
Gizzeria – Quando la moglie di Giorgio, affetto da sclerosi multipla, ha contattato l’Hang Loose Beach, aveva un solo desiderio: quello di vederlo nuovamente sorridere, dimenticando per qualche ora la sua malattia. Ieri Giorgio Di Grandi è entrato in acqua con il suo kite speciale, dotato di seggiolino, ma nel resto perfettamente simile agli altri, per un’esperienza inimmaginabile.
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Le gare per i campionati mondiali di kitesurf che si concluderanno questa sera, sono state infatti a metà sospese proprio per la realizzazione del progetto “Kite per tutti”, grazie al quale due atleti olandesi, entrambi paraplegici per via di un incidente, potranno seguire l’intero percorso di gara solcato dagli atleti normodotati in questi giorni.

E anche Giorgio, kitesurfer e istruttore di Fitness a Napoli, non poteva lasciarsi sfuggire questa occasione. Dopo la diagnosi di sclerosi multipla, ha trovato l’unico modo che aveva per sentirsi ancora libero di continuare a coltivare la sua passione, nonostante tutto.
L’idea di questa importante iniziativa nasce da una storia che ha toccato da vicino i gestori del centro sportivo, i quali hanno deciso così di lanciarsi in una nuova sfida. “Alessandro, un nostro associato – ci racconta Vanina Puteri – aveva solo 16 anni quando due anni fa è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale che lo ha portato a perdere l’uso delle gambe, costretto sulla sedia a rotelle".
"Nonostante tutto – ha proseguito ancora – dalla sua voglia di tornare sul kite, è nato insieme a lui un percorso a dir poco stupendo che ci ha regalato e ci sta regalando delle emozioni indescrivibili. Siamo riusciti, grazie a suggerimenti, indicazioni e attrezzature, a riportare Alessandro in acqua e abbiamo così capito, che come centro, dovevamo mettere le nostre conoscenze a disposizione di un pubblico speciale”.

Da qui parte l’avventura dell’Hang Loose Beach, che quest’anno, agli ormai ben radicati campionati mondiali di kitesurf, ha affiancato un’iniziativa che è riuscita a raggiungere tanti atleti paraplegici che praticano kitesurf nel mondo.
A scendere in acqua infatti, sia ieri, che oggi per le fasi finali, Thierry Schmitter e Willem Hooft. Thierry si trova sulla sedia a rotelle da ormai vent’anni, Willem da circa un anno e mezzo. Le loro storie si sono incrociate proprio perché ad accumunarli è stata la grinta e la voglia di continuare ad avere una vita assolutamente normale.

“Il kite mi fa sentire totalmente indipendente e veramente a contatto con la natura e tutto ciò che mi circonda" ci ha precisato Thierry Schmitter, oltre che kitesurfer anche esaminatore presso l’ufficio europeo dei brevetti di tecnologia marina.
“Questo sport mi ha cambiato tanto – ha raccontato infine Willem Hoolf – quando entro in acqua sono totalmente libero perché quando faccio kite mi sento esattamente come ero prima di essere sulla sedia a rotelle, e questo è straordinario”.
Alessandra Renda
Antonia Butera

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