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Lamezia Terme - Un viaggio dalla mitologia greca alla Calabria, dalla poesia alla memoria, dall’ironia alla riflessione sull’uomo e sul valore delle proprie radici. È quello che si è svolto ieri sera, 13 agosto, presso il Lido del Finanziere della Marinella, in occasione della presentazione del libro “Poesie e fantasie, tra verità e bugie” di Salvatore De Biase. L’iniziativa, promossa dal Leo Club Lamezia – Valle del Savuto, ha rappresentato un momento di incontro tra cultura, associazionismo e istituzioni, con la partecipazione del Lions Club Lamezia – Valle del Savuto, rappresentato dal presidente avv. Amedeo Colacino, e di numerose autorità del territorio. Presenti Emanuele Ionà, Consigliere regionale, il Sindaco di Lamezia Terme Mario Murone, l’Assessore alla Cultura Annalisa Spinelli, la Presidente del Consiglio comunale Maria Grandinetti e altri componenti del Consiglio comunale.

Un sentito ringraziamento va inoltre al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, per aver concesso al Lions Club Lamezia – Valle del Savuto il patrocinio a sostegno dell’iniziativa, riconoscendo il valore culturale e sociale dell’evento. A moderare il dialogo con l’autore è stata Mariateresa Giuliano, vicepresidente del Leo Club Lamezia – Valle del Savuto, che ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi temi dell’opera, dalla cultura classica alla dimensione più intima della poesia, fino al rapporto con la propria terra e con le tradizioni. Al suo fianco, Rossana Cristaudo ha contribuito alla conduzione della serata attraverso le letture di alcune delle poesie del volume, dando voce ai diversi registri dell’opera e accompagnando i momenti di dialogo con l’autore. Ad aprire il dialogo, il saluto del presidente del Leo Club Lamezia – Valle del Savuto, Antonio Conte, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa e l’impegno dell’associazione nella promozione di occasioni di incontro e cultura.

Un viaggio dal mito alla contemporaneità

"Il cuore della serata - raccontano in una nota - è stato il confronto con Salvatore De Biase, autore di una raccolta che attraversa mondi apparentemente lontani ma legati da un unico filo: la capacità della poesia di raccontare l’uomo e la sua realtà. Le poesie dedicate alla mitologia greca, con protagonisti come Apollo, Afrodite, Pandora e Polifemo e con riferimenti alla storia di Troia, hanno rappresentato il punto di partenza del dialogo. Attraverso l’ironia e una rilettura originale, De Biase porta figure appartenenti alla cultura classica dentro una dimensione contemporanea, trasformando il mito in uno strumento per parlare anche di sentimenti e dinamiche ancora attuali. Tra i momenti più significativi, la lettura di “Apollo, il dio dell’amore senza amore”, dalla quale è nata una riflessione sul tema dell’accettazione e sul rapporto tra bellezza, amore e bisogno di essere riconosciuti dagli altri. Un passaggio che ha permesso di mettere in relazione una poesia ispirata al mito con una questione estremamente attuale, soprattutto in una società nella quale l’immagine e il giudizio altrui assumono un peso sempre maggiore".

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Dalla cultura classica alle radici calabresi

Il viaggio proposto dal libro, prosegue la nota: "non si è però fermato al mondo classico. Uno degli elementi più forti emersi durante la serata è stato infatti il rapporto dell’autore con la propria terra, la tradizione e la cultura calabrese. In questo contesto ha assunto un significato particolare il momento in cui lo stesso Salvatore De Biase ha letto una poesia in dialetto dal titolo:

“Iguai da pignata
u sa sulu
a cucchiara ca ci rota…”


La lettura ha rappresentato uno dei momenti più sentiti della serata, riportando al centro il valore del dialetto come espressione di appartenenza, memoria e identità. Al termine della lettura, l’autore ha voluto inoltre donare la poesia al sindaco Mario Murone, in un gesto simbolico di condivisione e valorizzazione della cultura e della tradizione locale. Il tema del dialetto ha permesso di approfondire anche il percorso personale di De Biase, che nel corso della sua attività poetica ha scritto sia in italiano sia nella propria lingua dialettale. Una riflessione, dunque, non soltanto linguistica, ma legata al significato più profondo delle parole: scegliere una lingua significa anche scegliere il modo attraverso cui raccontare la propria storia, le proprie emozioni e le proprie radici".

La dimensione più intima della poesia

Accanto alla cultura e all’identità territoriale, il dialogo ha esplorato anche la dimensione più personale dell’autore. Le letture di “Vado al mare solo… per pensare” e “Sto andando via” hanno aperto una parentesi dedicata alla solitudine, alla stanchezza, ai cambiamenti della vita e alla necessità di trovare, anche nei momenti più difficili, una possibilità di rinascita. Poesie nelle quali il linguaggio diventa più intimo e autobiografico e nelle quali il mare, il silenzio, il viaggio e la luce diventano immagini attraverso cui raccontare stati d’animo profondamente umani. La raccolta si è così rivelata capace di muoversi dal sorriso alla malinconia, dal mito alla quotidianità, dalla dimensione collettiva a quella personale.

Il contributo del professor Francesco Polopoli

A completare il percorso di riflessione era previsto il contributo del professor Francesco Polopoli, docente di Lingua e Letteratura Latina e Greca. Impossibilitato a partecipare fisicamente per motivi di salute, il professore è intervenuto in collegamento, offrendo comunque il proprio contributo al confronto sul significato della cultura, sul rapporto tra passato e presente e sul valore della conoscenza della tradizione classica. La sua partecipazione ha arricchito ulteriormente il dialogo, creando un ponte tra la cultura greca evocata nelle poesie di De Biase e la necessità, oggi, di continuare a custodire e trasmettere il patrimonio culturale.

Una serata dedicata alla cultura e alla comunità

L’iniziativa ha confermato il ruolo del Leo Club Lamezia – Valle del Savuto e del Lions Club Lamezia – Valle del Savuto "nella promozione di occasioni di confronto e partecipazione attraverso la cultura. Una serata che ha messo insieme istituzioni, associazionismo, poesia e territorio, offrendo al pubblico un percorso capace di attraversare epoche e linguaggi differenti. Dagli dèi dell’antica Grecia alla Calabria contemporanea, dall’italiano al dialetto, dall’ironia alla malinconia, le poesie di Salvatore De Biase hanno restituito un’immagine della cultura intesa non come qualcosa di distante, ma come un patrimonio vivo, fatto di memoria, identità, parole e appartenenza. Un viaggio che è partito dal mito e che, attraverso la poesia, è arrivato fino alle radici di una terra: la Calabria".

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