Foto: Corriere della Sera
Lamezia Terme – Si chiama “Nusinersen” ed è il farmaco della speranza per i piccoli pazienti affetti da atrofia muscolare spinale (Sma), una malattia gravissima che gli impedisce di tenere la schiena dritta o anche solo di respirare e che, nella maggior parte dei casi, non li porta a superare i due anni di vita. A sperimentarlo, il medico lametino Eugenio Mercuri, al quale il Corriere della Sera, dedica un’intera pagina con un approfondimento di Adriana Bazzi.
Mercuri, attualmente professore di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma, Policlinico Gemelli, ha accettato così la sfida di occuparsi di queste particolari malattie della ricerca, e lo fa anche grazie a Telethon. "Il gene alterato si chiama Smn1 – dichiare al Corriere - e normalmente produce una proteina indispensabile ai motoneuroni (cellule del midollo spinale ndr) che controllano il movimento dei muscoli. Quando il gene va incontro a una mutazione, la proteina prodotta non funziona. Il Nusinersen, invece, fa sì che quest’ultima venga di nuovo sintetizzata".
Il farmaco è ovviamente ancora oggetto di sperimentazione, in lista d’attesa ci sono già 80 bambini e pare stia dando risultati positivi. "Abbiamo dato risposte a quelle famiglie con bambini malati a cui Vannoni faceva promesse con il metodo Stamina” dichiara ancora Mercuri in riferimento alle passate vicende.
Oltre a questo farmaco, in via di sperimentazione ve ne è anche un altro che ha sempre lo stesso obiettivo, e poi c’è il trapianto genetico, che sta approdando anche in Italia. "Anche da noi partiranno le sperimentazioni — dice Mercuri — L’Italia ha dimostrato di avere una cultura della malattia, di avere studiato la sua storia naturale, grazie soprattutto al supporto di Telethon, ed è per questo che oggi è fra i pochi Paesi che possono essere coinvolti nelle sperimentazioni internazionali. Con il vantaggio per i nostri pazienti di poter accedere a cure innovative".
Una grande soddisfazione per la città di Lamezia, che lo scorso maggio ha anche conferito al suo concittadino il premio Rotary Club “Valter Greco” essendo ormai conosciuto e apprezzato in Italia ed in Europa per la sua incessante attività di ricerca scientifica e per l’alto valore specialistico nella cura delle malattie neuropsichiatriche infantili.
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