
Catanzaro - Si è svolta questa mattina la manifestazione indetta dalla Coldiretti regionale sui problemi del comparto agricolo. Almeno quattromila persone, secondo una stima degli organizzatori, hanno partecipato alla mobilitazione a sostegno delle proposte per il rilancio dell'agricoltura nella regione. Settanta pullman provenienti da tutta la regione, 114 sindaci con gonfaloni e una sfilata di 70 trattori hanno pacificamente invaso la città. Con l'iniziativa di oggi l'associazione agricola chiede più attenzione per il "dramma economico e sociale della Piana di Rosarno", sensibilità per il territorio e la conservazione dell'acqua, la restituzione al settore delle risorse "Feoga-Sfop", l'approvazione delle norme ordinamentali per l'ammodernamento dell'agricoltura e dell'agroalimentare e interventi per il rischio della sanità animale e per evitare la scomparsa dei servizi essenziali agli allevatori. Con la mobilitazione di oggi, gli agricoltori, inoltre, sollecitano maggiore attenzione da parte della Regione con particolare riferimento al rilancio degli enti strumentali. "Qui - ha detto il leader Coldiretti, Pietro Molinaro - c'è buona parte della Calabria che crede nelle proprie possibilità. Agricoltura e agroalimentare sono nella traiettoria del futuro della regione”.
"Attendiamo tre segnali forti in queste ore - ha poi aggiunto - dalla Regione, se il Consiglio e la Giunta saranno agibili: e cioè l'assestamento di bilancio, che faccia chiarezza sul valore dell'agricoltura, il collegato agricolo e le norme che mancano da quattro anni e un utilizzo dei fondi comunitari non per settore o come trampolino di lancio per le campagne elettorali ma come elemento di uno sviluppo possibile”. "Ci aspettiamo - ha continuato Molinaro - più attenzione dalla giunta regionale che c'è e da quella che verrà. L'agricoltura ha progetti seri e il governo regionale deve dialogare con noi e confrontarsi. Noi - ha detto ancora - non stiamo chiedendo l'elemosina e non vogliamo ottenere a discapito di altri. Vogliamo che le risorse si spendano e che vadano nella direzione certa e giusta. Vogliamo, insomma, che la Calabria vinca. Sui temi dell'occupazione chiediamo attenzione e coraggio da parte dei sindaci nella programmazione sul territorio per dare giusti messaggi ai cittadini e per trovare lavoro dove c'è, in agricoltura e nell'agroalimentare. La Calabria è una regione che ha un 35-40% di autoapprovvigionamento, ciò vuol dire che manca cibo autoprodotto. Il lavoro dunque c'è".
Davanti alla piazza punteggiata da bandiere e cappellini gialli e verdi della confederazione, Molinaro ha evidenziato gli altri punti della proposta di Coldiretti in materia di accoglienza ai lavoratori immigrati extracomunitari, di mancanza di politiche per il credito, di eccesso di burocrazia e di soluzione delle problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti. "Noi - ha sostenuto - non andiamo in piazza per demolire, se lo facciamo è per portare avanti le nostre proposte in modo costruttivo e collaborativo". Molte le presenze di amministratori e politici. Prima di Molinaro sul palco della manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, la commissaria della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro e il presidente dell'Anci regionale Peppino Vallone.
E durante la mobilitazione sono state spremute e distribuite a Catanzaro oltre trecento quintali di arance di Rosarno. In piazza il gazebo dell'organizzazione agricola è stato preso d'assalto dai partecipanti e dai tanti cittadini che hanno avuto la possibilità di gustare il succo d'arancia prodotto al momento. La "vertenza" Rosarno è da tempo al centro dell'agenda di Coldiretti che ha più volte chiamato a raccolta i parlamentari e tutti i rappresentanti istituzionali per chiedere che si innalzi la percentuale di succo d'arancia nella produzione delle bibite. "Ci aspettiamo ancora dal Parlamento nazionale - ha sostenuto il leader della Coldiretti calabrese, Pietro Molinaro - l'approvazione immediata dell'innalzamento da 12 al 20% del succo di arancia nelle aranciate. E' una battaglia che parte da Rosarno. Non lasciamo sola Rosarno perché riteniamo che sia un aiuto all'agricoltura, ma soprattutto un apporto alla sicurezza alimentare per i cittadini in una traiettoria di sviluppo per la regione".

