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Catanzaro -  "Non so per quanto ancora andremo in edicola. Da domani potrebbe essere l'ultimo giorno, non abbiamo certezza alcunchè". E' quanto scrive il direttore dell'Ora della Calabria, Luciano Regolo, in un editoriale pubblicato sul giornale. Nelle settimane scorse L'Ora della Calabria è stato al centro della vicenda della mancata uscita del giornale che riportava la notizia dell'indagine nei confronti di Andrea Gentile, il figlio del senatore del Nuovo Centrodestra Antonio Gentile che si è dimesso dalla carica di sottosegretario. Nella vicenda è coinvolto anche lo stampatore del giornale, Umberto De Rose, che avrebbe fatto pressioni per non far pubblicare la notizia. "Come vi avevo già rivelato - aggiunge Regolo - il nostro giornale ha accumulato nell'esercizio precedente un forte passivo. L'editore non è più in condizione di ricapitalizzare e quindi domani verrà nominato un liquidatore. De Rose, il nostro stampatore, che minacciò Alfredo Citrigno usando le vicende giudiziarie che riguardano la sua famiglia e il presunto potere che avrebbe potuto esercitare su di esse il senatore Gentile, per convincermi a 'cacciare la notizia' sul figlio di Tonino, avrebbe fatto sapere che acquisirà, come principale creditore, questa testata che in questo periodo sta registrando ottimi risultati, in termine di vendite e di introiti pubblicitari. Io spero per la Calabria intera, per i valori in cui non smetterò mai di credere, che ciò non accada". "Noi crediamo - prosegue - nei calabresi, numerosi, che ci stanno sostenendo, e che di certo non assisteranno passivi a ciò che si sta consumando, e riconosceranno un'eventuale Ora della Calabria 'imbavagliata'. Se questa dovesse essere la nostra ultima uscita, permettetemi di dire grazie innanzitutto a voi lettori”.

REAZIONI


Sindaco Cosenza: “Imprenditori aiutino 'Ora Calabria’"

''Un giornale che chiude è un megafono in meno che racconta ciò che accade attorno alla gente, un respiro di vivacità intellettuale che, a prescindere dalle linee editoriali scelte, pone sempre un freno a quel pensiero unico che non garantisce la crescita di un territorio. Faccio mio l'appello pubblicato oggi in prima pagina e firmato dal Comitato di redazione sperando che dal mondo dell'imprenditoria qualcuno lo raccolga e intervenga a rilanciare la testata. Significherebbe investire in risorse umane che, con le 'penne' più note, i redattori, i corrispondenti, i poligrafici e il personale amministrativo, rappresentano un patrimonio di competenze che, alla luce dell'attuale stato di crisi, sarebbe un peccato disperdere. E, soprattutto, significherebbe investire nella sacrosanta pluralità d'informazione che la nostra regione non può permettersi di far venire meno’'.

Corbelli: “L’Ora della Calabria non deve chiudere”

"Solidarietà e vicinanza al direttore, ai giornalisti e all'editore de L'Ora della Calabria. Quanti hanno a cuore la libertà di stampa e sognano una Calabria diversa a schierarsi a difesa di questo quotidiano calabrese e a non lasciare cadere nel vuoto l'appello del Comitato di redazione. Sconcertato e preoccupato per il rischio chiusura di questo quotidiano. Dopo quanto è successo, dopo la coraggiosa battaglia del direttore Regolo e del suo giornale contro i bavagli e i tentativi di censura. L'Ora della Calabria non può e non deve assolutamente chiudere. Quale messaggio sarebbe per i calabresi, per i giovani soprattutto, e per l'intero Paese se chi ha lottato per difendere la libertà di stampa fosse costretto a pagare il prezzo di vedere chiudere il proprio giornale? Sarebbe per la Calabria la fine di ogni speranza, di cambiamento e di rinnovamento. Rivolgo di nuovo in questa occasione un appello a Umberto De Rose affinché continui a garantire la stampa de L'Ora della Calabria e poi, con rispetto, chiedo alla Dia di Catanzaro e al Tribunale di Cosenza di dissequestrare le quote della famiglia Citrigno, per consentire il salvataggio di una azienda costruita con grandi sacrifici".

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