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Roma - "La sospensione delle convenzioni del Bando periferie pari a 3,8 miliardi per la rigenerazione urbana di 96 tra citta' e aree metropolitane ci preoccupa moltissimo. Molte realta' hanno, infatti, gia' investito nelle progettazioni e ora il possibile congelamento delle risorse potrebbe determinare anche delle serie difficolta' nella gestione del bilancio. Le risorse per le progettazioni, ribadisco, devono essere coperte subito. Il governo deve chiarire la sua posizione sugli impegni assunti". Lo dichiara il coordinatore nazionale delle Anci regionali e sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. 

"Il processo di trasformazione delle citta' non puo' aspettare. Il bando - ha sottolineato Mangialardi - e' nato con il grande obiettivo di recuperare le periferie e rilanciare, al contempo, anche le grandi citta' che, come naturale conseguenza, ne avrebbero beneficiato. Una sfida culturale che i Comuni avevano raccolto con entusiasmo. Ora lo stop prospettato dal Governo segna un arresto traumatico alla riqualificazione urbana dei territori che potrebbero dover attendere ancora anni prima di vedere i lavori di "rinascita" finiti".

"Il testo del decreto milleproroghe approvato dal Senato contiene due importanti proroghe sollecitate dall'associazione: quella al 31 dicembre 2018 del termine per adeguare alla normativa antincendio gli edifici scolastici e i locali adibiti a scuola; e quella per l'anno scolastico 2018-2019 della possibilita' per i dirigenti scolastici, nei Comuni colpiti dal sisma, di derogare al numero minimo e massimo di alunni previsto per classe", aggiunge Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente Commissione Anci finanza locale, analizzando alcuni aspetti del provvedimento che passa all'esame della Camera dopo il via libera dell'Aula di Palazzo Madama. 

"Tale modifica - spiega Guerra - evita il rischio dello spopolamento dei territori colpiti dagli eventi sismici, le cui popolazioni si trovano ancora alloggiate temporaneamente in territori diversi dal proprio comune di appartenenza". Venendo, invece, agli aspetti critici del decreto, l'Anci innanzitutto valuta in modo negativo il differimento al 2020 dell'efficacia delle convenzioni del bando periferie; e molto negativo il "mancato recepimento di un pacchetto di richieste molto importanti per i Comuni soprattutto i piccoli che e' auspicabile che possano essere considerate nel seguito dell'esame parlamentare".

Inoltre, il presidente della Commissione Anci finanza locale stigmatizza il mancato rinvio, per i Comuni fino a 5mila abitanti, della redazione del bilancio consolidato al 2019 con riferimento all'esercizio 2018". Si tratta di un "adempimento di particolare gravosita', ma di scarso contributo alla migliore conoscenza degli assetti finanziari locali; tanto piu' che "la norma appare necessaria per non produrre un disallineamento tra i Comuni minori che, con grande sforzo, hanno approvato gli schemi della contabilita' economico patrimoniale entro il 30 aprile scorso e quelli invece che si sono avvalsi della facolta' di rinviare l'approvazione di tali schemi". 

Infine, l'Anci ricorda che non e' stato accolto l'emendamento finalizzato a posticipare le scadenze previste per il 2019 per la richiesta e l'assegnazione dei contributi agli investimenti per la messa in sicurezza del territorio di cui al comma 853 della legge di bilancio 2018. "Tutto questo - spiega il sindaco di Tremezzina - avrebbe permesso anche una revisione dei criteri di assegnazione, mediante accordo in Conferenza Stato-citta' e alla luce delle prevedibili modifiche alla disciplina degli spazi finanziari. Si tratta di un fatto grave alla luce della sperequata distribuzione dei finanziamenti che - conclude Guerra - conferma il termine del 20 settembre 2018 per la richiesta di contributi per l'anno 2019". 

Sindaco di Catanzaro: a rischio 17 mln per periferie 

"L'annunciata sospensione delle convenzioni del Bando periferie per 96 tra citta' e aree metropolitane nel decreto Milleproroghe, approvato ieri dal Senato e in attesa della seconda lettura prevista alla Camera a settembre, rappresenta un provvedimento dagli effetti devastanti per tutti i comuni beneficiari, tra cui rientra anche Catanzaro con il suo ampio programma di riqualificazione delle aree degradate finanziato con 17 milioni di quota pubblica". Lo afferma il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

"Non posso che condividere il grido d'allarme lanciato dal presidente dell'Anci Decaro - spiega - nell'evidenziare la scelta scellerata di sospendere atti gia' firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati e convenzioni in virtu' delle quali le amministrazioni hanno avviato attivita' di progettazione con relativi oneri a carico. Ricordo, infatti, che proprio qualche giorno fa l'amministrazione comunale ha inviato alla Presidenza del Consiglio i quindici progetti esecutivi relativi ad interventi di riqualificazione e potenziamento di servizi e infrastrutture che cambieranno in maniera radicale il volto dei quartieri Corvo, Pistoia, Aranceto e Fortuna.

Fermare, per almeno due anni, i finanziamenti - dichiara - significherebbe mettere una pietra tombale su un programma che, grazie anche alla fondamentale collaborazione dei privati e alla luce delle condizioni sempre piu' difficili della casse comunali, consentirebbe di restituire piena funzionalita' e decoro a strade, aree a verde, scuole e palazzetti, oltre che garantire la piena sicurezza e il controllo in aree a rischio del nostro territorio. Il Governo faccia allora chiarezza su quale sara' la sorte di questi importanti fondi e come saranno ricollocati.

Se l'emendamento inserito nel decreto Milleproroghe venisse definitivamente approvato, tale decisione - dice il sindaco di catanzaro - potrebbe essere solo il preludio ad una cancellazione vera e propria nella prossima legge finanziaria. Invito, dunque, tutti i colleghi sindaci interessati a fare una battaglia comune per far sentire la nostra voce e impegnare la Presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto gia' disposto e sottoscritto dal Governo. Un grido d'allarme che auspico venga recepito e veicolato anche dai parlamentari calabresi, chiamati a rappresentare e tutelare gli interessi delle citta', che devono dire chiaramente - conclude - se sono a favore o contro questa decisione che penalizza anche il nostro territorio".

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