REAZIONI
Molinaro (presidente Coldiretti): "In piazza Calabria che crede in futuro"
"Qui insieme a noi c'è buona parte della Calabria che crede nelle proprie possibilità. E in questo senso l'agricoltura e l'agroalimentare si pongono certamente nella traiettoria del futuro della regione. Come calabresi abbiamo vitale necessità di credere nelle nostre potenzialità per creare occupazione vera e concreto sviluppo. Coldiretti vuole mettere a disposizione di tutti i calabresi la tradizione, l'esperienza, il lavoro quotidiano e le tante eccellenze che possono creare e consolidare questo sviluppo. Il 50% di disoccupazione non ce lo possiamo permettere. L'appello nostro è di credere in questa Calabria bella positiva e che vince. Un appello che è stato raccolto da questa piazza, che dà forza a noi della Coldiretti ma anche a tutti e ci consente di scommettere sul futuro".
Trematerra (assessore): "Sdegnato per attacco demagogico Cgil"
"Che la Cgil abbia deciso di scendere in campo a fianco della Coldiretti nella mobilitazione di oggi ci sta perfettamente. Ribadisco infatti che condivido pienamente le motivazioni della manifestazione, a patto che lo scopo della stessa sia costruttivo. Siamo fortemente sdegnati e non intendiamo incassare l'attacco fuorviante e fortemente demagogico della Cgil, che invece sembra voler approfittare dell'occasione per fare speculazioni gratuite. Il dipartimento che guido, sin dal momento del mio insediamento, quattro anni addietro, non ha mai perseguito logiche partitiche e di clientelismo. Affermazioni gravissime ed infondate che la Cgil avrebbe dovuto motivare. E sempre, e lo sottolineo, ha tenuto in grande considerazione le istanze del mondo partenariale, chiamato a confronto sulle varie problematiche e a discutere di idee e proposte, non solo nei tavoli istituzionali, ma anche in numerosi incontri informali. Nella programmazione 2007/2013, pur raccogliendo una pesante eredità abbiamo lavorato duramente, ripristinando con nuove leggi e interventi in tanti settori, l'ordine amministrativo e tecnico e gestendo le risorse comunitarie con oculatezza e riuscendo ad impegnarle nella loro totalità e, allo stesso tempo, tenendo ben presente la regola fondamentale della qualificazione della spesa. Ben consapevoli della grande responsabilità che abbiamo sulle spalle per quanto riguarda la nuova programmazione, abbiamo iniziato a lavorarvi con largo anticipo. Con l'umiltà di chi sa riconoscere gli errori del passato e quindi l'intenzione di intervenire sulle criticità riscontrare, e con la determinazione di continuare sulla via intrapresa, che già ci ha permesso di raccogliere molti frutti. Frutti che, e non ci sarebbe bisogno di dirlo, sono sotto gli occhi di tutti, essendo il comparto dell'agro-alimentare, e non lo dico io, bensì i dati, uno dei pochissimi ad aver compiuto passi in avanti nonostante la forte crisi generale. In questa delicata fase di passaggio tra la vecchia e la nuova programmazione dei fondi comunitari per 'Difendere e valorizzare la Calabria bella e vera, che piace e vince', non c'è tempo per la propaganda e gli sterili slogan populistici. Un'organizzazione sindacale come la Cgil, invece di lanciare accuse approssimate che fanno solo 'scena', attraverso una forma di protesta che sa più di pretesto, dovrebbe prestare più attenzione ai propri reali compiti, in primis la tutela dei diritti dei lavoratori, ma dei lavoratori tutti. E con questo voglio dire che la Cgil dovrebbe darsi da fare per svuotare una volta per tutte le sacche improduttive dei comparti lavorativi, che rappresentano una pesante palla al piede per il decollo economico della nostra regione e dell'intero Paese. Solo perseguendo questa strada, e non dedicandosi alla propaganda fine a se stessa, il sindacato potrà esercitare realmente la funzione di promotore di progresso sociale, economico e culturale. Per il resto ribadisco che per operare realmente per il rilancio e la valorizzazione di un settore, quello dell'agro-alimentare, che può rappresentare il vero traino dell'intera economia regionale, ognuno di noi deve fare la sua parte e dimostrare di avere la maturità e la serietà di lavorare in sinergia, e non l'uno contro l'altro, alla semplice ricerca di palcoscenici".
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