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Roma - Ogni 22 marzo ricorre la giornata mondiale dell’acqua. In tutto il mondo vengono così organizzati momenti di riflessione e sensibilizzazione, indetti dall’Onu, dall’Ue e da altri organismi, per celebrare la risorsa della vita sul Pianeta. Tema di quest’anno, le acque reflue. L’Onu intende così portare l’attenzione del mondo sullo spreco e sulla capacità di ricuperare l’acqua usata.

Anche l’attenzione di altri istituti in questa particolare giornata è stata rivolta all’acqua. L’Istat ha, infatti, fornito dei dati proprio in occasione della Giornata mondiale dell'acqua sulla fedeltà dei cittadini verso l’acqua del rubinetto dai quali è emerso che il 29,9% delle famiglie italiane non si fida a berla. Una sfiducia che raggiunge quote del 63% in Sardegna, del 57% in Sicilia, del 46,5% in Calabria e del 35,1% in Molise; unica eccezione la Basilicata, dove è al 16,2%. Al Centro, la percentuale piu' alta si registra in Toscana (38,9%); risulta trascurabile, invece, nelle province autonome di Bolzano (2,7%), Trento (3,7%) e in Valle d'Aosta (7,4%). Sono questi alcuni dei dati forniti dall'Istat, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua. 

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Una famiglia, nel 2016, ha speso mediamente al mese 10,27 euro per l'acquisto di acqua minerale. Una spesa che è in crescita del 3,7% rispetto al 2015, dopo una contrazione del 24,4% tra il 2008 e il 2014. L'Istat rileva comunque che migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni . La quota che lamenta irregolarita' nel servizio, pur in leggero aumento nell'ultimo anno, passa dal 14,7% nel 2002 al 9,4% nel 2016. Il problema e' maggiormente segnalato dalle famiglie residenti in Calabria (37,5%) e in Sicilia (29,3%). Più in generale, sulla 'fotografia' della situazione scattata dall'Istat, emerge che a livello nazionale, nel periodo 2001-2010 si e' mediamente registrato un aumento di circa il 6% della quantita' di risorse idriche rinnovabili rispetto ai trent'anni precedenti (1971-2000). La media della precipitazione totale nel periodo 2001-2010 e' superiore dell'1,8% al valore del trentennio 1971-2000. Il deflusso totale medio complessivo a mare dei corsi d'acqua e delle acque sotterranee è stato, in media annua, di 123 miliardi di metri cubi nel decennio 2001-2010, in leggero aumento (+6%) rispetto al trentennio 1971-2000 (116 miliardi di metri cubi). A partire dagli anni '80 i ghiacciai alpini sono in graduale regresso, culminato nel 2007 con il 99% dei ghiacciai monitorati in ritiro, quota che è ridiscesa nel 2014 all'88%.

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