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Gizzeria - Hanno raccolto l’appello di un gruppo di associazioni i relatori del convegno “La sicurezza del territorio come presupposto fondamentale per lo sviluppo e la crescita delle comunità locali” svoltosi presso l’Istituto Tecnico Agrario di Gizzeria. A promuoverlo sono state realtà associative profondamente radicate nel territorio, ovvero l’Associazione Omnibus Gizzeria, Fare per Gizzeria, CittadinanzAttiva, e l’Associazione Caduceo, rappresentata dalla presidente Anna Mancini che ha introdotto l’incontro, moderato da Rosella Cerra. 

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“Negli ultimi 60 anni il fenomeno erosivo sulla costa Tirrenica calabrese ha portato via circa 120 metri di spiagge, la lunghezza di un campo da calcio”, dice il responsabile della Protezione civile Carlo Tansi, che spiega come il restringimento artificiale degli alvei dei fiumi dovuto all’azione antropica, con la costruzione di viadotti impermeabilizzati e di abitazioni localizzate in prossimità, rappresenti la causa principale del mancato depositarsi dei detriti alla foce. 

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“I detriti infatti, con il moto ondoso, vanno a depositarsi lungo la costa, nutrendo naturalmente le spiagge: ce la prendiamo con la natura ma la colpa è solo dell’uomo”. Tansi, che ha monitorato il fenomeno dagli anni ’50 al 2012, attraverso un apposito studio scientifico, parla poi diffusamente del cosiddetto Masterplan, una nuova modalità di intervento organico, che abbraccia e comprende più comuni, con la costruzione di “pennelli” adeguatamente dislocati lungo la costa a favorire il riformarsi omogeneo delle spiagge, evitando parcellizzazioni inutili che renderebbero vani gli sforzi, come è stato fino ad oggi.  

Ma per vedere risultati tangibili sarà comunque necessario aspettare. Nel frattempo, occorre evitare gli abusi edilizi, e naturalmente arginare le ingerenze della criminalità organizzata, come sottolineato dall’onorevole Arturo Bova che cita il rapporto annuale sulle Ecomafie. 

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“La mafia estrae abusivamente materiale da cave non autorizzate, attua speculazioni edilizie su vaste aree, e come tutti sappiamo questo nostro mare nasconde misteri”, dice riferendosi alle navi dei veleni. 

“E’ un circuito che si interseca e occorre un cambio di mentalità: bisogna far emergere il fenomeno, ed eventi come questo sono d’aiuto.” Insieme a Tansi e Bova è ampio il parterre di presenze, dal mondo della politica, delle istituzioni e non solo: a intervenire il dirigente regionale Domenico Pallaria, il docente Unical Raffaele Zinno, l’esperto di erosione costiera ingegner Francesco Baldini, il presidente della Federturismo di Cosenza Demetrio Metallo, Giuseppe Soriero del Comitato di Presidenza Svimez e il rappresentante della Prociv Falerna Napoleone Stella. 

Giulia De Sensi

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