vissuto, dove ho frequentato tanti di voi, dove con molti di voi eravamo compagni di scuola, chi l'avrebbe mai detto che sarebbe andata cosi'. Se quando frequentavo il liceo "Campanella" mi avessero detto che sarei tornato da ministro dell'Interno mi sarei messo a ridere. Doveroso da parte mia far di tutto perche' io possa dare una mano alla mia citta'. Su questo non cessero' nemmeno per un attimo di stare vicino ai nostri concittadini".
Minniti, quindi, ha ribadito come la 'ndrangheta rappresenti una "minaccia" per l'Italia: "E' una grande questione del Paese. Non e' un problema soltanto della Calabria, oggi e' la principale organizzazione criminale del nostro Paese". Il ministro dell'Interno ha affermato che occorre "ricreare il clima degli anni 90 che ha messo nell'angolo cosa nostra. Quel clima di solidarieta', di afflato nazionale per cui il magistrato che si alza a sostenere l'accusa o a giudicare sente che accanto a se' c'e' il Paese, che il Paese e' grato a quelli che vanno in udienza, a coloro che fanno le indagini in prima linea. Questo e' il senso della mia presenza qui". Minniti ha indicato i bersagli nella lotta alla 'ndrangheta: colpire i capitali e i centri di comando. Una lotta che non puo' essere tuttavia demandata solo alla magistratura e alle forze dell'ordine. Minniti quindi ha citato Giovanni Falcone: "Anche la 'ndrangheta finisce, finira'".
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