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Lamezia Terme – La Calabria risulta la seconda regione con permanenza media di giorni trascorsi dai turisti nelle strutture ricettive. Lo rileva Demoskopika nella sua Nota Previsionale per il 2018 sui flussi turistici che però la inserisce anche tra le regioni con "rilevanza straniera" inferiore. Ad ogni modo, il turismo in tutta la Regione, continua a crescere rispetto al 2018.

In generale, e per quanto riguarda la permanenza straniera, per l’anno in corso si prevede l’arrivo di oltre 2 milioni di turisti in più provenienti dall’estero rispetto all’anno precedente che dovrebbero generare circa 6 milioni di pernottamenti. Veneto, Lazio, Lombardia e Trentino Alto Adige, le destinazioni regionali a maggiore “rilevanza straniera”. Il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio ha affermato: “Necessario rivedere il Piano strategico del Turismo alla luce della programmazione delle Regioni, consentendo al documento un’attuazione concreta per il consolidamento dello sviluppo del comparto”.

Permanenza media, Calabria tra le regioni sul podio

La permanenza media stimata nel 2018, ossia il numero medio di notti trascorse negli esercizi ricettivi per ogni arrivo, è pari a 3,37 notti per cliente, in calo per la componente della clientela domestica (da 3,35 notti del 2017 a 3,29 del 2018) e sostanzialmente stabile per quella estera (3,48 nel 2017 e 3,45 nel 2018). A livello regionale, la permanenza nelle strutture ricettive dei clienti è in media più lunga nelle Marche (5,30 notti per cliente), in Calabria (4,92 notti per cliente), in Sardegna (4,53 notti per cliente), in Trentino Alto Adige (4,26 notti per cliente) che nelle rimanenti realtà territoriali turistiche regionali. Al sopra della media italiana, pari a 3,37 notti per ogni arrivo, si collocano, inoltre, l’Abruzzo (3,86 notti per cliente), la Puglia (3,84 notti per cliente), la Campania (3,56 notti per cliente), il Veneto e l’Emilia Romagna (3,55 notti per cliente), il Friuli Venezia Giulia (3,45 notti per cliente) e, infine, il Molise (3,38 notti per cliente).    

“Rilevanza straniera, Calabria tra le ultime”

Al fine di misurare, seppur in maniera preliminare e non esaustiva, il livello di rilevanza straniera per regione, ossia il peso dei flussi turistici provenienti dall’estero rispetto all’attività turistica complessiva del territorio, sono stati considerati semplicemente due indicatori: il rapporto tra gli arrivi dei turisti stranieri sul totale degli arrivi e il rapporto tra le presenze dei turisti stranieri sul totale delle presenze. Tre i cluster individuati in  base al livello di rilevanza degli stranieri: alto, medio e basso.

Sono sei le realtà regionali che più di tutte presentano un peso maggiore dei flussi turistici stranieri in relazione al totale della domanda (arrivi e presenze) in ciascuna realtà analizzata: Veneto (115,68 punti), Lazio (112,88 punti), Lombardia (110,99 punti), Trentino Alto Adige (110,24 punti), Friuli Venezia Giulia (109,37 punti) e Toscana (108,92 punti). Per queste destinazioni, la rilevanza percentuale sia degli arrivi che delle presenze degli stranieri sui flussi complessivi è superiore al 50 per cento.

Nel secondo cluster individuato, quello a “rilevanza media” si collocano altre otto territori: Sardegna (110,24 punti), Sicilia (104,84 punti), Campania (104,05 punti), Liguria (102,71 punti), Piemonte (101,09 punti), Valle d’Aosta (100,24 punti), Umbria (96,98 punti), Emilia Romagna (93,24 punti) e Puglia (91,06 punti). A far parte del raggruppamento dove risulta minore il livello di “rilevanza straniera”, le rimanenti regioni: Calabria (89,49 punti), Marche (87,63 punti), Basilicata (85,41 punti), Abruzzo (85,39 punti) e, infine, Molise (83,64 punti).    

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