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Catanzaro – I sindacati uniti in protesta contro i vertici delle Ferrovie della Calabria e determinati nel chiedere un incontro urgente con il presidente della Regione, Mario Oliverio, e l'assessore ai Trasporti, Roberto Musmanno. “Lo scorso 31 maggio - scrivono Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl Fna, Faisa Cisal, Usb Lp, Slm Fast Confsal, Confail, Orsa e Unsiau - si è svolto l’incontro 'urgente' che il sindacato, in modo unitario, aveva richiesto all’amministratore unico di Ferrovie della Calabria il quale, si è presentato all’incontro rigorosamente di venerdì pensando probabilmente che a lui tutto possa essere concesso, anche di gestire come se fosse in vacanza la più grande azienda di trasporto pubblico locale calabrese. Un’azienda complessa che gestisce servizi su gomma e su ferro per la popolazione calabrese e che li esercisce su tutta la regione dando lavoro a oltre 700 lavoratrici e lavoratori, dopo che una cura dimagrante ne ha decimato le maestranze per effetto anche della “quota 100”. Non può quindi, quest’azienda, essere governata da un Amministratore Unico che si presenta in azienda solo di venerdì e negli altri giorni della settimana se ne sta a lavorare per un’altra azienda di trasporti del centro Italia. All’intimazione del sindacato a terminare tale comportamento, l’AU non ha trovato niente di meglio che rispondere che erano fatti suoi e che il sindacato poteva fare ciò che voleva".

Per le sigle sindacali: "Questo è un comportamento offensivo nei riguardi del popolo calabrese e delle centinaia di famiglie che pretendono rispetto e non possono rassegnarsi al fatto che Ferrovie della Calabria possa essere considerata come terreno di scorrerie per interessi privati. Il Consiglio Regionale della Calabria, un intervento bipartisan dei consiglieri ha scongiurato l’applicazione di una norma di spending review regionale che ne avrebbe di fatto decretato la morte finanziaria. Ma i principali problemi per l’azienda calabrese non sono finiti, infatti, cominciano con una delibera regionale frettolosa che ha previsto l’uscita di FdC dal consorzio Cometra, detentore dei contratti di servizio su gomma (per obbligo di una legge di riordino regionale) e nel quale consorzio la società possiede il 37% di quote; passando dalle mancate risorse riscosse e stabilite nell’accordo stato/regione del 2012 che ha determinato il passaggio delle quote societarie dallo stato alla Regione Calabria; e non per ultimo finiscono con la scissione societaria prevista dal riordino del tpl con la L.35 del 2015".

"Dopo l’interruzione delle relazioni industriali con FdC - affermano infine i sindacalisti - il sindacato tutto ha inteso inviare una richiesta unitaria al presidente Oliverio e all’assessore Musmanno, in qualità di detentori della proprietà della società Ferrovie della Calabria, di un incontro che chiarisca questo increscioso comportamento penalizzante per l’azienda calabrese".

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