
Lamezia Terme - La pediatria e la neonatologia sono oggi chiamate ad affrontare nuove sfide: malattie croniche complesse, innovazioni terapeutiche, nuove tecnologie, percorsi assistenziali integrati e una crescente attenzione alla qualità della vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Per questo è nato "Update in Neonatologia e Pediatria": un appuntamento scientifico che riunisce - ormai da tre edizioni - specialisti di rilievo nazionale, medici, pediatri, neonatologi e farmacisti per due giornate dedicate all'aggiornamento, al confronto e alla condivisione. Quest’anno si è svolto 11 e 12 luglio presso il T Hotel di Lamezia. L’evento è promosso con la responsabilità scientifica della dott.ssa Mimma Caloiero, direttore del dipartimento Materno Infantile dell'Asp di Catanzaro.

Nella giornata conclusiva, momento particolarmente sentito, è stato quello del caso clinico che riguarda un ragazzo di 14 anni, nato in Nigeria e che oggi vive a Conflenti. Presente, al convegno, con la sua testimonianza, lo stesso ragazzo accompagnato dalla famiglia e da chi in questo percorso medico ma anche umano e di integrazione, lo sta sostenendo. A presentare il caso, nell’ambito del convegno, il dottor Andrzej Krzysztofiak (pediatra infettivologo dell’Uoc pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma). L’incontro ha avuto focus, pertanto, sul tema “Osteomieliti in età evolutiva: un caso complesso condiviso tra uno spoke calabrese e un centro di eccellenza”.

La storia clinica di Cris
“La sua storia clinica inizia nel 2024 - illustra lo specialista del Bambino Gesù - in seguito a una caduta accidentale avvenuta a scuola. Dopo il trauma compare dolore articolare con difficoltà alla deambulazione. Circa un mese più tardi si manifestano alcune lesioni cutanee a livello dell'arto inferiore, del braccio e del polso. Queste vengono trattate più volte senza ottenere alcun beneficio significativo. Da settembre 2024 a giugno 2025, quindi per circa dieci mesi, il paziente viene ricoverato numerose volte presso un ospedale in Nigeria per la persistenza delle lesioni cutanee e della difficoltà a camminare, senza che si arrivi a una risoluzione del quadro clinico. Durante questo periodo sviluppa anche una polmonite”. Il ragazzo, in un percorso di ricongiungimento familiare è arrivato nella piccola comunità di Conflenti. Qui, accortisi che qualcosa non andava, il ragazzo è stato portato all'ospedale di Lamezia Terme sotto le cure della dott.ssa Caloiero che ha subito capito la complessità del caso.
Il suo percorso diagnostico e terapeutico da quel momento si è svolto in sinergia tra Lamezia e Roma. Il giovane paziente - racconta il dottor Krzysztofiak - è stato ricoverato a Lamezia nell'agosto 2025, dove è stato sottoposto a numerosi accertamenti. Questo era il quadro clinico iniziale: “presentava lesioni cutanee croniche non guarite, alcune delle quali purulente, associate a dolore persistente, scarsamente responsivo agli analgesici. Alla fine di febbraio il paziente non era ancora in grado di alzarsi dal letto, non camminava e non riusciva a svolgere le normali attività quotidiane. Tra Lamezia e Roma sono stati eseguiti numerosi esami diagnostici. È stato effettuato anche un tampone cutaneo, risultato positivo per Staphylococcus aureus. Una forma molto invasiva di streptococco che aveva richiesto già numerosi ricoveri in Nigeria. Sono così stati eseguiti numerosi altri esami, la maggior parte dei quali è risultata negativa”.
Un quadro clinico estremamente complesso
Tra esami, radiografie e risonanza magnetica, è emerso un quadro clinico estremamente complesso, si trattava di osteomielite cronica. A questo punto si poneva il problema della terapia. Il paziente, precisa il medico “ha seguito una terapia antibiotica per quattro settimane durante il ricovero, mostrando un progressivo miglioramento sia del quadro clinico sia delle lesioni cutanee e ossee. Al termine del ricovero venne dimesso in buone condizioni generali e trasferito nuovamente presso l'ospedale di Lamezia per completare il ciclo terapeutico in regime ambulatoriale”. Cure che hanno consentito al ragazzino di proseguire il trattamento direttamente a domicilio, evitando una prolungata ospedalizzazione e migliorando sensibilmente la qualità della vita. Parallelamente, precisa lo specialista, “è stato programmato anche il trattamento chirurgico, che rappresentava l'altro pilastro fondamentale della gestione dell'osteomielite cronica”. Dopo il completamento della terapia antibiotica, prosegue “il paziente è tornato presso il nostro centro per il follow-up ed è stato nuovamente valutato dall'équipe ortopedica. La risonanza magnetica mostrava un quadro sostanzialmente stabile, con iniziali segni di riparazione ossea e una parziale ossificazione delle lesioni. Alla luce di questi risultati, il paziente è stato sottoposto a due interventi chirurgici”. Poi, “i controlli radiologici successivi hanno documentato un progressivo miglioramento”.

Verso un miglioramento clinico
Attualmente il ragazzo presenta un netto miglioramento clinico. Cris, è tornato a camminare e, a settembre potrà così tornare a scuola e giocare e imparare insieme ai suoi compagni. Questo, grazie alle cure in sinergia tra Lamezia e Roma e un percorso di fisioterapia con la dottoressa Sonia Brigante, soddisfatta ed emozionata nel vedere finalmente il suo giovane paziente camminare senza stampelle. Questo caso conclude il medico del Bambino Gesù: “evidenzia come, nelle forme complesse di osteomielite cronica da MRSA, la diagnosi microbiologica accurata, l'impiego di antibiotici con adeguata penetrazione ossea e un approccio multidisciplinare che integri terapia medica e chirurgica rappresentino gli elementi fondamentali per ottenere un esito favorevole”.
La storia di Cris dimostra il valore della collaborazione tra realtà sanitarie diverse: la sinergia tra l’ospedale di Lamezia Terme e il Bambino Gesù di Roma ha permesso di garantire un percorso di cura integrato, unendo la presa in carico territoriale alle competenze di un centro di eccellenza. Un esempio concreto di come fare rete possa offrire risposte efficaci ai pazienti e alle loro famiglie.
R.V.
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