
Matera – “Contribuire alla consapevolezza, attraverso l’arte, su quello che l’uomo e la sua evoluzione hanno creato, facendo aprire gli occhi su una situazione attuale che esigerebbe un cambio di direzione forzata”. È questo – si legge in un comunicato - lo scopo di “I’m Nature but I forgot it”, progetto nato dall’incontro tra Angelo Gallo e Lucymey, fondatori del collettivo d’arte Camera 237, e il fotoreporter Oreste Montebello, che vedrà la sua realizzazione finale a dicembre, negli spazi di Materasum in occasione di Matera 2019. “I’m Nature” – spiegano - nasce dalla necessità e la volontà di scuotere gli animi e le coscienze, un vero e proprio atto di denuncia nei riguardi dello sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche da parte dell’uomo, che sta portando, con la distruzione di quello che ci circonda, anche alla nostra distruzione. Partito in fase sperimentale nel 2018 con una prima installazione al Face Fastival di Reggio Calabria, “I’m nature” diventerà in questa fase centrale una “Call for humans”, una vera e propria chiamata per esseri umani, uomini e donne sensibili al tema della natura e dell’ambiente, che entreranno a far parte delle performances e di Camera 237.
L’installazione - continuano nel comunicato - sarà un perfetto connubio tra video art e fotografie incentrati sullo sfruttamento delle risorse naturali, lungo dei pannelli e degli elementi che destabilizzeranno letteralmente chi vorrà usufruirne, mentre al centro troneggerà un albero. Ad ospitare il progetto a partire dal 6 dicembre, Materasum, nella Matera sotterranea. Una città nella città – precisano - che renderà ancora più suggestivo il viaggio che i più curiosi saranno portati ad intraprendere all’interno della propria coscienza attraverso l’arte. A prendere parte alla realizzazione anche Alberto Criscione, artista; Angela Di Blasi, artista; Marco Stefanelli, artista; Martina Parretta, artista; Jaqueline Gisele Rodriguez, performer; Asmara Bassetti, giornalista; Cosimo Alampi, chimico; Stefano Milazzo, artista. Il percorso progettuale sarà invece curato da Marilena Morabito e la documentazione realizzata da Vincenzo Zicaro, fotografo. Un modo artistico concettuale, quello di “I’m Nature”, di provocare tramite tutti i sensi - concludono nel comunicato – e letteralmente destabilizzare il fruitore, che sarà così “costretto” a riflettere – e magari ad agire – sugli effetti che lui stesso ha provocato sulla natura.
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