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Maida - Dopo l’uscita nazionale dello scorso 26 marzo e la partecipazione in concorso al Bifest di Bari, il “Don Chisciotte” di Fabio Segatori, nuova trasposizione cinematografica del celebre capolavoro di Miguel de Cervantes, è approdato anche in Calabria, regione che ha ospitato buona parte delle riprese. Galeotto, ancora una volta, il sostegno della Calabria Film Commission, sempre più a suo agio in questo genere di operazioni, qui affiancata da MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e Lucana Film Commission, in collaborazione con Rai Cinema. Il film, prodotto da Paola Columba e dallo stesso regista per la Baby Films, da giovedì è in programmazione anche al The Space di Maida, che ieri ha ospitato una speciale proiezione serale introdotta dagli interventi di buona parte del cast e del Presidente della Film Commission, Anton Giulio Grande.

Dopo un rapido videosaluto di Segatori, che ha sottolineato la bellezza quasi “favolistica” di una regione come la Calabria e la necessità di emanciparla dai soliti luoghi comuni legati alla ‘ndrangheta, prima a prender la parola nel corso del minitalk moderato da Luigi Grandinetti è la giovane attrice catanzarese Giuditta Cosentino, alla prima esperienza nel mondo del cinema: “Ho saputo del provino per questo film, il primo della mia carriera, quasi per caso e mi reputo molto fortunata. All’epoca, non ero rappresentata da alcuna agenzia, ho fatto tutto da sola e aver ottenuto questa parte è stato molto gratificante. Si tratta di un ruolo difficile, quello di una sguattera, una donna stanca costretta persino, ahimè, a prostituirsi. Una donna che non conosce il vero senso di essere donna, consapevolezza che oggi, invece, stiamo acquisendo sempre di più, quindi è stato un bel banco di prova”.

Debutto sul grande schermo che la accomuna a un’altra delle protagoniste femminili del film, Martina Molinaro: “Nasco come ballerina e questa era la mia prima esperienza nel campo della recitazione. Mi sono dovuta subito misurare con un ruolo importante e difficile, quello di Altisidora, e l’ho trovato molto stimolante. Ma spero possa esserlo l’intero film soprattutto per chi lo vedrà, perché penso ci sia un gran bisogno di riscoprire il cavaliere errante che è dentro di noi. Un film vero, fatto di scene assolutamente reali, il che rimanda a un certo cinema del passato, pur offrendo una visione del Don Chisciotte nuova”.

alessio-boni-Image-2026-04-19-at-02.39.08_8c49b.jpgAlessio Boni in una scena del nuovo adattamento cinematografico di Don Chisciotte

Veridicità sottolineata, con la solita ironia, anche da Marcello Fonte, uno talmente abituato alla macchina da presa, a differenza delle colleghe, da aver persino vinto la Palma D’Oro a Cannes per “Dogman” di Matteo Garrone: “In questo film sentirete proprio l’odore di cinema, perché è tutto vero, è tutto reale: le cadute, il sudore, persino il sangue. In quel periodo, poi, faceva molto caldo, quindi immedesimarmi nel ruolo di una persona schiavizzata, che soffriva molto, si è rivelato più semplice del previsto”.

Altro veterano del mondo della settima arte è poi l’attore lametino Pino Torcasio, piuttosto attivo tra cinema e televisione, che ha elogiato direttamente l’attività della Calabria Film Commission: “La Film Commission sta funzionando benissimo da qualche anno a questa parte, grazie anche al gran lavoro di Anton Giulio Grande e di tutto il suo staff, che continua a valutare attentamente ogni sceneggiatura. Sono contento, in particolare, prediligano film in grado di valorizzare le bellezze del nostro territorio, perché qui abbiamo posti magnifici, tutti da scoprire, e grazie alla Film Commission stiamo facendo passi da gigante in tal senso”.

Prima della proiezione, chiusura affidata allo stesso Grande, sollecitato, in particolare, da un Marcello Fonte in versione moderatore: “Sono molto felice Fabio Segatori abbia deciso di ambientare parte della sua trasposizione di un grande classico della letteratura in Calabria, anche perché il progetto ci ha permesso di impiegare circa 180 maestranze, affiancandole ad attori di fama internazionale come Alessio Boni, Angela Molina e Marcello Fonte. Si tratta certamente di un’altra gran bella vetrina per la nostra regione: l’ennesima brillante operazione di marketing culturale e territoriale”.

Francesco Sacco

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