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Soveria Mannelli – Arriva dal Comitato Pro Ospedale Reventino la denuncia sulla chiusura del reparto di oncologia all’ospedale di Soveria Mannelli e sul non funzionamento del servizio di day surgery. “Era febbraio del 2016 – scrive il presidente Antonio Maida - quasi un anno fa quando tutte le autorità istituzionali non solo locali ma anche di comuni vicini, religiose, militari e sanitarie si apprestavano veder tagliare il nastro del reparto di oncologia presso l’ospedale cittadino che per l’occasione si predispose una giornata da evento da passare alla storia. C’eravamo anche noi del comitato all’appuntamento, tra l’altro quel reparto per certi versi inaspettato era un di più che il decreto n. 9 del commissario ad acta, poi ratificato nel 30 e nel 64, poneva come imprescindibile – continua - per gli ospedali montani della regione che ridisegnandone le funzioni tra le altre cose vedeva in questo servizio nuove dinamiche sanitarie per i malati oncologici spesso costretti a trasmigrare non solo nella nostra terra ma soprattutto fuori regione per vedersi risolvere i loro problemi. Allora la nostra soddisfazione era tutta da leggere nelle nostre dichiarazioni, tanto che il Presidente del Comitato disse: “il nuovo ambulatorio di oncologia istituito presso la struttura montana, più che un ambulatorio ha tutta l’aria di essere un reparto con posti letto veri e propri essendo stato istituito nella rifatta ala sud del secondo piano, oggi se il provvedimento è una prerogativa del decreto commissariale che ne vuole analoga istituzione negli altri ospedali montani, quello dell’ASP di Catanzaro nella tempistica ha bruciato tutti”.

“Pure l’incaricato – continua - responsabile del reparto dott. Greco si spese con parole da encomio: “Oggi questo comprensorio che ha le caratteristiche per poter dare l’avvio a un reparto del genere, avrà la possibilità di curare i propri ammalati in loco evitando inutili e costose trasmigrazioni per le famiglie non solo fuori regione ma anche all’interno della stessa, poiché di questi tempi questo tipo di cura ha costi di una certa rilevanza, senza tralasciare il fatto che la struttura ospedaliera si presenta bene per accogliere questa e altre iniziative”.

“Anche il sindaco Pascuzzi – prosegue -  espresse un lusinghiero pensiero convinto che: “l’oncologia legittimerà ancora di più la presenza nella struttura del laboratorio analisi e della radiologia oltre che della struttura nel suo complesso; - aggiungendo - è in itinere la presenza stabile in ospedale di un ortopedico e di un gastroenterologo, oltre che la prossima apertura di un pronto soccorso che per concezione sarà uno dei migliori della regione. Poi la sequela di dichiarazioni delle istituzioni sanitarie, nessuna esclusa, che sigillavano l’importanza della cosa”.

“Antonio Maida chiudendo il concetto – continua - fece intendere che il comitato avrebbe vigilato affinché agli impegni seguissero i fatti. Oggi dobbiamo registrare che quasi dopo un anno dall’istituzione il reparto ha aperto si e non per due o tre mesi e mai con cadenze rispettate, tanto che allo stato il reparto e la porta sono chiusi, potendo concludere che il servizio non ha mai funzionato per come nelle previsioni e di fatto. Dove siano le responsabilità è arduo dirlo poiché qualora ipotizzate nella mancanza di personale o altro, non sortirebbero che inutili giustificazioni”.

“Certo è, che l’iniziativa si è sgonfiata come spesso è accaduto per altre cose. – prosegue - A queste altre cose si dovrebbe aggiungere anche il Day Surgery ovvero la chirurgia di giorno, che sebbene ipotizzata nei decreti commissariali come asse portante delle strutture montane in più discipline, di fatto pur avendo nell’ospedale sale operatorie ultra moderne non ha assunto i connotati per cui è stata prevista. La sola chirurgia Generale e Plastica, le uniche che hanno avviato la loro prestazione si vedono a macchia di leopardo, la prima con cadenza settimanale, ma che nella realtà non rispetta le date e stenta a farsi percepire come una cosa consueta”.

“Ieri la seduta è saltata – conclude - e stando a quanto sommessamente si viene a conoscenza la prossima seduta sarebbe slittata al 10 febbraio; la seconda cadenzata una volta al mese nei fatti non si coniuga con questo imperativo. Da qui la nostra solita preghiera ai vertici sanitari e istituzionali locali affinché come loro abitudine si prodighino a voler risolvere quanto fin qui detto”.

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