
Lamezia Terme – Sta creando fibrillazione e non poche preoccupazioni la paventata possibilità che alcuni nuclei rom possano essere trasferiti nei Comuni vicino Lamezia Terme per consentire lo sgombero del campo di Scordovillo.
Nel corso delle diverse cabine di regia che si sono svolte nelle scorse settimane, attesa la difficoltà di reperire alloggi sul territorio cittadini all’interno dei quali ospitare le famiglie che oggi si trovano nell’accampamento, è stata prospettata la soluzione di coinvolgere anche i Comuni vicini, senza però che queste amministrazioni siano state consultate o coinvolte nei processi decisionali. Ed è questo il dato dolente su cui oggi insistono i sindaci, a partire da Domenico Giampà, alla guida di San Pietro a Maida.
“Sento ancora insistentemente parlare dello sgombero del campo rom di Scordovillo utilizzando anche alloggi dei comuni del comprensorio Lametino – afferma Giampà - Mi preme precisare di non aver mai ricevuto nessuna forma di comunicazione formale e di non essere mai stato coinvolto dal punto di vista istituzionale né dall’Aterp né dalla Regione Calabria né dal Comune di Lamezia Terme (che sarebbe comune capofila dell’ambito socio assistenziale, tra l’altro). Ad oggi nel comune di San Pietro a Maida non ci sono alloggi ATERP disponibili poiché occupati o inagibili. Quindi, quando si parla genericamente di altri comuni coinvolti nel progetto, invito chi pronuncia questa frase a voler precisare quali sono questi comuni interessati, disponibili o eventualmente coinvolti. Esprimo ancora una volta il mio dissenso, che ratificherò in ogni altra sede. Non accetterò nessuna scelta calata dall’alto”.
Sullo stesso tono le dichiarazioni di Davide Esposito, sindaco di Platania: “Come sindaco di Platania – afferma - mi unisco all’appello fatto anche da altri colleghi, chiedendo con forza che venga immediatamente convocato un tavolo istituzionale con la partecipazione della Regione, di Aterp, del Comune di Lamezia Terme e di tutti i Sindaci interessati, affinché ogni decisione venga condivisa. Platania è sempre stata una comunità aperta all’accoglienza, ma ogni decisione e scelta, ripeto, deve essere condivisa. Le decisioni calate dall'alto non rappresentano il metodo corretto per affrontare questioni così complesse e sensibili. Continuerò a difendere il diritto della nostra comunità ad essere ascoltata e coinvolta nelle scelte che riguardano il suo futuro. Inoltre, ci tengo a ribadire che nessuna comunicazione formale è mai pervenuta presso l’ente da parte di Aterp, tant’ è che gli alloggi, che erano disponibili, erano stati già messi a bando pubblico nel 2023. Le procedure di assegnazione sono state completate e nonostante ciò, ancora l’Aterp non procede con la stipula dei contratti a quei cittadini che sono risultati assegnatari e che da anni aspettano di avere una casa. Ci tengo a ribadire che esprimerò il mio dissenso per questa scelta imposta dall’alto, in ogni sede, affinché siano rispettati gli interessi e diritti dei miei cittadini”.
Alle loro voci si aggiunge quella di Salvatore Paone, sindaco di Maida: “mi corre l’obbligo di specificare che anche la città di Maida, come tutti gli altri comuni del comprensorio – spiega -non è mai stata coinvolta nella scelta del progetto di sgombero del campo rom di Scordovillo. Per essere chiaro: nessuna comunicazione ufficiale, nessuna comunicazione o contatto informale, nessuna richiesta di alcun tipo. Parliamo di fatto di un progetto, condotto dall’Aterp (edilizia territoriale pubblica), dalla Regione Calabria, dal comune capofila dell'ambito sociale e da altri enti, che in varie interviste giornalistiche e proclami continuano a parlare dei comuni del comprensorio come di un territorio al servizio di una decisione già presa, come la soluzione per risolvere il problema. Rispetto a questo modo irrispettoso di condurre la vicenda si troverà la mia e credo di poter dire la massima contrarietà di tutti i colleghi sindaci interessati. A mio avviso si sta gestendo malissimo questa storia, proprio perché chi ha pensato di programmare senza prima sentire le esigenze e le problematiche territoriali, ha dimostrato finora carenza di sensibilità istituzionale e profonda mancanza di rispetto delle comunità che vivono nei comuni del comprensorio lametino, oltre a mancanza di rispetto delle stesse persone rom coinvolte. Peccato. Un errore di una gravità enorme dal punto di vista politico, amministrativo e sociale e che a questo punto non mancheremo di sottolineare e contrastare ad ogni livello. Non si possono considerare i sindaci a giochi fatti. Proprio i sindaci che in ogni singola loro azione, ogni giorno e in qualsiasi situazione fanno del rispetto istituzionale e del confronto con gli altri enti la loro ragione principale di azione”.
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