
Catanzaro - Il forte caldo che sta interessando la Calabria in questi giorni sta alimentando il dibattito sull’avvio del nuovo anno scolastico e, in particolare, le richieste di valutare un eventuale posticipo dell’inizio delle lezioni rispetto alla data fissata per il 15 settembre.
“Comprendiamo pienamente le preoccupazioni manifestate dal sindacato – dichiara l’assessore regionale all’Istruzione, Sport e Politiche per i giovani, Eulalia Micheli – soprattutto in presenza di condizioni climatiche eccezionali che possono incidere concretamente sul benessere degli studenti e sulla regolare organizzazione delle attività didattiche”.
Il calendario scolastico regionale per l’anno 2026/2027 è stato approvato con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 32 del 27 aprile 2026, adottato dal presidente Roberto Occhiuto, nell’esercizio della competenza attribuita alle Regioni dall’articolo 138, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 dicembre 1998, n. 112. Il provvedimento stabilisce l’inizio delle lezioni per martedì 15 settembre 2026 e il termine per martedì 8 giugno 2027, con conclusione il 30 giugno 2027 per le scuole dell’infanzia, per un totale di 206 giornate obbligatorie di lezione.
La definizione del calendario non è stata, tuttavia, una scelta unilaterale della Regione. Le date proposte dall’assessorato sono state sottoposte alla condivisione del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, del presidente di Unioncamere Calabria, del presidente regionale di Confesercenti, del presidente di UPI Calabria, del presidente di ANCI Calabria e delle organizzazioni sindacali della scuola CISL, CGIL, UIL, SNALS, GILDA-Unams e ANP. In risposta alla consultazione non è pervenuto alcun contrario avviso.
“Abbiamo costruito il calendario attraverso un confronto ampio – sottolinea Micheli – perché la data di avvio delle lezioni non riguarda soltanto la scuola, ma l’intero sistema territoriale: famiglie, Comuni, trasporto scolastico, servizi di refezione, organizzazione del lavoro e attività produttive. Per questo era necessario assicurare una programmazione omogenea e consentire a tutti gli attori coinvolti di organizzarsi per tempo”.
L’autonomia delle scuole può consentire adattamenti
Il punto centrale, però, è che la data regionale di inizio delle lezioni non elimina l’autonomia organizzativa delle singole istituzioni scolastiche. Lo stesso Dpgr n. 32/2026, richiamando il Dpr n. 275/1999, riconosce alle istituzioni scolastiche la possibilità di procedere ad opportuni adattamenti del calendario scolastico d’istituto, attraverso una deliberazione motivata degli organi collegiali, nel rispetto del monte ore annuale e con la necessaria comunicazione alle famiglie, agli enti locali e all’Ufficio scolastico regionale – Ambito territoriale provinciale competente.
È importante sottolineare, inoltre, che le richieste provenienti dalle istituzioni scolastiche non sono tutte nella stessa direzione. Accanto alle richieste di posticipare l’avvio delle lezioni a causa delle eccezionali temperature di questi giorni, alcune scuole stanno infatti valutando l’ipotesi di un anticipo dell’inizio delle attività didattiche, anche per meglio raccordare il calendario scolastico con le successive scadenze previste per gli esami conclusivi.
“Questo aspetto è particolarmente importante – evidenzia inoltre l’assessore all’Istruzione – perché l’autonomia scolastica permette alle istituzioni di tenere conto delle specificità del proprio territorio e di affrontare situazioni che non possono essere sempre previste mesi prima, quando viene approvato il calendario regionale. È quindi necessario distinguere – precisa Micheli – tra una modifica generalizzata del calendario regionale, che richiederebbe un nuovo intervento dell’amministrazione regionale, e gli adattamenti che possono essere valutati dalle singole istituzioni scolastiche nell’ambito della propria autonomia, oppure gli interventi che possono rendersi necessari davanti a condizioni eccezionali e imprevedibili”.
Una valutazione legata alle condizioni concrete
Il tema del caldo, dunque, non può essere affrontato soltanto in termini di una semplice richiesta di anticipare o posticipare una data. Occorre valutare le condizioni effettive degli edifici scolastici, la presenza o meno di sistemi di climatizzazione, le caratteristiche delle aule e le eventuali indicazioni delle autorità competenti.
“È importante, inoltre – aggiunge Micheli – che il tema del caldo nelle scuole venga affrontato anche attraverso interventi strutturali. In questa direzione va considerato positivamente lo stanziamento di 20 milioni di euro annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per contribuire alle spese degli enti locali destinate alla dotazione degli edifici scolastici di impianti per il condizionamento dell’aria. “Sono risorse che possono rappresentare un primo intervento concreto – specifica – perché il problema non può essere affrontato soltanto attraverso eventuali modifiche delle date di inizio delle lezioni. Occorre lavorare anche sull’adeguamento degli edifici e degli ambienti di apprendimento, affinché le nostre scuole siano in grado di garantire condizioni adeguate agli studenti e al personale anche in presenza di temperature particolarmente elevate”.
“La nostra posizione – conclude l’assessore Micheli – è quella di affrontare la questione con equilibrio e senso di responsabilità. Il diritto degli studenti a svolgere le attività didattiche in condizioni adeguate deve essere conciliato con la necessità di garantire continuità, programmazione e certezza alle famiglie e agli enti locali”. La Regione, pertanto, continuerà a monitorare la situazione, mantenendo il confronto con il sistema scolastico e con gli enti territoriali, nella consapevolezza che eventuali decisioni dovranno essere assunte sulla base delle condizioni concrete e nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali.
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