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Lamezia Terme - "Nel 2024 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 192/2024, ha dichiarato illegittime molte parti della legge di attuazione dell’autonomia differenziata.  Il governo Meloni-Taiani-Salvini, invece di trarne le dovute conseguenze e allinearsi alle indicazioni della Corte, ha scelto, all'interno del "pactum sceleris" compensativo tra i partiti della maggioranza, di perseguire l'idea della grande Padania, di una Italia “a più velocità”, con raggruppamenti di regioni che scelgono insieme il loro "sviluppo secessionista" mentre altre restano inesorabilmente indietro" è quanto si legge in una nota di Mario De Grazia comitato difendiamo la costituzione.

"Così, sul diritto alla salute, per fare un esempio esemplare, le regioni "differenziate" Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, potranno decidere tariffe di rimborso e di remunerazione differenti da quelle nazionali e potranno dare vita a una competizione tariffaria che vedrà le regioni dotate di maggiore capacità fiscale in grado di remunerare maggiormente le prestazioni, e quindi di attrarre professionalità e mobilità sanitaria, aumentando il divario con le regioni più fragili e minando alla base l’uguaglianza sostanziale dei cittadini su tutto il tennitorio nazionale.  Cosi facendo, il governo tenta di fare entrare dalla finestra l'Autonomia differenziata uscita dalla porta".

"Utilizza l'escamotage di rapportare e equiparare ai livelli essenziali di assistenza (LEA) i Lep (livelli essenziali di prestazioni tra Regioni con risorse e competenze così diverse e disparate.  I Lep, infatti, definiscono prestazioni standard minime che devono essere garantite uniformemente, indipendentemente dal luogo di residenza di ogni cittadino, mentre iI LEA individuano soltanto categorie di servizi da offrire senza stabilire standard omogenei. È innegabile che - sottolinea - questa vicenda evidenzia quanto insignificante sia per questo governo l' ispirarsi ai valori costituzionali! Essa sarà destinata ad incidere profondamente sulle competenze tra Stato centrale e Regioni, con gravi ripercussioni sulle politiche di sviluppo regionale, sulla coesione sociale e sulla gestione paritaria dei servizi pubblici essenziali in Italia.
Questa scelta incostituzionale accentuerà la disparità nella qualità e nell'accessibilità delle cure mediche tra Nord e Sud, aggravandone il divario storico".  

"Il presidente della Puglia, Antonio De Caro, ha già annunciato il ricorso alla Corte costituzionale contro questa. legge di assenso alle pre-intese. Altrettanto ha fatto il presidente della Regione Campania,  Roberto Fico, che ha dichiarato di essere pronto ad assumere qualsiasi iniziativa affinché, anche nelle sedi giurisdizionali competenti, sia interrotto questo percorso di divisione del nostro Paese. Entrambi i presidenti, auspucando che si costituisca un fronte comune tra coloro che condividono una visione sana del regionalismo italiano, orientata alla tutela dei diritti fondamentali delle persone,  hanno dichiarato che gli elementi a supporto delle loro (e nostre) giuste preoccupazioni provengono proprio dai dati tecnici forniti al Parlamento dagli Uffici che hanno svolto l’istruttoria sulle pre-intese. Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso parere favorevole alle pre-intese sull'autonomia differenziata in materia sanitaria già lo scorso aprile in sede di Conferenza Stato-Regioni".

"La decisione suscitó non poche polemiche. Immediato fu il nostro forte disappunto e quello delle forze politiche di opposizione insieme a quelle sociali laiche e cattoliche.  Una scelta, quella del governatore dal sapore compensativo e offerta come prezzo per la fine del commissariamento della Sanità calabrese,poi puntualmente avvenuta.  Per quanto ci riguarda, come Comitato "Difendiamo la Costituzione" di Lamezia Terme, ci faremo promotori in Regione, di una raccolta di firme per una petizione diretta al Presidente e al Consiglio della Regione Calabria perché, in linea con gli interessi di tutti i calabresi, seguendo, nell'immediato, l'esempio della Puglia, della Campania venga impugnata questa legge davanti alla Corte Costituzionale. Con questa iniziativa di raccolta firme, che partirà nell' immediato futuro, avremo modo di sensibizzare i cittadini, i partiti, le associazioni democratiche e i movimenti, con l'intento di far crescere dal basso maggiore consapevolezza, attuazione della Costituzione e voglia di cambiamento". 

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